Uomini, du du du ( ovvero come applicare il KonMari all’intera categoria e vivere felici )

Secondo il metodo Marie Kondo – KonMari – mettere in ordine la casa aiuta a mettere in ordine la vita. Il disordine degli oggetti è il riflesso di un certo caos interiore. Al contempo, questo labirinto esterno genera una sensazione di sconforto. Entrambi gli aspetti sono fortemente relazionati tra loro.

Oh sì sì, certo, noi ragazze siamo esseri sensibili al caos esterno e a quello interiore, amiamo ordinare. E dunque perché non mettere ordine nella nostra vita, anche, oltre che nelle nostre stanze e decidere poi che cosa tenere o cosa buttar via nel primo cassonetto sotto casa? Madamine, il catalogo è questo:

Cartella  “ Richard Gere “ – É quel lui che, vestito di tutto punto come un cameriere, smonta da una scala mobile con una rosa rossa in mano, un incantevole sorriso, e vi invita a ballare ( ma dove, per l’amor del cielo, alla Rinascente?!? ) apprezzabile tanto, non fosse altro per lo charme,  ma improbabile nella vita reale, sta bene solo ad Hollywood. Se si desidera conservarlo, masterizzarlo su un Cd e visualizzarlo a piacimento mentre si stira. Ci sono poi:

Sottocartella “ Marito Forever “ – Il soggetto tende a scrivere deliziosi bigliettini natalizi allegati ad un dono, asserisce che sarai per sempre la sua ragazza, ti regala maglioni, anche se non è più Natale, azzeccando taglia e colore, rimane in macchina con te anche se fa un freddo boia, per ascoltare quella canzone alla radio che ti ricorda la tua adolescenza. Se si desidera conservarlo cercare altrove, di questo esemplare la scrivente detiene la quota maggioritaria!

Cartella “ Tombeur seriale “ – Raramente di aspetto accettabile, il più delle volte è un individuo francamente brutto che stranamente piace. Catalogato dall’età della ragione in questa cartella, egocentrico, possiede capacità dialettiche normalmente nella media, ma in taluni casi si può registrare un’impennata verso il plagio verbale, a causa di alcune sprovvedute che lo considerano una sorta di maître à penser de noantri. All’occorenza è in grado di dispensare parole, parole, parole che tombano  – è il caso di dire – definitivamente le sventurate. Assolutamente inaffidabile, sollecita però, le stesse, con continue richieste di ogni tipo, al limite dello stolkeraggio. Ha affidato, in tempi lontani, la gestione della cosa pubblica al suo compagno di merende che sbriga le amene faccende nei bassifondi. L’errore più comune è pensare  che il tombeur sia la mente e il compagno di merende l’esecutore. Chi pensa e comanda, in realtà, è il piccoletto nello scantinato che, con la tendenza ad essere ossessivo compulsivo, detta legge in ordine ad orari, preferenze, specialità e gusti. Con la supponenza di chi crede di restare impunito a vita, tende come un sibarita antico, a creare degli harem – dieci ragazze per me posson bastare? Rifuggire dal testè descritto, come la peste. Non vale neppure il pensiero di recuperarlo, troppa fatica. Si ritiene comunque improbabile il recupero del compagno di merende presso un centro per malati mentali. Si consiglia di cambiare numero di cellulare, casa, città, nazione, paese, dopo aver abbandonato il soggetto nell’indifferenziata.

Sottocartella “ Farfallone amoroso “ – Questo lui presenta analogie con il caso precedente, senza avere però la capacità di disporre a piacimento delle malcapitate – sfigato?  Tendenzialmente verboso, millanta una comprensione del gentil sesso, ponendo se stesso come un paladino del femminismo d’antan, con parole, pensieri e opere che ha appreso grazie ad una lunga militanza politica. Signorino per indole e predisposizione mentale, sceglie le sue prede floreali tra coloro che vivono momenti di debolezza e di parziale obnubilamento. È tra le signore che il farfallone cerca conforto e comprensione, insofferente alla convivenza coatta che una unione stabile gli porterebbe in dote. Se si desidera conservarlo, neutralizzarlo con le sue stesse parole. Valutare attentamente, tuttavia,  l’ipotesi del mantenimento. Nel caso cestinarlo tra gli elementi che gli sono più affini, giornali e vecchi libri di autori impegnati.

