Ai lettori non si fa, Umberto

silhouette-gatto-nero_318-56999Non so per quale strana associazione di idee, caro professor Eco, alla notizia della sua morte – i figli,  che crudeli! mi ero appena alzata stamani e il piccolo mi fa: è morto Eco.  Ma come è morto Eco… ma ti riferisci ad Umberto Eco? Sì. Ma…come?!?… A questa notizia, professore, per associazione, mi sono venuti in mente i versi della Szymborska

Morire – questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.

Morire, questo ai lettori non si fa, Umberto. Perché è vero che morire è una conseguenza del vivere, ma quando si è vissuto con la sua bella testa, i suoi bei pensieri ragionati, l’ironia disincantata di colui che molto ha studiato e che molto aveva da studiare, perché di sapere e conoscere a detta sua – e la lezione l’ho imparata anch’io – non si è mai sazi, ecco è proprio una cosa che non si fa, morire. Se ci penso, adesso, cosa posso fare se non rileggere tutti i suoi libri? Già mi erano mancate le immancabili Bustine di Minerva, che cercavo prima di ogni cosa nel giornale dove erano pubblicate ogni settimana, iniziando al contrario, partendo proprio dall’ultima pagina, la sua, scritta con il piglio di chi ogni settimana si divertiva con le parole e con i fatti. Avevo poi smesso di comprare il giornale perché, difficile dirlo. Cambiano i tempi e cambiano anche le persone, certe cose di quel giornale non mi aiutavano più a capire. Ma ho continuato a credere, attraverso i suoi libri, che essere colti avesse ancora un senso in un mondo fatto di molte parole, ma di pochissima consistenza. E allora professore, mi sento come il gatto, oggi, nell’appartamento vuoto. Qui niente sembra cambiato, eppure tutto è mutato. Per quanto gatti, sentiremo la sua mancanza.

16 thoughts on “Ai lettori non si fa, Umberto

  1. giusymar 20 febbraio 2016 / 20:32

    Che bel post. Complimenti.
    PS: ho visto in rete un video della sua casa/biblioteca. Un susseguirsi di librerie bianche fino al soffitto stracolme di libri. Corridoi stretti attorniati da ogni “ben di dio”. Tu pensa che senso di infinito.

    • mizaar 21 febbraio 2016 / 10:38

      grazie giusy. ho visto il video anch’io. ho sempre ” invidiato ” al professor eco la sua smisurata collezione di libri – era anche un intenditore e collezionista di libri antichi; in alcune interviste ha dietro di sé delle vetrine con alcune opere preziose in mostra. una persona come lui non poteva essere uomo di pochi libri, impensabile. chissà se quella bella biblioteca diventerà il lascito per un luogo accessibile a tutti, perché tutti ne traggano beneficio! speriamo ci pensino, gli eredi.

      • giusymar 21 febbraio 2016 / 19:06

        Speriamo davvero.
        Una persona di una cultura di alto livell avrà sicuramente pensato alla grande.
        Al meno lo spero.

  2. Silvia 20 febbraio 2016 / 20:40

    Si sentirà sempre la mancanza di persone come lui, buona serata!

    • mizaar 21 febbraio 2016 / 10:33

      è così, silvia. ma di alcuni la mancanza si sente ancora di più. sono quelle persone che, pur non conoscendole, le hai sentite più vicine di altre, quasi fossero amici di lunga data – e per certi versi lo sono stati.

  3. gaberricci 20 febbraio 2016 / 21:43

    Quest’anno è iniziato uccidendo gli idoli della mia adolescenza. Eco, Rickman, Citti, che era amico di Pasolini… sto diventando grande. Proprio vero, che è una sofferenza.

    • mizaar 21 febbraio 2016 / 10:31

      per me che sono già grande, per l’anagrafe, le mancanze sono più numerose. mi piace credere che da qualche parte ci sia una grande tavola rotonda con intorno tante belle intelligenze, ancora in trepida consistenza, a farla da padroni. l’intelligenza e il genio non finiscono mai, per nostra fortuna; abbiamo ancora tanto da leggere e imparare, da quelle che si sono allontanate.

      • gaberricci 21 febbraio 2016 / 10:37

        Ed in questi giorni, quasi mi dimenticavo, è morta anche Harper Lee.

        Sul resto, hai ragione. Ma io credo che la grande tavola rotonda di queste intelligenze… siamo noi. Noi che abbiamo letto, digerito e fatto nostre le loro idee.

      • mizaar 21 febbraio 2016 / 10:41

        sì la grande harper lee è andata fuori, il giorno prima. tu pensa che felicità, per lei, rincontrare l’amico fraterno, truman capote, e continuare il giocondo pettegolezzo di sempre! ( devo confessarti di sentirmi sempre e ancora profondamente ignorante…)

      • mizaar 23 febbraio 2016 / 17:13

        nell’accezione più larga del termine. sai quante cose ignoro? sai quante cose non ho studiato mai? e per completare la lista, ieri è morta ida magli. un anno orribile!

      • gaberricci 23 febbraio 2016 / 23:45

        L’ignoranza è un bene, non un male. Essere fieri della propria ignoranza è IL male. Ma l’ignoranza, di per se, cos’ha di male? Bisogna essere ignoranti, per cominciare a sapere.

      • mizaar 24 febbraio 2016 / 18:48

        di sicuro diciamo la stessa cosa. quel tipo di ignoranza lì, quella che definisci nefasta, il professor eco l’attribuiva agli imbecilli.

      • lois 21 febbraio 2016 / 21:31

        Brava Mizaar, ci resta la certezza che il genio e la cultura non ci lasceranno mai. Lo spirito di certe menti resterà per sempre. E poi una bella ripassata ai libri non potrà che rischiarirci le menti e confortarci rispetto allo sfascio quotidiano!

      • mizaar 23 febbraio 2016 / 17:11

        un libro letto è sempre terreno rubato all’ignoranza!

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