National Poetry Month

NPMPoster2015_8.5-11_2Ora, degli americani potete dire qualsiasi cosa. Potete raccontare le loro nefandezze, la loro politica “ diversamente pacifica “, che sono razzisti, ancora, nel profondo dell’animo, guerrafondai allo stremo, qualsiasi cosa, ma sanno come salvarsi l’anima. E a differenza del nostro dove la discussione basilare e fondamentale verte sul tenere Fitto – e tutta la sua paccottiglia votante – all’interno del partito oppure no, oppure sull’ultima incavolatura in ordine di tempo dei sindaci all’indirizzo del “ Fiorentino “ sul Def, oppure su quel parto immondo che vuol passare come la migliore riforma della scuola in assoluto, con queste premesse in Italia non pensiamo ad altro. E quelli, gli Americani, sarà che pure loro hanno altre gatte da pelare, con i tutti i poliziotti impazziti e sparanti all’indirizzo dei neri, trovano comunque il tempo di eleggere aprile a mese dedicato alla poesia e ai poeti. Che letto qui, nella culla della poesia – così almeno ci hanno fatto credere per omnia saecula saeculorum – suona come una presa in giro, un sonoro cachinno all’indirizzo della patria di Dante, Petrarca e Leopardi! Sembra quasi abbiano preso alla lettera i dettami del Dolce Stil Novo, l’incoraggiante sprone del magnifico Lorenzo, pure lui di Firenze ahimè, a dedicarsi alle arti e alle lettere. Incoraggiano ragazzi, docenti e persone comuni a scrivere, leggere, dedicarsi, almeno per il mese corrente, alla poesia. Leggere poesie, parlare di poesia, imparare poesie,  è sicuramente una scorciatoia per salvare la propria anima –  se da qualche parte ne abbiamo ancora, in serbo, una piccola forma, un pezzo sottile protetto dall’arido deserto del quotidiano.

9 thoughts on “National Poetry Month

  1. popof1955 8 aprile 2015 / 22:30

    Anche se allattati da Dante siamo stati svezzati da Ginseberg😉

    • mizaar 9 aprile 2015 / 18:37

      e solo con il buon allen, poeta laureato, ci siamo salvati l’anima immortale, sicuramente!

  2. Sergio 9 aprile 2015 / 09:25

    Credo non sia un caso che ci fosse fra i cowboy taluni che nella sacca della sella avevano libri di classici latini e greci, che pure leggevano, come pure nelle case leggevano la Bibbia. A quei tempi, qui da noi, non credo solo per il forte tasso di analfabetismo, si pensava a ben altro.

    • mizaar 9 aprile 2015 / 18:35

      magari si continua a pensare a ben altro anche ora, caro sergio!🙂

  3. unpodimondo 9 aprile 2015 / 15:08

    Alcuni mesi fa su “Il fatto quotidiano” apparve un articolo che metteva in fila tutte le feste, i mesi e le varie giornate di…: dalla festa della mamma a quella del gatto, dal giorno per le foreste, a quello per l’acqua, dal giorno della memoria a quello dell’infanzia, a quello delle malattie rare e così via… Ne venne fuori un calendario che in confronto i Santi di Frate Indovino erano solo quattro gatti e nonostante ciò l’articolo sosteneva che tutte queste situazioni non erano migliorate da quando erano fiorite tutte queste “giornate di…” o “mesate di…”
    Per quanto riguarda la poesia non penso che siamo messi molto male: restiamo sempre un popolo di santi, poeti e navigatori. Come mi giro per la blogosfera mi imbatto continuamente in siti di gente che scrive poesie: credo che i blog di poesia siano secondi soltanto ai blog di ricette. Qualcuno poi è così creativo che nel proprio blog spara poesie in continuazione… secondo me deve avere una mitragliatrice di versi lirici…

    • mizaar 9 aprile 2015 / 18:35

      ah, la mitragliatrice di versi lirici m’è piaciuta assai!😀 bisognerebbe spacciarla a quelli dell’isis, alle volte…

  4. unpodimondo 9 aprile 2015 / 15:14

    P.s. Complimenti per la nuova grafica del sito. Molto bella, pulita e piacevole da leggere.

    • mizaar 9 aprile 2015 / 18:33

      grazie, un parto travagliato. hai mai provato a scorrere i theme su wp? ( e solo facendo riferimento a quelli aggratis, senza considerare i premium che francamente, per soddisfare un passatempo, mi sembrano esagerati come prezzo! )

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