Portavo una coscienza immacolata o dell’iniziazione amorosa

i ragazzi che si amanoFrancese, collega nell’anno di prova, nonostante abbia fatto il suo ingresso nella scuola, come insegnante a tempi indeterminato, alla verde età di quaranta e passa anni, è, come si dice in gergo, motivata. Le piace insegnare quello che sa e sa tanto e per non annoiare i ragazzi escogita sempre un qualcosa che leghi la lingua all’attuale – con il francese è un po’ più difficile, poiché l’anglofonia è imperante ma lei ci riesce, anche con l’aiuto di Maître Gims, maestro pure lui? chissà. Ma l’altra mattina, ah l’altra mattina, ha superato se stessa proponendo ai ragazzi, come compito in classe una poesia di Jaques Prevert. E cosa poteva proporre, lei animo gentile e romantico, a dei brufolosi preadolescenti preinnamorati precoci? La sempiterna “Les enfants qui s’aiment “, il loro compito della mattina, da leggere, tradurre e spiegare nel questionario che Francese aveva preparato per loro. Testo francese alla mano dal lontano della mia memoria e della mia coscienza immacolata di allora, la coscienza di una ragazzina di dodici anni, ho declamato la poesia in italiano così come la conoscevo. I ragazzi mi hanno guardato, Francese mi ha guardato e i primi hanno aggiunto: ‘ssore’ la sa a memoria! Ma certo che conosco a memoria ” I ragazzi che si amano “!, ho aggiunto. Cosa credete che succeda ad una ragazzina quando si imbatte per la prima volta nella sua vita in versi liberi, senza punteggiatura, che raccontano senza enfasi e con purezza il primo amore, i baci dati, l’amore per l’amore? La sua coscienza immacolata impara e si libera e vola, con lo stupore per un racconto felice e sognante, la sua coscienza immacolata apprende che esiste qualcosa che va al di là del mondo infantile, esiste un mondo adulto dove c’è spazio per i sentimenti, dove l’apparente realtà si coniuga con la poesia dei versi e dei gesti. E così

I ragazzi che si amano si baciano in piedi contro le porte della notte e i passanti che passano li segnano a dito…

12 thoughts on “Portavo una coscienza immacolata o dell’iniziazione amorosa

  1. gaberricci 16 marzo 2016 / 22:00

    Il bello di Prevert è che è un poeta che piace a dodici anni come piace a venticinque e (credo) a quaranta, cinquanta, novant’anni. Pochi ci riescono.

    • mizaar 17 marzo 2016 / 20:32

      molti apprezzano jaques come poeta dell’amore, pochi conoscono prevert come scrittore dirompente e dissacrante, antiborghese – mi riferisco a quelle poesie ” sociali ” come ” ricordi di famiglia ovvero l’angelo guardia ciurma ” e altre. è il prevert che amo di più.

      • gaberricci 18 marzo 2016 / 00:01

        Anche io. “Dimmi, compagno Sole, non ti sembra proprio da coglione, regalare una così bella giornata ad un padrone?”.

      • mizaar 19 marzo 2016 / 18:53

        e già!

      • gaberricci 19 marzo 2016 / 20:35

        Ma che poi, anche le poesie d’amore di Prevert sono cariche di antiborghesismo (si userà, questa parola?) e di un’idea di liberazione che per i suoi tempi erano molto innovative. In Prevert, anche l’amore (ed il sesso) tra due ragazzini è un atto di liberazione dalla società borghese: perfino nella poesia di cui si parla qui si avverte, questa tensione (“I ragazzi che ci amano non ci sono per nessuno”).

        Un altra cosa che vorrei sottolineare: in italiano, la poesia è nota come “i ragazzi che si amano”. Ma Prevert non parla di ragazzi: parla di “enfants”. Cioè di bambini. Per me questo è significativo.

      • mizaar 19 marzo 2016 / 20:41

        be’ enfants è usato come sinonimo di adolescents, in questo caso. pareva brutto dire ” les adolescents qui s’aiment “, penso…

  2. lois 17 marzo 2016 / 06:17

    “Ssoré” e chi non si è ritrovato tra quelle righe. Chi non si è identificato come uno di loro. Chi non si è immaginato in punta di piedi trascinato dalle emozioni

    “Ssoré” ce ne fossero di più insegnanti che lasciassero appassionare della bellezza “Les enfants qui s’aiment”

    Invidio quei tuoi ragazzi.

    • mizaar 17 marzo 2016 / 20:28

      a loro è risultato quanto meno singolare il fatto che ci fosse qualcuno che si scandalizzava se due ragazzi si baciavano per strada, a quei tempi, poiché ora, quella di baciarsi, è una ” pratica ” ormai sdoganata e, per certi versi, abusata. anime candide anche loro, caro lois!

  3. Harielle 30 marzo 2016 / 21:42

    L’ho declamata anche io qualche mese fa a due miei studenti fidanzati tra loro, la biondina ha sgranato gli occhi guardandomi stupita, mentre l’apparente bullo della pupa si è commosso🙂

    • mizaar 23 aprile 2016 / 21:11

      alle volte, questi giovani uomini, nascondono virtù inaspettate!

  4. silykot 31 marzo 2016 / 18:50

    Che ricordi! La mente torna ad una Smemoranda piena di citazioni e frasi virgolettate, di grandi poeti del passato e di grandi cantautori del presente, passando allegramente dall’Antologia di Spoon River a De André, da Leopardi a Saffo….

    • mizaar 23 aprile 2016 / 21:10

      che ricordi davvero, cara silykot!❤

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