Contagi

book-shakespearesontheatre-6501Puntuale come la peronospora sulla vite ecco che Italiano qualche giorno fa mi dice: Ci dai una mano con il concorso su Shakespeare? Ora mi chiedo, posso mai dare buca ad Italiano quando si tratta di un concorso? E, soprattutto, posso ” bucare ” il solito appuntamento al buio con il video – riprese, montaggio e regia fatte a casa da me? Manco a dirlo, ecco che ci siamo ritrovati in biblioteca per le riprese in interno. Curiosità dei presenti – i soliti studenti universitari che approfittano del calore africano delle sale e della connessione aggratis per ” studiare ” ma soprattutto per socializzare – curiosità, dicevo, ma non più di tanto. L’alunno narratore, meglio di un attore consumato, invece di memorizzare si è costruito enormi gobbi che mi vorticavano sulla testa, per dare l’idea che lo smemorato guardasse in camera. e finché siamo rimasti al caldo dell’Africa, bene. Nel pomeriggio di oggi, invece, siamo andati in esterno, tra la Cattedrale e la Giudecca. Lo sparuto sole che ci ha graziati non riscaldava un bel niente, sicché dicevo ai miei attori di essere bravi nel recitare le parti, pena la bocciatura perenne! E tra uno scampanellio dell’orologio del museo diocesano e le risate fuori registro di turisti in visita, e, soprattutto, la voglia di terminare in fretta la recita delle battute dei recitanti, dette tutte in un nano secondo, comprese quelle in inglese alto, mannaggia la pupazza! di tanto in tanto, spesso, ci toccava ripetere. Un signore, poco più in là, guardava curioso. E ai miei: Zitti! Zitti! agli astanti  per evitare troppe interferenze fuori scena, anche il tizio curioso, per contagio, si è prodotto in uno: Zitta! Zitta! rivolto alla moglie che tentava di richiamarlo sulla retta via coniugale. Ma a differenza del mio incitamento, tutto verbale, il suo è stato uno sbracciarsi da Oscar, un vero prodotto da cinema muto! Bisognerà trovargli un ruolo nel prossimo concorso, assolutamente!

( Lo so, siete curiosi di sapere il ” tema ” il video. Tutto parte dal fatto che il bardo di Stratford – upon – Avon nello scrivere ” Il Mercante di Venezia ” pare si fosse ispirato, per descrivere Porzia, alla figura di Giustina Rocca, tranese del XVI secolo, prima donna avvocato che la storia ricordi. Che il buon Guglielmo fosse un antesignano degli scopritori della Puglia? Al video l’ardua sentenza! )

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