Quello che tu supponi che io sappia

supponenzaScusa eh, se mi permetto – avrei voluto dirti stamattina – ma di che cosa stiamo parlando? E magari te l’avrei detto anche con una leggera cadenza bersaniana, to’! Va be’ è tanto che non ci si vedeva, una decina d’anni o giù di lì. Tu invecchiata e io pure, sicuramente; l’approccio pettegolo in te, però, non invecchia mai. Per cortesia ho fatto appena in tempo a dirti: Come stanno i ragazzi? che hai iniziato ad inondarmi di una mole Antonelliana di informazioni , che come al solito non hai corredato di antefatti, ma solo di fatti. E sei andata avanti nel dirmi di cose, persone e luoghi, citandoli per nome, come se le conoscenze fossero senz’altro comuni, così come le esperienze di dieci anni – mai state intime, caso mai te ne fossi dimenticata! Quando, finalmente, sei andata via, mi sentivo leggermente ubriaca, piena della tua supponenza verbale. Spero di rivederti tra dieci anni? No no, almeno dieci secoli, amen!

Piccoli blogger nascono

bebèMolte volte ci siamo ritrovati a discutere sulla realtà dei blog, sul fatto che rimane un mondo altro e sulla valenza positiva o meno di questo mondo, in termini di socialità, empatia, amicizie. E’ fuori di discussione il fatto che tutti diamo al blog un significato personale – sul perché e il percome abbiamo deciso di scrivere un blog… – e spesso lo stesso significato non corrisponde univocamente a quello di un’altra persona, con variazioni del tema infiniti. Tuttavia il blog è fatto da entità reali e queste, a loro volta, hanno una vita fatta di affetti, amicizie, empatia non virtuali. Quando il virtuale e il reale si incrociamo – anche solo attraverso una telefonata – si compone una rete di relazioni affettuose e amichevoli davvero belle. Si partecipa così alla vita di una persona lontana chilometri e puoi gioire con lei, preoccuparti con lei, avere con lei uno scambio di idee che possono, a volte, migliorare il tuo punto di vista sulle cose. A questo serve un blog, secondo me. In otto anni di scrittura ho incrociato tante vite, tante storie e tante belle persone sono rimaste qui a parlare il mio stesso linguaggio fatto di partecipazione. Gli eventi gioiosi, come la nascita del piccolo V., sono un evento per tutti noi. Se la nostra cara Stelilla è diventata nonna – mi piace pensarla, però, come una mamma al quadrato, una mamma grande – anche noi siamo diventate zie dell’angelo bellissimo che è venuto ad allietare la nostra comunità – non pubblico nessuna immagine del cucciolo, ma vi assicuro che è una felicità vederlo, con il suo piccolo piccolo profilo di cammeo, la sua tenera presenza di fianco alla sua mamma L. Sono gioiosa per la nascita di un futuro blogger – chissà! 😀 – ed è con gioia che ve lo racconto, perché una vita che nasce ha sicuramente del miracoloso e non è fatto di ogni giorno la possibilità di raccontare miracoli. Benvenuto piccolo V. tra di noi!