La mezza età

marcello marchesiIl nome di Marcello Marchesi è, sicuramente, sconosciuto ai più giovani. Negli anni 60 imperversava nei varietà dell’unica televisione possibile per me, che allora ero una piccolina. Marchesi cantava una canzonetta sardonica che nel ritornello faceva:

Che bella età, la mezza età… tranquillità, serenità, tentar la gloria e far l’occhietto alla fortuna, il mondo nostro sarà… l’età più bella del cammin di nostra vita, che tutta rosa sarà…

Non vi so dire per quale ragione m’è venuto in mente Marchesi, stamattina, ascoltando le ultime notizie  dal fronte Quirinale. Che inconsciamente abbia voglia di dire qualcosa a Bersani? 😀 Anche l’elezione del presidente della Repubblica italiana è diventata una questione da ultrà. Intanto, per la cronaca e male per male, la mia scuola è stata nuovamente vandalizzata ieri sera. Vabbe’, buongiorno.

Passion week

vandaliCome da copione i transumanti hanno dedicato la settimana che, ringraziando Gesù bambino sta per finire, ad opere di beneficenza. I destinatari della loro munifica e mirabolante grazia sono stati i sodali e di rimando anche noi prof. Cosa hanno mai fatto di così bello da permettermi di sperticarmi in lodi e odi? Ebbene, il limitato salire e scendere le scale per cinque ore, il fumare sulle scale di emergenza, il vandalizzare le pareti con graffiti degni dell’antica Pompei, l’intimorire i ragazzi più piccoli e perbene, lo stuzzicare le ragazzine più avvenenti, l’entrare in un’aula a caso in dieci, così per fare visita, il picchiare violentemente sulle porte delle prima citate aule, porre un suggello amichevole sul volto di una collega e sulla testa dell’altro, tutto questo non è più bastato loro, troppo banale e normale, alla portata di chiunque voglia cimentarsi nelle nobili arti della transumanza e della scostumanza. E allora? Grazie alla connotazione architettonica comparabile al Colosseo della scuola, sono entrati più volte durante l’ultima settimana, nottetempo – tanto la scuola è come casa loro, ne conoscono a menadito ogni anfratto e ogni peculiarità. Pensate che abbiano dedicato la loro attenzione ai registri di classe, depositari di ogni loro eroica impresa mattutina? Ma quando mai, le loro mire sono state molto più ambiziose ed estese: ieri l’altro hanno schiumizzato con gli estintori solo un’ala e un piano dell’edificio, rendendo inagibile una parte della scuola. In quel caso solo alcune classi hanno potuto bearsi del fare lezione in palestra, invece che nella propria aula. Poi devono aver pensato che non fosse giusto e corretto privare anche il resto della scuola di un tale diversivo e la notte passata hanno completato l’opera, disseminando polveri sottili su tutti e due i piani superiori, con il risultato che nessuno di loro è entrato, per quanto come è abitudine degli assassini a tornare sul luogo del delitto, uno è stato beccato dal poliziotto, che stamani stazionava a scuola, a forzare uno dei pertugi abituali per potersi introdurre ad ammirare l’opera compiuta e semmai a raccogliere le reazioni degli adulti. Come saranno stati felici, posso solo immaginarlo. Avere la possibilità di realizzare cioè che più ti appassiona non è da tutti, loro ci sono riusciti. Noi, come le stelle di Cronin, siamo stati a guardare? E’ capitato, poiché come anime candide abbiamo pensato che la legge ci tutelasse, che l’entità superiore – il D.S. – dovesse impegnarsi maggiormente a tutelarci. Invece  ci siamo resi conto che le nostre passioni, il nostro impegno, non sono minimamente compatibili con quelle nobili e altruiste dei transumanti. Noi, pensate un po’, vorremmo svolgere il compito per cui siamo pagati, insegnare, e loro, pensate un po’, vogliono annullarci. Ci siamo riuniti in una assemblea spontanea e abbiamo scritto all’entità superiore, al Sindaco, alla Pretura – per quanto quelli sono sempre in tutt’altre faccende affaccendati, specie adesso che indagano sui tossici di Siena! – alla Benemerita e alla Polizia. Qualcuno dovrà pur risponderci!