Quotidianità

I gesti del muoversi in casa, sin dal mattino, sono quelli di sempre. In apparenza non è cambiato nulla. In apparenza è come un giorno qualsiasi di vacanza. Non c’è scuola, il tempo scivola in lentezza, viene cancellato l’affanno del prepararsi al mondo. Ma il quotidiano è solo finzione, un inganno dettato dall’insidia invisibile che inchioda a paure remote ognuno di noi. Un giorno che verrà sapremo raccontarci tutto questo.

2 risposte a "Quotidianità"

  1. filorossoart 13 aprile 2020 / 23:05

    io vidi dell’Apocalisse. dirò, il giorno del Giudizio Universale.
    Discese una Corona dal Cielo – dirò- e ci fu dato il tempo di meditare su tutti i nostri peccati.
    Le sirene ululavano vicino casa costantemente portando i feriti al decesso ospedaliero, e urla e pianti di lutto si innalzavano nella notte, sempre più nera mentre la televisione imperterrita nei caroselli voleva ancora tentarci all’acquisto di “beni materiali” inquinanti. In famiglia cucivamo volontari tutto il giorno mascherine bianche per l’ospedale di fronte e le sirene ululanti lasciavano sulle porte offese le loro croci rosse insanguinate tra i longobardi appestati.
    Siamo stati avvertiti in tempo di fare Giudizio nella nostra ragione altrimenti arriva il peggio. La natura intorno incredula risvegliata, svelava marmotte, mutrie, oche e coniglietti; cormorani bianchi merli e cinguettii fino a ieeri sconosciuti, scorrazzanti sui prati e rami a godersi la libertà ritrovata e senza paura.
    L’aria profumava di fresco, le acque dietro casa nelle rogge tornavano trasparenti e un silenzio regnava ovunque telefonandoci i nostri peccati e i mondi antichi dei nostri nonni e avi. “Come facevano loro senza…?”
    Erano i giorno del Giudizio Universale e i Criminali del Capitale tagliavano ogni giorno agli schermi, liste e liste di mazzette in banconote da restituire appena sani con gli iinteressi, litigando ancor prima di darle. Ma chi le vuole… ero in ferie, mai fatte tante ferie cosi lunghe e serene. Ho scoperto la zappa dietro casa, ho tracciato un orto. La terra è l’unico Capitale alla quale devo restituire ciò che mi ha dato e che mi darà. Erano i giorni del Giudizio Universale, che belli per chi non ha mai peccato, furono meravigliosi. E se la Morte mi vorrà gli andrò incontro con il sorriso portandomi la zappa nell’aldilà… non si sa mai. Le terre infere sento che sono feconde anche la. La Morte ha la grande falce, qualcosa seminerà… le darò una mano con la zappa, lo so che mi ringrazierà… °_______°

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