Zia, aiutami zia, come faccio…

Prima che il video passasse in tivù, qualche ora fa, la giornalista del TG3 ha specificato che quelle immagini – apparse di lì a poco – avrebbero potuto suscitare una reazione emotiva fuori dell’ordinario – le parole non sono state queste , ma il senso dell’avvertimento lo era. E’ andato in onda dunque un breve filmato – riportato già la sera precedente nel programma ” Chi l’ha visto ” e ripreso da più parti nel web – che definire bestiale è riduttivo. Un ragazzino prelevato di forza da scuola, in una mattinata come tante, da tre poliziotti e una ispettrice, come fosse un efferato delinquente. Adulti con una comprensione notevole del proprio ruolo che non comprendono – e la non comprensione è evidente nei modi e nelle parole dette – i desideri di un bambino, la sua volontà precisa di essere lasciato alla sua quiete, a quella quiete precaria e minata continuamente da un altro adulto – il padre – che vorrebbe tirare dalla propria parte quel figlio, il suo affetto, per disprezzo sicuramente verso la madre di quel piccolo. E nell’attuare la più bestiale pratica del tentare di dividere l’affetto di un figlio, neanche si trattasse di suppellettili, di un qualcosa che va posto in parti uguali tra due che non si amano più – semmai si sono mai amati – questo esempio di lucida assurdità reclama i figlio tutto per sé –  proprio perchè non si può dividere fisicamente un bambino in due, è evidente! – ricorrendo a pratiche che neppure il più ottuso degli animali porrebbe in atto, chiamando in causa, per perseguire il proprio egoistico interesse, una legge che è scritta e non vive, non ha cuore, non ha sentimenti. Dietro le leggi è vero, ci sono gli uomini, ma gli uomini hanno la stessa cieca determinazione che ha mosso il padre a fare quello che ha fatto. Le leggi vanno rispettate, ma la salvaguardia della serenità  di un bambino è un bene più prezioso di una qualsiasi legge. Che non si debba più ascoltare il grido disperato di un bambino preso di peso da tre adulti – saranno genitori quei tre? come si sono sentiti? non avevano niente che gli vagava nello stomaco? avrebbe fatto così ad un loro bambino? – che non si debba più ascoltare quel disperato: Zia, aiutami zia, come faccio…