Il comune senso del pudore

ultimo tangoIl marito mi comunica a fine pranzo – probabilmente con l’intento di farmi digerire le lenticchie? chissà… Stasera trasmettono ” Ultimo tango a Parigi ” in tivù. Dove? gli chiedo per dovere di cronaca, convinta come sono – e sbaglio grossolanamente – che il film ” passi ” su uno dei canali della paytivù in dotazione. Su Rai Movie. Poi aggiunge, Sul tardi. Ah! Sulla Rai?!? il mio commento meravigliato. Per chi, come me, ha vissuto l’epopea di ” Ultimo tango “, che fu accompagnato all’ uscita dalla morbosa curiosità dei benpensanti, non si può che rimanere non stupiti, no, ma perplessi sì, è la parola giusta. Andai al cinema, allora, doverosamente accompagnata dai miei genitori – non censuravano niente, loro, ma probabilmente non si erano resi conto, per bene, che cosa avremmo visto. Ci andai in loro compagnia perché avevo sedici anni e il film era scandalosamente vietato ai minori di diciotto anni – e non capitava dalla notte dei tempi! Quello che vidi, quello che il film raccontava, non mi lasciò indifferente. Amai profondamente la musica di Gato Barbieri,  che accompagnava i gesti e le parole di Jeanne e di Paul. Amai Jeanne, volutamente ribelle, ma assolutamente calata nel ruolo di giovane donna borghese. L’amai per la sua libertà cercata e folle e cieca e pericolosa, ma che si lasciava condizionare dalla follia ancora più grande e rabbiosa di Paul, un Marlon Brando ai limiti dell’accettabile. Amai entrambi per la condizione di amanti senza conoscenza, senza passato o futuro, ma che si lasciavano poi piegare dal gioco stupido del quotidiano. Amai ” l’aria che c’era “, Parigi delle strade, la decadenza sfatta delle case senza mobili. Amai il racconto del suicidio – il film si apre sul sangue lavato via da una vasca da bagno, dove si sono consumate le ultime ore della moglie francese di Paul. Quello che di apparente e appariscente il film mostrava rimane. La leggenda vuole che Bertolucci non informò preventivamente Maria Schneider, Jeanne, di quello che avrebbero girato di lì a poco, lei sottomessa alla voglia improvvisa di Paul che la sodomizza sulla moquette lurida dell’appartamento che entrambi frequentano da amanti. E non mi scandalizzò il gesto in sé, quanto la violenza delle parole dette da Paul e ripetute da Jeanne, costretta a farlo in una condizione pressante e avvilente. Pare che fosse stata un’idea di Marlon Brando, quella della scena che creò poi lo scandalo successivo. Il film fu messo al rogo, il regista Bertolucci condannato per aver offeso ” il comune senso del pudore “. Solo diversi anni dopo, grazie alle poche copie salvate, il film passò nuovamente nelle sale, nelle rassegne cinematografiche, per approdare in televisione. Fino ad oggi. Il film rimane quello, il racconto è salvo. Cosa è cambiato da allora? Per che cosa siamo disposti, ora, a scandalizzarci per fare salvo il nostro comune senso del pudore?

15 thoughts on “Il comune senso del pudore

  1. Silvia 15 marzo 2016 / 20:08

    Io non l’ho visto, ma si sapeva di cosa trattava, quindi chi andava a vederlo sapeva a cosa andava incontro, che ra un film oltre le righe. Quello che a me scandalizza di più sono gli spettacoli pietosi che offrono i nostri governanti al parlamento o nelle varie interviste ad esempio!

    • mizaar 15 marzo 2016 / 20:54

      su quello che dicono e fanno i nostri ” onorevoli ” c’è l’imbarazzo della scelta. sentivo in radio, stamani, l’intervento di un leghista che dava della ” mezza sega ” al ministro dell’interno. e noi ci affanniamo ad insegnare l’educazione ai ragazzini a scuola!

      • Silvia 15 marzo 2016 / 20:59

        ecco appunto!

