Andare per Sepolcri

Chiesa di Ognissanti, Trani
Altare della reposizione

Ti prende, poi, “ l’atmosfera “ pasquale, senza neppure tu ne abbia coscienza. Ieri sera, per dire, m’è venuta nostalgia dei “ sepolcri “. Costretto il figlio a farmi da chaperon, abbiamo fatto un giro di chiese, aperte, abbellite per l’occasione, piene di gente, presenti perché così è d’obbligo fare, per tradizione? per convinzione? Insomma, tant’è, eravamo lì anche noi. In alcune siamo incappati nella messa “ in cena Domini “ e dunque, via, con il figlio che scalpitava “ allergico “ par mio, ci siamo sottratti ai molti che assistevano alla lavanda dei piedi. In cattedrale il “ sepolcro “ era buio e inaccessibile per via di un omino vestito a festa a fare da impedimento. Usciti, un tramonto fastoso dava lustro alle pietre bianche della facciata. Perso il sepolcro, conquistata la luce. A Santa Teresa, la bellissima “ Addolorata “ troneggiava su un piedistallo di centinaia di rose, madre di ogni madre nella sofferenza, in attesa della processione notturna. Poco più in là, ad Ognissanti, nella chiesa dei Templari, una vera sorpresa. Nel buio totale, una croce, illuminata dal basso, coperta da un velo bianco e affiancata da due “ Templari “, un allestimento “ cinematografico, molto suggestivo. Poi che si fa, ci siamo detti? Poche chiese del centro storico aperte, siamo andati al Carmine, nella chiesa dei marinai. In una cappella laterale un’altra sorpresa, una marina a fare da sfondo, canne di palude e una barca rovesciata come altare della reposizione, il tabernacolo circondato da fiori bianchi a simulare le onde del mare. Un’atmosfera verde e acquatica. Una piccola processione, all’uscita, di confratelli vestiti di bianco come tradizione vuole, si avviavano ad anticipare il rito della notte dell’Addolorata.

5 risposte a "Andare per Sepolcri"

  1. gaberricci 21 aprile 2019 / 16:05

    Pensa che da me, invece che di pomeriggio, si va per sepolcri di sera, ed è ancora più suggestivo. Sarebbero belle, queste tradizioni, non fosse che in loro nome la gente s’è ammazzata e s’ammazza… ad ogni modo, comprendo la fascinazione: io stesso, un paio di Natali fa, mi sono fatto insegnare da mia nonna il “rito” per “incantare” il malocchio (rimanendone molto deluso, va detto).

    • mizaar 23 aprile 2019 / 11:51

      L’andar per Sepolcri inizia sul pomeriggio tardi e prosegue per tutta la notte poichè le chiese, quelle addobbate, sono aperte per accogliere la madonna addolorata che invece esce in processione alle tre del mattino e “ visita “ tutte le chiese. Alle tre del mattino non posso farcela! 🥴sono tradizioni, le nostre, che derivano dalle dominazioni spagnole e francesi. A Taranto la processione dei misteri dura dodici ore, anche quella con “ visita “ nelle chiese e lentissima nell’incedere – forse ti sarà capitato di vederla in televisione.

      • gaberricci 23 aprile 2019 / 16:35

        Qui invece il giovedì santo, di notte, si fa la processione del “tamburo”, in cui si commemora il processo a Gesù. Si chiama così perché è preceduta da una persona che suona un tamburo… ed è molto meno affascinante di quel che sembri a sentirla raccontare:-).

  2. filorossoart 21 aprile 2019 / 18:05

    Deliziosamente Mizaar, tutto questo dove?

    Venerdì Santo, la città di Milano, tutto profana e tutti per amore del lavoro.

    Stavo contattando il prezzo di stampa della mostra del 25 aprile, alle 12,00 le campane di Novare Milanese si mettono a suonare a festa.

    Come mai non sono legate? dissi allo stampatore.

    Preso il telefono, chiama il campanaro di sua conoscenza girandogli la domanda. Il campanaro ringrazia ricordandogli che le campane si legano alle ore 15,00, ora di morte di Gesù.
    Di colpo mi si è illuminato in cielo in testa. Avevo rimosso l’orario e di colpo mi sono rivisto vestito da chierichetto mentre facevo ruotare una una trottola di legno durante la Santa Messa con le campanelle chieriche dorate, legate con nastrino rosso fiamma fino alla Messa della mattina di Pasqua.
    Le uova sode a tavola erano colorate con rondinelle e campanelle svolazzanti, e, siccome a 9 anni ero bravo a dipingere, restavo tutto il giorno di sabato con Suor Indegonda a dipingere uova su uova su uova. Imparai il mestiere da lei. Era perfetta , pulitissima a dipingere. Vestiva di bianco lucente, la cuffia cappellona inamidata e l’abito sempre stirato e senza stropicci, sempre perfetta, insegnandomi a non sporcare i colori tra loro. “Questo è il segreto della bella pittura” diceva, insegnandomi tutto.

    Pasqua fu per me da sempre la resurrezione dei colori, il ritorno delle rondinelle e tintinnio di campanelle dorate.

    Buona Pasqua.

    • mizaar 23 aprile 2019 / 11:53

      Tutto questo succede in Puglia a Trani, la mia città. Il suo ricordo è davvero molto molto bello e merita senz’altro un articolo! Naturalmente ricambio gli auguri di buona Pasqua anche se in ritardo!

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