Agenda nuova

agendaStamani, durante la ricreazione, ho preso a trascrivere alcuni dati dalla vecchia agenda su quella nuova. D. il patatoso che mi era accanto, guardava in silenzio. Dopo poco ha iniziato a farmi alcune domande – Dove hai preso l’agenda nuova; Che cosa scrivi; Perché ricopi gli indirizzi e via così. Soddisfatte le sue curiosità e completate le operazioni di ” riporto ” ho iniziato a strappare i fogli della vecchia per poterli riciclare. Il patatoso continuava a guardare; soprattutto le diciture dove erano riportati i mesi. Esaurito gennaio con le riunioni di scrutinio, gli esercizi di aritmetica dell’anno scorso, le ricette trovate sui libri, siamo passati a febbraio. E lui: Che mese è questo? Febbraio. Strappato anche quello. E via via tutti gli altri con il patatoso che contabilizzava il tempo. Nel volgere di una ricreazione abbiamo esaurito un anno intero, mi sono trovata a riflettere. E per fortuna un anno non corrisponde agli strappi di dieci minuti perché sarebbe straniante e pazzesco, il rutilante mondo delle agende impazzite! D. ha commentato: Quante cose ” abbiamo ” fatto in un anno! Pensavo alla dissociazione tra scuola e vita, sulla vecchia e su quella nuova riporterò ancora esercizi, appuntamenti scolastici, note disciplinari da riportare sul registro, qui – questa ” agenda ” che ha una dimensione più intima – tutto ciò che rappresenta l’altro lato di quella cartacea. Le altre agende che nella vita mi sono ritrovata a scrivere sono purtroppo disperse, ne ho conservata solo una. Così adesso che ho perso la scrittura dei miei anni passati posso solo affidarmi ai ricordi, fallaci per natura propria e parziali quasi sempre. Deliberatamente cancello un passato scolastico per affidarmi a considerazioni di vita scolastica altrove, qui. Dissociante.