  2. cordialdo 18 marzo 2016 / 13:48

    Credo oggi dovremmo preoccuparci, piuttosto scandalizzarci, del fatto che l’Italia sta perdendo la sua democrazia e la sua libertà ad opera di mestatori impadronitisi, aiutati da un ex fascista che fu lesto a togliersi la camicia nera e ad indossare quella rossa ingannando tutti i suoi nuovi “compagni” sino ad arrivare a raggiungere la figura più alta, apicale, dello Stato Costituzionale nel quale non aveva mai creduto. A lui andavano megli i carriuarmati russi che, sosteneva, erano portatori di democrazia e libertà. Oggi quel tipo di democrazia lo abbiamo in casa anche senza l”aiuto dei carriarmati perchè, con la società italiana di oggi, non sono necessari!!!
    Alla mia età, non mi sono certamente scandalizzato nel vedere Ultimo tango a Parigi. Ma mi scandalizza e mi umilia essere governato da questo governo di impostori, prersuntuosi ed abusivi che non si sono mai sottoposti ad un passaggio elettorale nazionale, cancelano ciò che avevano deciso con referendum 26 milioni di elettori e boicottano il referendum contro le trivellazioni delle c oste italiane, come fece Craxi col referendum sula preferenza unica per la camera” ” e Ruini col referendum sulla “fecondazione assistita”. So benissimo che scandalizzerò molti dei tuoi lettori e forse te stessa che si scandalizzarono con l’ultimo tango ma non si scandalizzano invece di fronte ai ladri di libertà, democrazia e giustizia sociale che sgovernano l’Italia! Comunque c’è sempre la possibilità di non pubblicarmi! Ciao.

    • mizaar 19 marzo 2016 / 18:51

      ti ho mai negato la possibilità di commentarmi? sei sempre il benvenuto e siamo d’accordo su quanto affermi. naturalmente è ben difficile che possano esserci dei governanti in grado di gestire la cosa pubblica con oculatezza, con vera democrazia, senza scontentare nessuno. quando si va a votare uno spera sempre che sia sempre per il meglio, scegliendo il candidato migliore secondo il proprio giudizio e secondo la propria coscienza. ecco lo so, il nodo è proprio quello del voto… e comunque al referendum vado per il sì, naturalmente!

      • cordialdo 19 marzo 2016 / 20:16

        Infatti non ti ho mosso alcun appunto. Ho voluto solo significare, soprattutto per chi non mi conosce tra i tuoi lettori, che non me la sarei presa se avessi esercitato il tuo diritto di non pubblicare il mio commento. Quanto al governo non credo di avere lanciato accuse a vanvera. Ho citato fatti specifici la cui natura fa la differenza tra la democrazia e la libertà ed il loro esatto contrario. Tra l’altro, anche se fossi andato a votare chi ci governa non ha fatto nemmeno lo sforzo di presentarsi candidato. Ma nonostante ciò crede di avere il diritto di calpestare la Costituzione e di governare per decreto e mettendo la fiducia su ogni provvedimento, ricattando, di fatto, chi non la pensa come lui nel suo stesso partito con la minoranza del quale non concorda mai nulla, compreso la scelta di pubblicizzare l’astensionismo! Cosa che mi induce non solo a votare il 17 aprile ma di votare bene, esattamente come te. Con stima, affetto ed amicizia. Ciao.Osv.

      • mizaar 19 marzo 2016 / 20:21

        ti abbraccio, osvaldo!

      • cordialdo 19 marzo 2016 / 20:55

        Ricambio il tuo abbraccio con la stessa intensità ed affetto. Ciao R., buona serata e buona domenica. E perdona la mia irruenza ma io il FASCISMO l’ho vissuto e l’ho subìto e sono molto sensibile quando ne avverto l’odore nauseabondo e non posso fare a meno di reagire. Mi conosci da troppo tempo perchè debba spiegartelo. Ciao. Osvaldo

      • mizaar 22 marzo 2016 / 17:55

        perdonato😉

      • cordialdo 22 marzo 2016 / 18:01

        Grazie! Ciao una buona serata, spero con Mozart! Un abbraccio. Osv.

      • mizaar 22 marzo 2016 / 18:05

        stasera niente relax, vado di corsa. ho il mio papà che non sta bene. ciao ciao

  3. cordialdo 22 marzo 2016 / 18:10

    Questo mi spiace. Anch’io sono padre e fui figlio! Auguri per il tuo papà!!!

    • mizaar 22 marzo 2016 / 18:21

      grazie osvaldo, grazie di cuore.

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