La Lunga, il Corto e il Patatoso

La lunga il corto e il patatosoStamattina eravamo ripetentesenti. Due avevano ben pensato di sollevarci della loro presenza, evitando di venire a scuola – della qual cosa ho benedetto tutto il Paradiso, tutto! – e i rimanenti due orfani sembravano anime penitenti. Uno, però, dopo iniziale sgomento, ha iniziato col suo traffico sottobanco, cominciando ad onorare l’acqua della bottiglietta con il feltro giallo del pennarello – che avesse voluto santificare la festa della donna, colorando di giallo mimosa tutto il colorabile? Il Corto, invece, dopo una prima ora di pseudo attenzione e di richieste di aiuto, esaurito le capacità attentive ha chiesto di uscire. Permesso accordato da Italiano e me lo sono ritrovato nell’atrio mentre salivo con gli attrezzi da disegno. Ragionavo, tra me e me, sull’utilità di apporre una firma certificata su uno dei murales dipinti nell’atrio – che da murales ha cambiato la propria connotazione in ca**ales! E di firme certificate e di varie forme e dimensioni, ce n’erano realmente tante e tali, da avere l’imbarazzo della scelta. Sicché ho dato una gomma per cancellare al Corto e gli ho detto di iniziare a rimuovere la firma certificata, tanto da far riacquistare al murales il disegno originale. Non gli è sembrato vero! S’è messo all’opera di buona lena con la promessa di rientrare in classe appena avesse finito. In classe il Patatoso mi ha chiesto anche lui di uscire – era evidente la sua voglia di imitazione. Non era il bagno che lo attirava, ma l’attività ex tempore del Corto. Ho dato anche al Patatoso una gomma per cancellare per iniziarlo alle godurie dello scancellamento! 🙂 Visto che ero lì a controllare i due, cos’altro avrei potuto fare? Mi sono armata di gomma per cancellare e ho cancellato anch’io. Ho scoperto che siamo un trio portentoso, ma non contagioso – si fosse fermata una collega, dico una, a darci una mano! Però,  nonostante la buona volontà e il buon lavoro, alla quarta ora c’erano nuovamente i segni di un’attività carbonara – nel senso che stavolta hanno usato un carboncino per disegnare – con la traccia del solito siluro orizzontale e dovizia di particolari tecnici. La prossima volta invece che cancellare ho pensato di colorare; cosicché tra qualche millennio, quando gli archeologi scaveranno per trovare le vestigia di quella che fu la nostra città, ammireranno le opere murali della nostra scuola – così come è successo a Pompei – celebrando la creatività degli attuali alunni, che saranno ricordati come gli autori di veri e originali ca**ales! 😀

Storia straordinaria e folle, in un interminabile mattino di fine febbraio

leopar9aChe succede quando il trono è vacante? Qualcuno pensa di poter occupare, sia pure per tempi limitati e risicati, quella vacuità.Per una parziale soddisfazione della sete di comando? Per una stolida curiosità? Niente di tutto questo, per la signora D. ” bide’ ” nella mia scuola – sarebbe collaboratrice scolastica, ma è per tutti i ragazzi, inesorabilmente, bide’. Stamani la signora D. manco ci pensava a mettersi nei panni del preside assente – scomodissimi in verità, i panni, e pure maleodoranti di sigarette! Però, ad un certo punto, ormai sull’orlo di una crisi di nervi, pure lei!, ha beccato i soliti tre transumanti della mia classe e, in un ” vidiri e svidiri “, s’è attaccata al telefono e ha chiamato le signore genitrici della figliolanza ” in gambe ” e se li è tolti dall’atrio. Dite che ci siamo adombrati per questo ” abuso ” di potere? Sorrido e sorrido, come ho fatto stamattina. Così una giornata interminabile s’è trasformata in un’accettabile ” passata è la tempesta, odo gli augelli far festa “! 😀

E la sventurata sorrise

Alla prima ora, oggi, c’era Italiano che interrogava. A parte le perle neanche rare dei pulzelli – Qual è la religione che viene praticata in Gran Bretagna, da Enrico VIII in poi, M. risponde, La grazia reale. Che avrà voluto dire, lo sa solo lui e la sua ignoranza. I due ripetitori di anno scolastico nonché di scurrili intermezzi, sonnecchiavano. Alla grazia della prima ora è subentrata Arte, ma io sono andata via – ora buca! Alla terza la situazione aveva cominciato ad essere trés pesante. Matematica minacciava note e sospensioni ma i due, nisba, continuavano impuniti a dar fastidio. Ma poi, cosa crediate che facciano? Si alzano, chiedono di uscire, si sdraiano sul banco, sollevano il banco con le ginocchia, fischiano, V. riproduce il rumore in sottofondo di una macchina da rally che percorre tutto il tragitto della Apuane e arriva prima al traguardo, dicono a gran voce, per interrompere la lezione, ” ‘ssore’ vedete a V. ” lo vediamo sì, V. la faccia di kulow che lancia palline di carta ammollate! e via di questo passo e di queste cretinate. Sono così cretine le azioni che mettono in atto che spesso nella classe, nonostante siano diventati consapevoli del continuo fastidio e manifestano insofferenza nel confronto dei due, c’è sempre e comunque qualcuno che ride. Nella fattispecie una delle più capre, L. che ama fortemente distrarsi, che ama fortemente non studiare, che ama fortemente far chiacchiere con T., banco dietro, e che di buon’ora prima di entrare a scuola si baciano e abbracciano manco non si vedessero da qualche secolo, ebbene proprio L. invece che cospargersi il capo di cenere e chiedere perduratamente una grazia alla Madonnina della Sapienza, la sventurata solitamente sorride. Da uccidere, cominciando proprio dalla sventurata e via via fino all’eliminazione totale del problema. Lo so non è possibile, ma permettetemi di sognare. Anche perché, prima che finisca l’anno scolastico, ne devono passare di macchine da rally tra i banchi della seconda E! 😦

Palla pallina

I pulzelli ripetenti oggi masticavano. Erroneamente ho pensato ad una banalissima gomma da masticare, ma l’oggetto del ruminare era la carta di quaderno. Pensate fossero in debito di cellulosa? Pensate a tre alunni affetti da pica?* Macchè, ammollavano la carta per farne palline da lancio da sputazzare in giro per l’aula contro compagni e prof – e comunque contro qualsiasi ostacolo si sovrapponesse tra loro e l’eternità. Un futuro da cacciatori delle Alpi? Nooo, un futuro da sicuri bocciati, nuovamente. Godo al solo pensiero! 😀 

* la pica non è il solo cognome della più famosa Tina, bensì un disturbo del comportamento che si manifesta, a volte, in persone con sindrome ossessiva – compulsiva… ossessivi come i tre pulzelli! 😦  – la compulsiva sono io… mi prendono certe compulsioni alle mani! 👿