My back pages

A ricordarmi che c’è un blog, che ci sono state delle pagine scritte con il sorriso sulle labbra – le idee a riempire lo spazio bianco, le parole scritte spesso con rabbia, i pensieri che si sono involuti in un mondo virtuale, ma che sono stati pensati sempre in contesti reali – a ricordarmi tutto questo ogni volta che entro in questa casa fatta di niente, c’è un elenco di pagine cercate per motivi che intuisco, ma che non corrispondono mai al ricordo che io stessa ho di quelle pagine, del momento in cui le ho scritte. Mi incanta, però, la casualità della ricerca, mi sollecita il rileggerle, il tornare indietro come se in quel momento anche il tempo si potesse riavvolgere e rileggere come pagine scritte nel tempo.

7 risposte a "My back pages"

  1. gaberricci 17 ottobre 2017 / 21:07

    Lo faccio spesso anche io… e Bob Dylan, che My back pages l’ha scritta, è il mio musicista preferito:-).

    • mizaar 18 ottobre 2017 / 18:04

      so bene, gabericci, della tua passione per dylan – passione condivisa, peraltro! – ma per ” abbellire ” la mia back page ho scelto jarrett, come vedi – sono in modalità jazz, in questo periodo! 😉

  2. siignoraingiallo 17 ottobre 2017 / 21:46

    Qualcosa di più dei semplici “ricordi” visto che riescono ad evocare anche gli stati d’animo e a volte gli ordori. Almeno a me capita così! Un caro abbraccio anche se “virtuale” 🙂

    • mizaar 18 ottobre 2017 / 18:06

      oh sì, emilia, è questo il senso di quello che si scrive a mo’ di diario, il racconto dell’effimero che ritorna a piacimento!

  3. lois 18 ottobre 2017 / 08:13

    C’è stato un momento in cui i nostri blog erano diventati delle moderne agorà dove potevamo scambiare sensazioni e anedotti rispetto alle nostre passioni e alle nostre riflessioni. Ora quel tempo pare sia liquefatto e ritorna solo in quei passaggi veloci e curiosi che ci (ri)vede quasi come ospiti in quella “casa nostra” fatta di niente.

    • mizaar 18 ottobre 2017 / 18:14

      è vero lois, abbiamo perso questa bella abitudine. spesso i commenti erano più interessanti del post stesso e il confronto era di conforto 🙂 ora siamo sempre più convinti che il limite di poche righe di altri social, l’immagine fin troppo esplicita, sia il mezzo migliore per veicolare i vezzi, i vizi e le virtù! che dire, resistiamo…

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