Tutti ad Expo – di praticità, virtù

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Milano, stazione di Milano…
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Padiglione Zero, esterno
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Germania interattiva
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Germania ecologica
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Gli omini del cucù e signore
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Malaysia
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Gran Bretagna
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Austria
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Francia
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Vietman
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Totem
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Nepal

Mi verrebbe da iniziare: se proprio dovete andare all’esposizione più chiacchierata, in negativo per molti versi, della storia recente d’Italia, be’ andateci, ma senza un gruppo classe. Se proprio ve ne fanno carico e dovete condurre un branco di preadolescenti nel marasma meneghino attrezzatevi ad avere seimila occhi perché potrebbe essere una esperienza da incubo – soprattutto se i ragazzi tendono a divagare e ad ” attaccare bottone ” con tutte le persone, TUTTE, che compongono le interminabili file ai padiglioni. La scelta di andare in treno, in cuccette ” Comfort 4 ” è stata positiva. Partire dalla Puglia in autobus sarebbe stato come sparare sulla Croce Rossa – gli autobus devono rispettare degli standard che vanno dal fermarsi ogni tot ore, dal non superare i 90 km all’ora… gli autobus sono fondamentalmente scomodi, non puoi sdraiarti, non puoi frequentare la toilette tutte le volte che alla tua vescica ne viene voglia e via così, c’è sempre troppo caldo, troppo freddo, troppa musica, troppi ragazzi insieme. In treno, dopo un inizio confuso – manco a dirlo, il signor Trenitalia del post precedente, aveva prenotato in maniera creativa i posti letto che sono stati rivisti e corretti dopo circa venti minuti buoni dalla salita sul treno dell’andata e altrettanti su quello del ritorno! – dopo questa premessa, dunque, gli animi e i corpi dei ragazzi e dei docenti si sono acquietati. Alla stazione di Milano ci aspettava il buio! Alle sette del mattino! – ‘ssore’ ma perché non c’è il sole? e non c’è la luce? Anime candide e ignoranti!  – Colazione all’interno della stazione e via a prendere il trenino per Rho Fiera. Dieci minuti dopo, fiumane di persone erano assiepate davanti ai tornelli dell’Expo esattamente come noi. Con la differenze che i gruppi scuola avevano corsie d’accesso privilegiate – noi passavamo e gli altri attendevano… embe’, quando ci vuole! Abbiamo potuto vedere così, su due piedi,  il padiglione Zero l’unico che poteva aiutare i ragazzi a capire tutto quello che avrebbero visto in seguito, ma anche quello che non avrebbero potuto vedere e anche quello che da vedere non c’era. All’esterno del padiglione, verso l’uscita, la struttura ricordava le curve altimetriche della crosta terrestre – la visita si svolge idealmente all’interno della terra, ma a noi è sembrato di imbatterci nei nostri trulli – le chiancarelle sostituite da sedili in legno per sostare durante gli spettacoli esterni. Abbiamo organizzato le visite successive sulla base di quello che sarebbe stato interessante per i ragazzi e soprattutto ci siamo infilati dove non c’erano le code – ad eccezione per il padiglione della Germania dove la coda, ai tedeschi piacendo, era di novanta minuti, ma poi neppure una coda chissà come,  in considerazione del fatto che al padiglione Italia la coda era di tre ore, amen.

Padiglione interessante, il tedesco, interattivo e didattico, con una bella sezione al piano superiore dove avevano ricostruito un orto/ giardino con erbe officinali e per uso culinario, fiori, alveari, case per gli insetti… bello! All’uscita un gruppo nutrito – nel senso che erano realmente nutriti in eccesso – di bavaresi danzanti e schiaffeggianti che hanno divertito i ragazzi oltre misura –  in Puglia di personaggini vestiti come l’omino del cucù se ne vedono ben pochi! In Malaysia il tema di una agricoltura sostenibile e di qualità in grado di alleviare la povertà faceva a cazzotti con lo ” spaccio ” di volantino promozionale dell’olio di palma con unico e buono e creatore di posti di lavoro, un lavoratore ogni otto ettari! – ma evidentemente non hanno visto il servizio che ” Report ” ha mandato in onda il 3 maggio! Abbiamo steso un velo pietoso e siamo andati dalle api inglesi. Bello e suggestivo il padiglione Gran Bretagna in collegamento con l’alveare vero in madrepatria, meno bello il puzzo di fish and chips al piano superiore che rovinava l’effetto bucolico/ alveare. Il Future Food district poteva dare l’idea del supermercato del futuro, ma offre prezzi altrettanto futuristici in eccesso – un Foody calamitato a sei euro e cinquanta – ‘ssore’ ma sono impazziti?!? L’Austria ha ricostruito un bosco alpino, ma senza grosso sfarzo e la proposta di respirare l’aria del bosco – smell it, scritto da più parti – era anche qui vanificata dall’insalubre odore di salsicciotti austriaci e altre amene spezialität. La Francia ha infilato, in una grotta legnosa, lavanda essiccata, bottiglie di vino e tutto quanto fa grandeur, niente di particolarmente eccitante, ma è un padiglione che si visita in fretta e senza code. Religione ci ha costretti ad andare in Vaticano. Abbiamo avuto quasi pietà per il pover’uomo che tentava di spiegare la Bibbia ad uno dei nostri gruppi partendo dalla Genesi!  Il padiglione Italia, visto dall’esterno, mi è sembrato un panettone bianco quadrangolare. Davvero brutto. E l’albero della vita… va bene su, bravi al consorzio ” Orgoglio Brescia ” che lo ha costruito, ma ho trovato più interessanti i ” fiori di loto ” in legno che accoglievano i visitatori del Vietnam! Un vivo apprezzamento alla signora ” ViaVai ” che nonostante la notevole ressa all’ora di pranzo ha fatto in modo che avessimo da mangiare in tempi celeri e senza fila! Sui totem orribili di Piazza Italia sto ancora riflettendo.  Demerito totale per i servizi igienici che di igienico avevano veramente molto poco. Per tutte le volte che ci siamo entrati non ho mai visto il personale addetto fare pulizie. Eppure ce n’era ben donde! Il Nepal ci ha salutato, alla fine, con le sue preghiere e i suoi Budda. Expo sì, ma con moderazione e un solo giorno val bene la messa.

