2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

4,329 films were submitted to the 2012 Cannes Film Festival. This blog had 29.000 views in 2012. If each view were a film, this blog would power 7 Film Festivals

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Era necessario pubblicare il report e per gli affezionati e passionali lettori delle mie pagine – grazie a tutti per l’affetto e l’amicizia! 😀 – e per i viandanti occasionali. Buona lettura! – alcune cose sono vere solo a metà. altre non sono vere per niente, ma per WP contano le statistiche e io, come è noto, sono allergica alla matematica! 😀 

Figli e figli

I figli sono frutto del desiderio e dell’amore e si concepisce qualsiasi ” sacrificio ” perchè il sogno possa avverarsi. Succede così che il figlio vai a ” prenderlo ” in un paese lontano, complice un aereo, moderna cicogna, e un paio di occhi a mandorla ai quali non puoi rinunciare. Arrampicato su una valigia, porti a casa il piccolo Thanh, figlio dell’attesa lunghissima, figlio dell’amore e del desiderio. Una vita nuova attende il piccolo e i suoi genitori, gli splendidi Mauro e Maria Grazia. Sono felicissima per voi! 

I figli sono dei combattenti, sempre. Sanno guardarti e sorridere anche quando da sorridere non c’è nulla. Bab ha ricominciato un ciclo di chemioterapia, con il sorriso e la serenità della combattente. Una vita futura senza medici e medicine attende la nostra dolcissima Bab e mamma Sonja. Se penso a loro, alla bellezza della loro passione, alla perseveranza nel seguire l’unica strada che conoscono bene, quella dell’amore, mi intenerisco e penso che debbano avere tutto quello di cui la vita li ha privati finora. Da parte mia ci metto tutto l’affetto possibile. Forza, belle ragazze! 

Un timido amore

All’inizio di un nuovo triennio a scuola, sono diversi i livelli di approccio da mettere in conto: ci sono ventitrè o ventiquattro ragazzini da memorizzare – i nomi, prima d’altro e i cognomi, ma per quelli ho più difficoltà. In un niente devi conoscerne i caratteri, le attitudini, improntare discorsi chiari di rispetto reciproco. Poi ci sono loro, i ragazzi che ti sono stati affidati perchè tu faccia di loro delle persone integrate in un gruppo di pari. Si stabilisce così un rapporto diverso, un legame forte e prezioso. La prima impressione è quella a pelle. Ti sono simpatico o simpatica? chiedono i loro occhi. Poi viene il momento della consapevolezza: sei qui per aiutarmi e dunque per questo ti voglio bene. E le testimonianze di affetto sono costanti, tutte belle, da tenere nel cuore. D. è il ” mio ” ragazzo Down. Inizialmente molto imido, come solo un ragazzo di undici anni sa esserlo, stamani ha detto al mondo classe quanto sono importante per lui. Sul foglio affisso al banco, che ognuno dei ragazzi ha scritto indicando il proprio nome e cognome, perchè i docenti possano memorizzarli meglio, lui ha tolto il suo cognome e ha messo il mio. Si è così ribattezzato D.C., come se appartenesse davvero a me. Mai nessuno piccolo uomo mi ha commossa tanto, mai nessuna dichiarazione d’amore mi ha resa più felice. Quanta maturità in un piccolo gesto… e c’è chi si ostina a chiamarli diversi.