In una sera qualsiasi di metà luglio

É raro ascoltare alla radio una voce che narra poesie – narrare, non declamare, c’è meno enfasi e le parole si aggiungono alle sensazioni della notte quasi come un vento leggero che culla la mente e il cuore – d’estate dopo un concerto di Raiz con i Radicanto, in una piazza scombinata di un paese ai confini del nulla.

La poesia è di Jorge Teillier e si intitola Lettera a Mariana

Che film ti piacerebbe vedere?
Che canzone vorresti ascoltare?
Stasera non ho nessuno
A cui porre queste domande.

Mi scrivi da una città che detesti
Alle nove e mezza di sera.
Certo, io stavo bevendo,
Mentre tu ascoltavi Bach pensando di volare.

Non pensavo che ti avrei ricordato
Non credevo che ti saresti ricordata di me.
Perché mi hai scritto questa lettera?
Non posso andare da solo al cinema.

È certo che faremo l’amore
E lo faremo come piace a me:
Un giorno intero di persiane chiuse
Finché il tuo corpo rimpiazzerà il sole.

Ricordati che il mio segno è Cancro,
Piccola Acquario, salice piangente.
Leggeremo libri di astrologia
Per inventare nuove superstizioni.

Mi scrivi che prenderemo una casa
Anche se io ho perduto tante case.
Anche se tu pensi tanto a volare
E io bevo troppo con gli amici.

Ma tu non torni dalla città che detesti
E stai con chissà quale cattiva compagnia,
Mentre qui ci sono troppe poche persone
A cui porre queste semplici domande:

“Che canzone vorresti ascoltare?
Che film ti piacerebbe vedere?
E con chi vorresti sognare
Dopo le nove e mezza di sera?”.

(da Per un paese fantasma, 1978)

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5 thoughts on “In una sera qualsiasi di metà luglio

  1. siignoraingiallo 17 luglio 2017 / 09:48

    Non la conoscevo e la trovo molto bella. Si sentono il calore e i profumi dell’estate.

    • mizaar 18 luglio 2017 / 17:43

      emilia cara, ho avuto la stessa impressione, si sente l’estate davvero!

  2. gaberricci 18 luglio 2017 / 07:54

    Mi ricorda molto una poesia di Majakovskij, “Invece di una lettera”. Grazie.

    • mizaar 18 luglio 2017 / 17:42

      non conoscevo la poesia di Majakovskij e sono andata a leggerla; mi sembra ben più tormentata di questa che racconta forse lo stesso lasciarsi, ma in maniera lieve. grazie a te

      • gaberricci 19 luglio 2017 / 00:53

        A modesto parere di scrive, Majakovskij è stato il più grande poeta del Novecento.

        “Ma lasciami almeno lastricare di un’ultima tenerezza/il tuo passo che si allontana”. Bellissimo, non si può dire altro.

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