Nord Africa con fastidi

Come un ospite assolutamente indesiderato è ritornato il caldo africano dell’estate, con l’aggravante dello scirocco e della cupezza del cielo – lascia presagire, il cielo, un’acqua rappresa che sai per certo che non verrà giù. A scuola, con ventisette cabrones, due insegnanti, caldo caldo e Preside transumante, si muore. Voglio andare al mare, sob e sigh! Anche Matematica risente del caldo e proferisce amene stupidaggini. Per giustificare l’errore madornale di aver bocciato tre pluribocciati allegati alla nostra discreta seconda, dice: Siamo educatori, il nostro compito è tenerli a scuola piuttosto che per strada. E tenerli a scuola significa vederli in piedi ogni due per tre, vedere A. che passa quattro ore semisdraiato sulla borsa nella quale è contenuto un diario – per farci cosa è dall’inizio dell’anno che me lo chiedo, considerando che non viene preso in considerazione per giocarci, figuriamoci per prendere appunti sui compiti da svolgere a casa! Dimenticavo, nella borsa di A. c’è anche un quaderno, multiuso e multifunzione – all’occorrenza produce carta da cestino, per poter andare a buttarla la carta, nel cestino, per l’appunto, e senza chiedere il permesso di farlo, naturalmente! Ieri me lo sono tenuto vicino per quattro ore – ho anch’io il mio banco tra i pargoli. Sono passata da un: Copia alla lavagna, per piacere, ad un : Metti la mano davanti alla bocca quando sbadigli, e attraverso un: Stai diritto sulla sedia, Fammi la gentilezza di ascoltare quello che sto leggendo, Rispondi alle domande senza ridacchiare! Si può passare un anno scolastico a sopportare A.? Con tutta la buona volontà, no. Ma bisogna tenerli a scuola, eh già. Se lo dice Matematica! 😦