Il comune senso della bellezza ovvero se sei brutta non ti stuprano!

Abbiamo disimparato a stupirci, ormai da tempo, ma c’è sempre qualcosa o qualcuno che concorre a renderci consapevoli che c’è sempre da mettere in conto la variabile umana. I fatti: si celebra un processo per stupro,  qualche anno fa nelle Marche. La vittima una ragazza peruviana,  la parte avversa due connazionali il primo coinvolto di fatto, l’altro il palo. Condannati entrambi a qualche anno di prigione, si appellano alla sentenza. I tre magistrati       “ donne “ decidono che non c’è stato stupro perchè la vittima è troppo brutta e mascolina per non essere stata consenziente ad un rapporto sessuale con lo stupratore. La “ brutta “ decide di andare in cassazione e lì si accorgono che le tre magistrate devono aver creduto di partecipare ad un concorso di bellezza piuttosto che ad un processo per stupro. Viene dunque da porsi una sola domanda, perchè? Perchè tre donne che dovrebbero tutelare un’altra donna prima di ogni altra considerazione, decidono invece di denigrarla? Forse convinte dell’essere investite dal ruolo di magistrate “ dure e pure “ decidono di far trionfare una giustizia di stampo maschilista? Oppure a vario titolo imparentate con i condannati decidono di graziarli? – perchè solo una mamma, una zia e una sorella potrebbero essere in grado di giustificare l’ingiustificabile con un “ tanto è brutta! “! La mente dell’uomo è assai complessa e tortuosa nei ragionamenti, quella della donna evidentemente di più. Non c’è da indirizzare che un solo pensiero alle tre delle Marche, vergognatevi!

15 risposte a "Il comune senso della bellezza ovvero se sei brutta non ti stuprano!"

  1. Diemme 10 marzo 2019 / 18:05

    Giusto giusto per la festa per la donna, tanto per ribadire avatici concetti 😥

    • mizaar 11 marzo 2019 / 18:32

      È una questione di qualche tempo fa, che è emersa quando la ragazza ha fatto ricorso in cassazione. Lì, giudici maschi, hanno smascherato le tre giudici del concorso di bellezza! 🤨

      • Diemme 11 marzo 2019 / 19:57

        Sì, ho letto, se ne è parlato tanto.

  2. gaberricci 10 marzo 2019 / 19:39

    Sono d’accordo col senso generale, ma trovo questa considerazione:
    “Perchè tre donne che dovrebbero tutelare un’altra donna prima di ogni altra considerazione”
    sottilmente sessista.

    • mizaar 11 marzo 2019 / 18:30

      La ponevo come una questione morale, al di là di ogni altra cosa. Se le donne, generalmente, in una società improntata al maschile dove si stanno facendo molti passi indietro, non sono tutelate per nulla, in una società così chi dovrebbe “ aiutarti “ al meglio se non un’altra che è uguale a te e che potrebbe avere i tuoi stessi problemi o vivere le tue stesse difficoltà? Una condanna così te l’aspetti senz’altro da una giuria di maschi, ma perlomeno tre giudici maschi avrebbero pensato, probabilmente, che una cosa così assurda non avrebbero potuto metterla nero su bianco in una sentenza! Sessismo? Forse, ma non credo.

      • gaberricci 11 marzo 2019 / 22:17

        E perché te l’aspetti da una giuria di maschi, se non per un pregiudizio sessista?;-) In più, dire che tra donne ci si deve aiutare “solo perché si è donne”, secondo me, rafforza l’idea che la donna è implicitamente inferiore al maschio.

      • mizaar 12 marzo 2019 / 11:31

        Non mi sento implicita, tutt’altro 😉 e poi perchè devo essere sempre e comunque politicamente corretta?

      • gaberricci 12 marzo 2019 / 16:51

        Non si parla di politicamente corretto, infatti.

      • mizaar 13 marzo 2019 / 19:42

        eh…

  3. filorossoart 11 marzo 2019 / 18:37

    E’ difficile intervenire dopo la presentazione di tali fatti giudicabili misfatti, se ricostruiti da una penna leggera ed elegante quella la vostra Mizar. Certamente qualcosa non quadra.

    Se i giudici (donne) hanno emesso quella sentenza è perché a noi lettori non sono pervenute informazioni adeguate sii fatti realmente accaduti. Se i giudici fossero stati sudamericani la sentenza sarebbe stata motivo di allegria scherzosa in Perù. Poiché la sentenza è della magistratura italiana e non fascio-cattolica sudamericana, qualcosa nel racconto del giornalista non quadra.
    Le motivazioni possono essere tante, una, la più plausibile, alla luce della mia esperienza, è che la “stuprata” abbia chiesto la sentenza per avere il diritto di “abortire”, intervento che si concede alle gravide straniere che denunciano lo stupratore così da espellere dal proprio copro il feto indesiderato a gratis.
    Ora, se le giuriste italiane hanno fiutato la tresca per “ l’aborto senza giusta motivazioni” e ritenessero ci sia stata, intesa tra i due amanti; la sentenza diventa negativa perchè preventiva al fin di fermare tali riti abortivi.
    Ma se una puerpera peruviana decidesse di abortire in Italia senza giusta causa, l’aborto veniva comunicato ai familiari e al Consolato ora pare non più. Se le nostre giuriste sono di religione cattolica e antiabortisti, è chiaro che impediranno un simile aborto. La sentenza diventa nulla e lo stupro rimane?… no. La futura puerpera “brutta” si rivolgerà al mercato della clandestinità nelle mani di qualche “bruta”.

    Solo le donne hanno il diritto di giudicare un simile rerato, , ma meglio sarebbe avere a disposizione il carteggio perchè potrebbe essere stato manipolato per altri fini (azione =reazione)

    • mizaar 11 marzo 2019 / 19:32

      Certo non siamo in grado di stabilire così, su due piedi, il perchè è il percome di una tale enormità. Non credo, però, si tratti di quanto prospettato da lei. La sentenza, approdata in cassazione, è stata giudicata viziata nella forma. Quindi i giudici di cassazione stessi, hanno imposto la revisione del processo che va rifatto. Niente aborto dunque, ma solo una procedura distorta nell’applicare la legge, con l’aggravante del giudizio personale delle tre, non richiesto.

      • filorossoart 11 marzo 2019 / 19:50

        capisco

        conosco quei barbari peruviani quando sono alla quinta birra. Ho un fratello in Perù

        del processo mi stai stimolando la curiosità… indagherò. Mi dai uno spunto di partenza berso la notizia?

      • mizaar 12 marzo 2019 / 11:32

        Nel post ho linkato l’articolo di “Repubblica “ che riportava la notizia. Ma a ieri la trovi un po’ dappertutto

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