11 thoughts on “Tutti ad Expo – di praticità, virtù

    • mizaar 13 ottobre 2015 / 20:08

      letto l’alternativa e resto dell’idea che l’olio di palma se posso lo evito ( non è che si dica più di tanto sulle coltivazioni e sui danni all’ambiente; il problema è che l’occidente è bulimico e la richiesta di additivi per rendere appetibili e accessibili i nostri cibi è davvero spropositata… e compro prodotti che hanno l’olio di oliva tra gli ingredienti e i biscotti li faccio in casa con lo stesso, però è una battaglia!😦 )

      • Bruno 14 ottobre 2015 / 19:25

        Mi sembra che si dica invece chiaramente che le alternative (anche l’olio di oliva) hanno un impatto ambientale decisamente peggiore. L’olio di palma non è un additivo, ma una componente alimentare che per sua natura resiste più delle alternative al naturale degrado, permettendo quindi tra l’altro di usare meno conservanti negli alimenti in cui è presente. Report, in campo alimentare e scientifico non è la bibbia, anzi È la bibbia, ma delle stupidaggini…

    • mizaar 27 ottobre 2015 / 20:01

      e vabbe’ ma non compro prodotti con l’olio di palma, uff!

  1. popof1955 10 ottobre 2015 / 16:29

    La cosa positiva che trovo nell’evento Expò è che la viabilità ha subito dei notevoli miglioramenti, certo ne soffre la campagna, tonnellate di mais, di girasoli e arachidi in meno, ma tanto il cibo del futuro avrà bisogno solo di acqua.

    • mizaar 13 ottobre 2015 / 20:09

      e speriamo, paolo, che non ne posso più di leggere etichette al supermercato!🙂

      • popof1955 14 ottobre 2015 / 07:43

        Io spero un po’ meno, il mio commento, belle mie intenzioni, era ironico. Non mi piace che venga coltivata l’acqua anche se mi è capitato di mangiare buoni pomodori olandesi, Certe culture, chiamiamole pure OGM, ci privano dei semi, ci privano della possibilità di poterci fare il cibo da soli. è vero che nessuno di noi coltiva o alleva mucche anche se consumiamo pane e carne, ma è anche vero che ancora abbiamo la possibilità di coltivare un orto o allevare conigli. Quando tutti i semi, vegetali e animali, appartenessero a poche SpA proprietarie dei brevetti genetici, non ci resterebbe altro che comprare semi di piante sterili e animali concepiti in vitro, Le autostrade ci potrebbero portare lontano, anche da noi stessi.

      • mizaar 27 ottobre 2015 / 20:03

        mi era chiara l’ironia. ma continuo ad essere in difficoltà nella lettura delle etichette al supermercato… anche perchè le scrivono con certi caratteri piccini!🙂

  2. unpodimondo 15 ottobre 2015 / 15:09

    L’Expo…. più leggo i resoconti di chi c’è stato e più sono contento di non esserci andato…

    • mizaar 27 ottobre 2015 / 20:07

      no marco, visitare l’expo tutto sommato vale la pena. però a noi è sembrata una fiera del levante moltiplicata per dieci!

      • unpodimondo 28 ottobre 2015 / 08:14

        Appunto… è una mega fiera all’ennesima potenza: una mega fiera del levante per voi in Puglia oppure per noi qui a Firenze una mega mostra internazionale dell’artigianato…
        Insomma col cibo e col futuro del pianeta c’entra poco… (a meno che non si auspichi un futuro di Coca Cola, McDonalds e Eataly)

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