Ruoli

 

 

 

 

 

 

 

Durante il compito di grammatica, stamattina, ricevo un messaggio. Italiano mi scrive: Ho un problema qui in seconda, ho bisogno di una vice. La raggiungo di lì a poco. La vice in questione sono io, che ancora stento a crederci. È una condizione strana e curiosa, almeno per me, quella dell’essere vicaria nella mia scuola – sì, insomma, essere vicaria corrisponde al vecchio ruolo di vice preside, per dire. Non so per quale strana ragione mi percepisco sempre dall’altra parte, sono quella che dev’essere redarguita non quella che redarguisce, ma tant’è, sono stata eletta a furor di preside e in qualche modo dovrò entrare nel personaggio, prima o poi. In realtà i “ compiti “ a scuola e a casa sono sempre quelli, ma in più mi tocca il “ pronto soccorso “ pedagogico. Mi affaccio in seconda e, dopo un discorso ampio, ampissimo, sul portare a scuola il telefonino, sulle regole, sul bla bla bla, Italiano mi dice del problema: M. appena rientrato da una “ turnè “ casalinga di cinque giorni – sospeso dal grande capo per aver sottratto del denaro ad Arte, ma restituito – non contento del trattamento, ha filmato qualcosa in classe con il cellulare, non consegnato, come fanno gli altri, durante la prima ora. Dico ad M. che il telefonino va lasciato nello scatola predisposta, poiché è quella la regola che i suoi genitori hanno approvato il giorno in cui lo hanno iscritto a scuola e, dunque, gli dico di alzarsi dal banco e di mostrarmi il contenuto del suo cellulare, visto che Italiano sostiene la tesi del video girato in classe. M. mi guarda e obietta un diritto alla privacy che francamente gli tirerei sulla cocuzza, se la privacy fosse un qualsiasi oggetto contundente. Per sostenere il mio ruolo gli dico che sono costretta a sequestrargli il cellulare e che dovrò restituirlo ai suoi genitori dopo averli convocati. Al che M., un ca@@one grande e grosso, abbassa la testa sulle braccia e inizia a piangere. A quel punto, capita la situazione, gli dico di uscire fuori dall’aula perché voglio parlargli da “uomo ad uomo “. M. nicchia per qualche minuto, poi convinto dai compagni, viene fuori. M. mi supera di una spanna buona – è un pluri “ laureato “, quanti anni avrà, ‘sto stupido? – gli dico di prendere il cellulare che ha la sua prof, di portarlo fuori e, davanti a me, di cancellare il filmato fatto poco prima. M. felice dell’àncora che gli appena lanciato vi si aggrappa, e cancella un filmato del pavimento (?!?! ). Lo guardo, almeno credo di farlo, visto che i suoi occhi sono coperti da una coltre di capelli che lo fanno assomigliare ad un cane da pastore. Seria, gli dico di non riprovarci più. Torna in classe, felice? Speriamo bene.

10 risposte a "Ruoli"

  1. gaberricci 30 ottobre 2019 / 13:17

    Posso chiederti tu personalmente cosa pensi dell’obbligo di consegnare il telefonino? Ho delle mie idee, ma voglio un parere “interno”, se non ti spiace, perché forse ci sono cose che non so considerare.

