Banchi

04-anni_45_3In seconda i banchi sono una moltitudine di truciolato verde e metallo, di diverse altezze, accoppiati a sedie che non sfigurerebbero nella casa dei sette nani. E gli abitatori della classe, alunni in via di altezza, stentano ad accordare le gambe con il supporto dei libri nella parte nascosta del banco; stentano ad accordare se stessi, l’intera persona a disagio nella posizione, a disagio nell’ascolto di alcune voci che vorrebbero essere convincenti, ma risultano fastidiose anche all’ascoltatore più navigato. E la moltitudine dei banchi, sotto la spinta in avanti delle gambe e dei corpi accasciati sul verde del truciolato, perde l’allineamento iniziale e si scombina in un caotico zigzagare di cubista memoria. Sembrano così, i banchi, e coloro che li abitano, una metafora della vita: nel caotico accadimento delle cose che succedono, chiunque fatica a trovare la giusta posizione, la giusta proporzione.

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4 thoughts on “Banchi

  1. silykot 28 ottobre 2016 / 11:17

    “alunni in via d’altezza”…
    Adoro il tuo modo di scrivere, Virginia!

  2. Harielle 24 novembre 2016 / 17:08

    Sui banchi si passa il tempo più vivo e formativo della vita e la loro diversa altezza e conformazione fornisce la metafora calzante della vita, è vero.
    Un caro abbraccio e lieta di rileggerti

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