Rapporti e proporzioni

gatto_nero1Qual è il rapporto che intercorre tra un gatto nero e un gruppo di studenti in gita? E tra questi e un’auto di qualsiasi genere e cilindrata? Meglio se un piccolo autobus? Apparentemente nessuno o meglio il gruppo degli studenti potrebbe aver adottato il gattino, portandolo a bordo dell’autobus alla volta di casa, quale casa dei tanti non si sa… potrebbe, ma non è questo il giusto rapporto. Allora fate finta di andare per strada di notte, con i fari della vostra auto accesi – per forza, è notte! – andate tranquilli, la strada è libera, state ascoltando il vostro programma preferito alla radio oppure ascoltate la vostra musica preferita – niente conversazioni telefoniche, mi raccomando! – quando ad un tratto dal nulla spunta fuori un gatto che sta per attraversare impunito la strada. Voi andate a velocità moderata, per fortuna – siete persone ligie alle indicazioni dei cartelli stradali che dettano i trenta all’ora su quasi tutte le strade del regno, sgrunt! – e potete frenare per tempo, o quasi, basandovi su quello che sapete dell’istinto gattesco che dovrebbe suggerire la fuga al gatto nero, forse. Invece quello che fa? Si ferma immobile, ipnotizzato dai fari della vostra auto che alla fine s’è fermata, l’auto, per evitare il peggio – un gatto spiaccicato non è che sia un bel vedere, figuriamoci uscire fuori strada per salvare una delle sette vite del gatto, per non parlare degli istrici come ben sa la mia amica Susanna, ma questa è un’altra storia. Bene, il gatto scemo rimane lì immobile e voi anche, sperando che nel frattempo non arrivi il solito distrattone che, cellulare alla mano, sta rispondendo alle mille stupidaggini che gli scrive la fidanzata appena acquisita – Mi ami? Ma quanto mi ami, amo’? – e al quel punto potreste fare voi la fine che avrebbe fatto il gatto,  se non vi foste fermati. Però, tutto è bene ciò che finisce bene,  il gatto si ravvede dopo la vostra strombazzata per scuoterlo dallo stato ipnotico che lo ha attanagliato per qualche minuto e, bon, voi andate verso casa e il gatto per i suoi casi e amen. Stessa identica cosa succede quando un gruppo di studenti in gita sfarfallanti e distrattissimi si addensa e si divide come un gruppo di amebe nel brodo di coltura – ce le avete presenti, no, voi amici di Piero Angela? E’ partita l’aria sulla quarta corda di Super Quark? Bene, siamo didascalici e soprattutto didattici, come conviene! Allora il gruppo sta lì, in attesa del piccolo autobus che li condurrà verso il giardino inglese nella Reggia di Caserta. Vanno, vengono, mangiano – ma quanti panini mangiano i ragazzi in gita? – parlano cellulare con la mamma, la zia, la sorella, rimaste a casa. Parlano con la compagna di merende, giocano al pallone mentre giocano a ” merda ” – eh, così – vanno e vengono senza soluzione di continuità. Intanto il piccolo autobus arriva, l’autista tenta in qualche modo di affiancarsi al bordo del viale per prendere a bordo – sempre di  bordi si tratta! – le amebe. E quelle, guardano e rimangono lì impalate senza spostarsi. E nonostante non sia notte e l’autista non ha fari accesi, e non si tratta di gatti ma di ameb…ehm ragazzi, ecco quelli lo stesso rimangono basiti e inamovibili, in trance – la potenza ipnotica di un pulmino… bisognerebbe scrivere all’ AIPI, Associazione Internazionale Psichiatri Ipnotisti, e consigliare loro la tecnica innovativa! – così dopo qualche minuto di impasse l’autista che fa? Strombazza, of course!, all’indirizzo delle amebe che scosse dal loro torpore postprandiale e postgiocale, si allargano come il Mar Rosso davanti a Mosè e permettono all’autista di compiere il suo dovere e amen pure qua. Le ameb… i ragazzi sciamano, poi, all’assalto del pulmino che, come nelle Metamorfosi di Ovidio passano dalla stato amebale – si dirà così? – allo stato di cavallette coprendo ogni spazio possibile e provocando, con ciò, un immediato senso di schifiltudine nell’unica turista americana messa nell’angolo dalle amebe che neppure Griffith nei suoi anni migliori! Questo è quanto. Ah, sì il rapporto c’è, tanto da riuscire ad impostare anche una proporzione: il gatto nero sta all’auto come il gruppo di studenti sta al pulmino. Applicate la proprietà fondamentale e ditemi se non è vero. Fatto?🙂

8 thoughts on “Rapporti e proporzioni

  1. Silvia 3 giugno 2016 / 21:00

    Ahahahahah, ci sta ci sta, hai descritto la situazione benissimo! Buon fine settimana🙂

  2. cordialdo 3 giugno 2016 / 21:30

    Come al solito, le tue cronache dall’interno della tua scuola sono esilaranti per chi ha la fortuna di leggerle stando ormai fuori da molto tempo. Riesci quasi a provare un po’ di nostalgia! Ciao, cara amica e collega. Buon We con un abbraccio.

    • mizaar 7 giugno 2016 / 19:48

      caro osvaldo a viverle, le cronache esilaranti, sono meno divertenti di quanto appaiano, tu lo sai bene. il buono è che, nonostante tutto, riusciamo ancora a divertirci… buona serata!

      • cordialdo 7 giugno 2016 / 20:23

        E’ proprio così! Buona serata a te e buona fine imminente dell’anno scolastico.
        In Lombardia per le scuole dell’obbligo domani sarà l’ultimo giorno. Bambini e ragazzi oggi erano in fermento nonostante il temporale pomeridiano delle 15!

      • mizaar 7 giugno 2016 / 20:27

        anche da noi si finisce domani con due pensionamenti da affrontare con orge e bagordi (😀 ) e poi fino alla fine del mese esami. ho quasi finito, dai!

      • cordialdo 7 giugno 2016 / 20:59

        … e tutti al mare o in montagna come me. Ancora pochi giorni e poi sciamiamo!

      • mizaar 7 giugno 2016 / 21:00

        bene, riceveremo le cronache montane anche quest’anno!

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