    • mizaar 30 ottobre 2019 / 20:06

      Stamattina sono stata chiamata nuovamente in un’altra classe per la stessa ragione, mancata consegna ad inizio giornata e squillo rivelatore – stavolta era in prima. Ho chiesto ai ragazzi se, in quinta elementare, avessero i cellulari a scuola, mi hanno risposto che no, certo, non potevano averli. Ho chiesto ancora, cosa fosse cambiato in tre mesi per loro, se fossero sopraggiunte necessità impellenti tali da richiedere di portare i telefonini a scuola. Non mi hanno saputo rispondere. Solo uno di loro mi ha detto che aveva necessità di telefonare alla mamma che, non potendo venire a prenderlo a scuola, Voleva sapere dov’era. Gli ho risposto che molte telefonate ad una mamma che lavora sono veramente un grosso impiccio, più che una rassicurazione, e che una sola telefonata fatta una volta arrivato a casa sarebbe stata più che sufficiente. Il fatto del l’avere i cellulari con sé diventa, per i ragazzi di quell’età – scuola media – l’incentivo per fare “ ca@@ate “, non capiscono i limiti e spesso dimenticano il rispetto delle regole. Normalmente, però, non ci sono problemi, ma a volte le “ prese di posizioni “ diventano virali come i video cretini e i selfie altrettanto cretini. Non abbiamo neppure la scusante, per farglieli usare in classe, della tecnologia “ Bring Your Own Device “. A malapena riusciamo a connettere i nostri registri elettronici alla rete scolastica, figuriamoci i loro “ device “!

      • gaberricci 31 ottobre 2019 / 04:31

        Quello che mi chiedo però è tu cosa ne pensi in se della regola di consegnarli. Non è un po’ un’ammissione di sconfitta? Di non essere riusciti a far rispettare la regola di non usarli? Chiedo, eh.

        (Tra l’altro, sto rispondendo durante una pausa dal lavoro :-).

  2. mizaar 1 novembre 2019 / 19:01

    La regola che è imposta nella nostra scuola è quella di poterli avere con sé, ma di non poterli usare – ripeto, non ci sono attività scolastiche che richiedono l’uso del cellulare. Se su 500 e passa alunni – tanti ne contiamo – ce n’è una decina che “ decide l’autonomia “ non mi sembra una sconfitta , almeno credo che non lo sia. Piuttosto il vero problema è quanto siano chiacchieroni e distratti e rompiscatole. Suggerimenti dal mondo medico? Una caterva di valeriana potrebbe bastare per sedarli?

  3. noraferreri 16 novembre 2019 / 19:30

    Da mamma, preferirei che li lasciassero da qualche parte, mio figlio crede di fare il furbo

    • mizaar 28 gennaio 2020 / 19:05

      Nora, da insegnanti glieli facciamo lasciare – siamo alla scuola media – ma come hai detto, capita sempre qualcuno che fa il furbetto

  4. francescof 30 dicembre 2019 / 19:06

    fare l’insegnante è un mestiere veramente difficile. io ai miei tempi (lontanissimi) lo feci per qualche settimana e stavo impazzendo

    • mizaar 28 gennaio 2020 / 19:03

      Dipende dalle giornate… ancora dopo tanti e tanti anni trovo ancora la maniera e il modo di divertirmi con i miei pulzelli

  5. filorossoart 13 aprile 2020 / 23:34

    l’ordine di lasciarlo a casa deve essere governativo. Assegnato o consegnato un numero telefonico, se squilla nel centralino Telecom o in Segreteria deve partire un addebito diretto con prelievo forzato sul CC dei genitori. (lo fanno già alcune scuole sperimentali in Cina) Monitorare il cell di un minore che no ha niente da nascondere (privacy) non è un reato capitale se il capitale viene sottratto da un robot contascatti. Il capitale ricavato potrebbe essere messo a uso frutto della scuola o rimborsato. L’importante è che si ripristini il telefono a cornetta nei corridoi per le telefonate a casa o dai genitori agli allievi o per allarmi. Intervallo? Campanella? Ricreazione? Fate poi quello che volete .

  6. filorossoart 13 aprile 2020 / 23:44

    lamentava una mamma vicina prima del Corona Virus ” Se la maestra si permette di toccare mio figlio fa i conti con me”. Adesso che ce l’ha tutto il giorno a casa è alla crisi di nervi. Ora?: ” Se la maestra mi dice che hai fatto casino mi restituisci il telefonino e poi ti do resto della paga” … Ci voleva questo virus.. è un Giudizio Universale per le mamme degli scolari.. °_______°

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