( continua…)

12 risposte a "Uomini, du du du ( ovvero come applicare il KonMari all’intera categoria e vivere felici )"

  1. filorossoart 24 gennaio 2019 / 22:44

    …poi, tra i fogli txt ordinati ce ne uno da archiviare in qualche cartella, non l oricorda e lo legge:

    C’è l’uomo rimasto solo fin dall’infanzia, uomo a cui hanno insegnato che esiste la donna e che con essa si deve relazionare, ma non ha nulla da dire in quanto non sa parlare con una donna, non lo ha mai fatto, non è argomentato, e non sa cosa dire. Non sa nemmeno cosa o come si deve fare quella cosa li che tanto piace fare alle donne. Lui non sa amare perché non è mai stato amato. Ha provato a legger e qualche libro, qualche manuale, ma al momento della verità non c’è nulla di tutto su ciò di cui sì è nutrito, nulla di ciò che c’era scritto nel libro o sul manuale del sesso di coppia. Così passano gli anni e da solo si tocca e dopo un po si dimentica anche quel poco che sa, lasciando ai sogni la novità. Si lava lava la mattina la perdita naturale e se ne va a lavorare.
    Poi un giorno passando in macchina mentre piove a dirotto, c’è una ragazza bagnata fradicia che cerca un passaggio. Si ferma la fa entrare in macchina Gli inzuppa il sedile delpasseggero e si scusa , non sa cosa fare. Mi dica dove abita l’accompagno.
    Lei annichila e dice che è fuori casa, sola: “Hai un asciugamano?” Lui sii gira e lo tira fuori dalla borsa i panni del lavoro. Le passa l’asciugamanoe ; “Se vuoi ho anche i pantaloni asciutti e una maglietta… li vuoi? Annichila un si velato e davanti a lui si sfila la gonna … è bella sotto, molto bella, poi si volta per l’indiscrezione . Lei lo guada e aspetta. Lui si gira e la rivede spoglia: dimmi quando sei pronta mi volto ancora” Lei gli accarezza piano la gamba, lui si rigira: “Dimmi” , e lei: “Non hai capito vero?”
    “Che cosa?” Risponde ingenuo, e lei imbarazzata: “Sono puttana”.

    Ogni giorno alla stessa ora passa un auto si ferma allo stesso punto. Lei sale. Gli ha insegnato con dolcezza dire: “Ti amo” e lei ci crede e lo ama e tutte le sere lo aspetta… sa che viene.

    • mizaar 25 gennaio 2019 / 11:49

      Grazie per la storia raccontata!

      • filorossoart 25 gennaio 2019 / 12:21

        Mizaar, non ho capito come funzioni il giochino… è da proseguire? Se si, in che modo? e poici sono troppi condizionamenti e regole limitative.

  2. Bruno 25 gennaio 2019 / 12:16

    Scusa Mizaar per l’O.T. ma questa è una comunicazione di servizio rivolta a filorossoart.

    Filorossoart, la moderatrice del blog raccontodellatrama.wordpress.com, in cui hai pubblicato un commento in risposta ad un altro di Mizaar, mi incarica di comunicarti che tale commento non può essere approvato in quanto non aderente al regolamento del blog stesso che prevede solo contributi alla narrazione (insomma anche quello è un O.T.).
    La moderatrice ci tiene anche a precisare che nella sua decisione non ha influito, noo, il fatto di averla considerata seconda scelta rispetto a Mizaar.
    Comunque non è libera e non nascerà mai una storia tra te e lei, anche perché nemmeno è moderatrice, essendo maschio che incidentalmente si chiama Bruno e che, sempre incidentalmente, sono io. 😛

