Ue’, come Gion Béz!

joanAd un tratto, so il come e il perché, mi innamorai perdutamente di Joan Baez. Di sicuro dovevo averla sentita alla radio, passata in una di quelle trasmissioni che allora ascoltavo disposta a fare anche le ore piccole per ascoltarle – Massarini, dove sei? E il perché, ah il perché si fa presto a dirlo, Joan era – lo è ancora – antimilitarista militante, cantava con una voce cristallina ballate incredibilmente tristi ed era una moderna madonna laica scalza. Così comparve nella mia stanza, su un campo arancione intenso, il colore che avevo scelto per dipingere i muri, un grandissimo poster di una ragazza di qualche anno più grande di me, con i capelli corvini sciolti sulle spalle, il viso intenso e bellissimo, una chitarra imbracciata a suonare quello che io ascoltavo continuamente suonare dal mio mangianastri. E quello che ascoltavo era il concerto tenuto a Milano nel 1965, all’arena, dove la giovanissima Joan, salita sul palco scalza, si era ribellata a gran voce all’ingresso dei carabinieri che volevano presiedere il concerto, convinti com’erano che gli antimilitaristi avrebbero potuto provocare disordini da non dirsi. Era quello il concerto che imparai a memoria e che a memoria imparò anche mia madre, costretta ad ascoltare suo malgrado – o forse no? però ricordava ancora dopo tanti anni, quel ” C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e Rolling Stones “, cantata in italiano dalla voce adamantina di Joan, con il suo buffo accento americano. Poi vennero altri ascolti, ma Joan rimane per sempre nel mio cuore. Portai ad un suo concerto, qualche anno fa, la copertina del primo vinile che ho comprato perché potessi farmelo autografare – un concerto bellissimo precedette l’incontro, è con le lacrime agli occhi che ascoltai ” Forever Young “. Nella notte lei comparve tra i suoi musicisti, piccola e magra, come non immaginavo fosse, ancora splendida. Senza dir nulla le porsi la copertina che la ritraeva. Lei la guardò, mi guardò sorridendo e, cercando di non coprire in alcun modo con l’autografo la sua immagine si firmò, Joan Baez.

A sua imitazione anch’io, a volte, giravo per la città a piedi nudi, in estate… il titolo del post è mutuato da una frase che Enzo Jannacci durante un suo spettacolo, pronunciò, a giustificare il fatto che si era presentato scalzo. Quando gli fu chiesto il perché rispose: Uè, come Gion Bez!

8 thoughts on “Ue’, come Gion Béz!

  1. popof1955 25 marzo 2016 / 22:26

    erts tu yu simone end bart, the low for ever the live for art ….. e che accidenti ne so di inglese e simili, so che era la ballata di Sacco e Vanzetti, mi incuriosii e feci le mie ricerche, qui l’ho trascritta così come la ricordo nella ballata della Baez, non importano le parole, era il senso di ribellione degli anni giovanili che non potevano tollerare che due anarchici italiani (mentre gli italiani erano all’unanimità democristiani) erano stato condannati a morte nella libera america degli inizi del 900, la stessa america capitalista che aveva liberato l’italia dal fascimo.
    Ma poi in fondo in fondo i suoi gorgoglii non erano poi così eccezionali, lo erano semmai le storie d’oltre oceano che cantava e le melodie rimaste nella memoria.

    • mizaar 23 aprile 2016 / 21:14

      eccezionale lo è stata sempre, paolo, almeno per me😉

  2. gaberricci 26 marzo 2016 / 08:54

    Deve essere speciale per forza, ha fatto innamorare Bob Dylan!;-)

    • mizaar 23 aprile 2016 / 21:13

      a dire il vero penso sia avvenuto esattamente il contrario. joan ha sempre sostenuto che il ” nostro ” le abbia rovinato la vita… questi poeti, che dramma!

      • gaberricci 23 aprile 2016 / 21:52

        Ah, questo è poco ma è sicuro! Non dev’essere stato facile, stare con Dylan! Sta di fatto, però, che in quel suo modo controverso, Dylan la amò.

  3. Sergio 26 marzo 2016 / 11:59

    Capisco tu abbia conservato un simile ricordo di questa donna speciale!
    Io rammento poco le sue canzoni, ai tempi dei quali parli non seguivo la musica, che non era di casa da me.
    Nonostante ciò è un volto che ricordo nitidamente, con piacere posso aggiungere.
    Colgo l’occasione di questo veloce commento per lasciarti i miei affettuosi auguri di Buona Pasqua!

    • mizaar 23 aprile 2016 / 21:12

      arrivo tardi per ricambiare i tuoi auguri, sergio… mi dispiace!

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