Maladie

Qualche sera fa, durante la presentazione di un libro scritto da un’amica di lunga data, mi è tornata in mente zia Mimì. Una delle cugine di mia madre aveva avuto, in gioventù, la tubercolosi. Si era in guerra, tutto scarseggiava, Mimì era di salute cagionevole e si ammalò. La mandarono in un sanatorio di montagna, lontanissima da casa, lontanissima da quei pettegolezzi sorti intorno alla sua persona, lontanissima dai possibili fidanzati che avrebbe potuto avere e che non ebbe. Come un’eroina romantica alle prese con una malattia che allora non perdonava, non ebbe tuttavia ne’ il conforto di un’opera lirica dedicata, ne’ tantomeno la pietà o la compassione dei compaesani perchè, una volta tornata a casa, perfettamente guarita, fu scansata come se fosse affetta ancora dal mal di petto che l’aveva tormentata da ragazza. Anche in famiglia il male fu tenuto “ al guinzaglio “, nessuno ne parlava era qualcosa che “ faceva vergogna “. Seppi da mia madre, moltissimi anni dopo e dopo che zia Mimì sposò un ricco vedovo di un paese vicino al suo, che la tubercolosi non aveva avuto la meglio su quella donna. Mi fu raccontata tutta la storia di Mimì, alla sua morte avvenuta in tarda età, in barba alle maldicenze e ai pettegolezzi. Perchè, dunque, mi è tornata alla memoria Mimì? La presentazione del libro dell’amica è stata una di quelle occasioni durante le quali si raccolgono intorno all’autrice e al relatore, un nutrito gruppo di amici e conoscenti già al corrente di quanto è raccontato nel libro e perchè. Non vedevo A. da tempo e solo per caso ho saputo di questo suo approccio alla scrittura. Il libro racconta della malattia del marito che una mattina si è svegliato completamento paralizzato, affetto dalla sindrome di Guillain Barré. La disperazione iniziale dell’amica ha dato spazio alla speranza, nonostante le conseguenze e lo stato di infermità invalidante, del suo compagno di vita, che ancora è presente. La scrittura, sotto forma di diario, riporta le riflessioni di una donna dalla vita normale, per certi versi banale, madre e moglie a tempo pieno, la cui vita si trova in una mattina qualsiasi nel pieno di un dramma. Perchè Mimì, allora? Perchè l’approccio alla malattia è diventata esperienza da consumare, quasi da sbandierare. Mimì ha dovuto nascondere come una colpa la sua esperienza di vita, adesso invece si racconta di tutto e con dovizia di particolari. La scrittura vale come catarsi, la scrittura è liberatoria, ma sono convinta che il dolore di una malattia debba portare con sè un minimo di pudore e la disperazione debba trovare il tempo di stemperare in tempi lunghi quando tutto assume il contorno di un ricordo.

7 risposte a "Maladie"

  1. giusymar 28 agosto 2018 / 20:12

    Il dolore di una malattia grave a volte ti ammutolisce, non hai più voce. Il solo pensiero di condividere ti paralizza.
    A volte avrei voluto tanto avere un po’ di sano egoismo che mi portasse ad appoggiarmi ad altri. Il dolore lo viviamo in maniera così diversa.

    • mizaar 28 agosto 2018 / 20:59

      è verissimo quel che hai detto, cara amica. quando mia madre s’è ammalata ho aperto questo blog, per “ distrarmi “ dal pensiero di lei, ma non l’ho mai raccontata nella sua malattia- salvo nel ricordo. Per me il dolore è stato qualcosa di difficilmente condivisibile

      • giusymar 28 agosto 2018 / 22:15

        non lo so, ho visto persone che lavorano con me evitarmi perchè non sapevano cosa dire. So solo che mi faceva male vedere che mi sfuggivano, avrei preferito non dicessero nulla avrei capito. Ma questo una volta di più mi ha fatto comprendere che davanti alla sofferenza siamo tutti fragili.

  2. gaberricci 28 agosto 2018 / 23:09

    Senza considerare che la moda dei racconti delle malattie ha reso tutti medici… e per me, che medico lo sono, è un disastro.

    • mizaar 13 settembre 2018 / 18:47

      senza considerare, già… tutti informati! 😦

  3. arielisolabella 31 agosto 2018 / 08:58

    La reazione alla malattia ha molte facce ..le nostre che si alternano tra paura e speranza apertura e chiusura ..quelle deg altri ,prevedibili sorprendenti meravigliose orribili ..ciò che conta e non darla mai vinta alla malattia e poi a chicchessia 😜🌹

    • mizaar 13 settembre 2018 / 18:48

      è così cara sirenetta! :-*

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