    Al di là degli scherzi, il commento, seppur spiritoso, non verrà approvato per il motivo detto all’inizio, anche in considerazione del fatto che è stato probabilmente pubblicato per sbaglio nel blog sbagliato e quindi Mizaar non lo avrebbe letto, meglio che lo ripubblichi qui. 😉

    p.s. mia mamma non è pelosa e Bruno è un nome bellissimo 😛

    • filorossoart 25 gennaio 2019 / 16:02

      Scusa Bruno, rispondevo con gran senso dell’umorismo a Mizaar perché per sbaglio mi sono trovato, cliccando su di lei per una risposta, nella vostra pagina letteraria e sa com’è… pensavo fosse della gentile Mizaar. Ho letto la pagina confusamente e, sinceramente, a quell’ora di sera, di ritorno da una cena, dovevo andare a letto e, siccome giudico Word Press un luogo deputato alla sola parte del cervello di tutto il corpo cui siamo dotati, viaggiavo come sempre sotto o sopra il pensiero altrui.
      Mizaar sostituiva provvisoriamente il nome dell’interprete sfigatella da filare, (asserivano le pregiudiziali di partecipazione per la creazione di un testo a più mani) e l’altra (l’amica sorvegliante) sapendola protettrice, l’impiegato medio che dal Lunedì al Venerdì si trova blindato in una storia settimanale, divagava a ruota libera come ora.
      Il frainteso in atto lo trovavo straordinariamente simpatico e ironico e io sono un sostenitore accanito della ironia simpatica.

      Comunque, a buon rendere Bruno, mi dissolvo ogni volta nell’etere tenendo strette solo le paginette che contemplano il sito mio. Se deve moderare non si faccia scrupoli, c’è stato solo un frainteso simpatico. Dopo il primo bicchiere di vino a tavola non risponderò piu di sera ^__^

      Se ha l’occasione, mandi un caro saluto alla deliziosa Mizaar

      Buona continuazione.

      FiloRosso

      ps: non cerco moglie ne amante. Sono già vaccinato. *__________*

      • Bruno 25 gennaio 2019 / 17:20

        Figurati, io annuso l’ironia a chilometri di distanza e, con lo stesso spirito, ti ho voluto rispondere. In realtà la mia prima idea è stata quella di farlo sul tuo blog (che, tra l’altro, ho trovato molto interessante), poi ho pensato che non sarebbe stato corretto questo dialogo dietro le spalle di Mizaar e quindi ho optato di scrivere qui la risposta. In quanto al saluto non c’è bisogno: siamo in casa sua e leggerà quanto prima questo, per lei incomprensibile, dialogo… 😀

      • filorossoart 25 gennaio 2019 / 18:40

        devo ancora imparere ad usarlo word prwss… sono nuovo.
        Ho comperato il manuale ma metterlo in pratica non è semplice. Rispondo in genere dal mio blog e c’è solamente una finetrella piccola quindi mi sembra di giocare a mosca cieca … vabbe dopo porgo le scuse a Mizaar
        spriamo non si sia offesa.

        adesso vado a recuperare il cell solare a casa poi cena col gruppo … magari piu tardi

        ok grazie di tutto

      • mizaar 25 gennaio 2019 / 18:56

        Nessuna offesa, don’t worry!

      • mizaar 25 gennaio 2019 / 18:45

        O Bruno, ho capito che c’è di mezzo il vecchio “ racconto della trama “ e null’altro.
        E io tra di voi? 😉
        Uomini du du du…( sulle note della più famosa canzone di Zucchero 😀 )

        Non me ne voglia, Filorossoart, ma questo post non costituisce un giochino. L’intenzione è quella di “ tratteggiare a matita “ qualche breve schizzo rappresentativo della variegata fauna maschile,

      • filorossoart 26 gennaio 2019 / 10:47

        hem hem …
        a proposito di finestrelle posta, Mizaar, ieri devo aver combinato un pasticcio nel sito di un certo Bruno di vostra coonoscenza.
        Si faccia spiegare da lui la cosa ^__^ sono ancora un po imbarazzato.
        Per queste cose, in genere uso il cell sia in viaggio che in trasferta e con tutti i limiti della mia conoscenza di Word Press e del cellulare mi faccio carico dei miei errori anche grammaticali, visto che il cel scrive al posto mio parole fuori luogo e tempo. a sera poi o altro moneto, raggiunto una tastiera correggo cio che posso,

        ringraziando anticipatamente perdonato

        filorosso

      • mizaar 26 gennaio 2019 / 18:31

        Nessun problema, Bruno ha chiarito ogni cosa! Grazie

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