Cuore Down

downGli esami sono esami per tutti. Insieme ai suoi compagni diligentemente anche il Patatoso sta facendo gli esami di stato di licenza media. Arriva puntualissimo tutte le mattine, in silenzio guadagna il suo posto, sempre quello, tutti i giorni. Guardate le prove e rassicurata la prof con un sorriso – Vai vai, so fare! – il Patatoso comincia a lavorare. Con una bella scrittura, rispettando ogni regola, D. svolge tutti i compiti da solo. E scusate, posso dire una cosa? Sono orgogliosissima del mio alunno Down. Sono orgogliosa del fatto che è maturato tantissimo, tanto da essere più ” grande ” degli altri.  Ha acquisito una sicurezza inaspettata, una consapevolezza del ruolo e dell’evento che neppure i più bravi e diligenti.  Ho pensato a lungo a questi giorni, ho pensato moltissimo al tempo in cui non sarà seduto accanto a me. Come sempre ci lascio il cuore, ne lascio un pezzetto sempre in pegno, ma prendo anche un poco del suo affetto. Capisco di avere il suo bene, come stamattina, dal tono scherzoso quando mi ha detto: Per colpa tua, per ripetere, sono andato a dormire a mezzanotte ieri sera! E ha sorriso felice di essere andato a dormire tardi, perché io fossi soddisfatta di quello che ha fatto, perché potessi essere orgogliosa del suo fare. Ma la gioia più grande è riuscire ad abbracciarlo, ad accarezzarlo, riuscire a dargli dei baci perché non si vergogna più. E’ stato facile volergli bene, è facile avere il suo stesso cuore Down.

( É di ieri l’altro, l’ennesima discriminazione ai danni di un bimbo Down. É stato rifiutato dal titolare di un centro sportivo perché ritenuto troppo ” impegnativo “, il suo ” problema ” avrebbe potuto creare ” fastidi ” agli altri bambini e, di conseguenza, i genitori di quest’ultimi avrebbero potuto togliere i loro figli dal centro. Non è ancora chiaro, a molti, che la diversità costituisce sempre un arricchimento, la possibilità di crescere insieme non fisicamente, ma mentalmente e soprattutto nelle emozioni, nel cuore. É stato negato, ai bambini romani ” normali ” la possibilità di avere anche loro un cuore Down )

Del leggere

Stamattina il piccolo tiranno – l’alunno Down che seguo dallo scorso anno –  mi ha chiesto di poter uscire dall’aula per svolgere qualche attività da soli. D. ha esordito rinnovando la promessa amorosa già pronunciata l’anno passato: Ti amo, mi vuoi sposare? 😀 Dopo poco, così come stavano facendo i compagni in classe, ha preso l’antologia dallo zaino e ha chiesto di poter leggere un brano di Benigni e Cerami – abbiamo un libro ” importante “, noi, curato da Carlo Lucarelli e altri; perlomeno non ci sono i soliti stralci da opere famose lette e rilette! 😀 D. è piuttosto cocciuto e ha voluto iniziare per primo, senza ascoltare e seguire una mia prima lettura. La sua sintesi sillabica viene elaborata attraverso la pronuncia sottovoce, per poter essere esplicitata ad alta voce dopo qualche secondo. Se le parole sono brevi e non ci sono troppe ” erre ” di mezzo, va bene, ma la cosa diventa difficile se quello che si legge contiene termini sconosciuti o impronunciabili per lui, a causa della sua iperglossìa. Dopo un po’, scoraggiato, mi ha chiesto di leggere per prima e quello che lui ha pronunciato, dopo, gli ha dato la sensazione di aver fatto meglio, un bel risultato di consapevolezza per un ragazzo ritenuto generalmente ” diverso “. Consideravo allora come leggere sia una pratica alla quale tutti, ora come ora, abbiamo accesso. Impariamo a farlo a scuola, chi bene e chi meno bene, ma tanto da poter decifrare fonemi, da poter sintetizzare sillabe per comporne parole. Un bene prezioso, il saper leggere, ancora di più il saper comprendere ciò che si legge. Con tristezza penso a quanti alunni stiamo licenziando dalla scuola secondaria di primo grado, capaci di leggere è vero, ma incapaci di comprendere quello che hanno sotto gli occhi. Non mostrano segni di scoraggiamento, come ha fatto D. stamani, e spesso pensano che quanto appreso sia sufficiente nella vita di ogni giorno. Quanto sbagliano! Penso ai miei nonni analfabeti e al loro vedere le cose, al loro vivere da ” ciechi ” pur essendo vedenti. Provarono a frequentare una scuola serale per adulti, ma era troppo tardi per loro, non riuscirono mai ad apprendere la lettura. Le occasioni che ci vengono offerte a tempo debito non si ripetono per sempre. La mia di occasione l’ho colta imparando a leggere prestissimo e non ho mai smesso, unico e solo vizio da una vita!