Baciami adesso se vuoi

gelosia_garrel_foto3Sono giovane, oh sì, assurdamente ragazza, assurdamente stolida da pensare a te che sembri fuoriuscito da un libro sull’esistenzialismo, la barba incolta, i maglioni a collo alto e le Gauloises a portata di mano, un sorriso smozzicato e l’aria stropicciata di uno che ha vissuto, ma solo una manciata di anni più dei miei. Sei all’ultimo anno ed io al primo, stolida, – l’ho già detto? – al tuo corteggiamento tutto sguardi e poche parole, rispondo offrendoti un’esperienza che non ho e che non posso avere, perché sono una giovane, giovanissima ragazza – detto anche questo – senza ricordi che sostengano un presente nebuloso e accattivante. Così ti rispondo che sì, oh sì, sono disposta ad uscire con te, folle – a questo punto –  che non sono altro, con te che sei un perfetto sconosciuto, neanche il tempo di conoscerci meglio, esco con te e non so cosa succederà, esco con te e non so che cosa aspettarmi perché sono giovane e folle e curiosa. E preparo un’uscita che sarà fatta di poco tempo, un’uscita serale di prima sera, impensabile un altro tempo che vada oltre il consentito di una bugia – vado a studiare dalla mia amica. Così tu arrivi con un autobus e io sono lì alla fermata ad aspettarti, ad aspettare la tua meraviglia nel vedermi. È troppo piccola, non verrà, non le permetteranno d’uscire, mi dici questo mentre camminiamo appaiati nelle vie della mia città, cammino al tuo fianco e spero di essere trasparente, spero di non incontrare nessuno che mi conosca, spero e tremo al pensiero che anche gli alberi possano riconoscermi e parlare e segnare a dito la mia folle passeggiata in una sera appena iniziata, con uno sconosciuto. Così camminiamo senza meta e, ad un tratto, mi chiedi: Dove andiamo? Devo avere uno sguardo da stupida se subito dopo decidi tu dove condurmi, in un luogo che probabilmente ti è noto perché ci già sei stato con una tua fiamma occasionale, oppure con una ragazza tua pari, e non come adesso che stai per portarci una piccola e folle ragazza. È su una spiaggia di sassi a ridosso di un muraglione che ci protegge dagli sguardi di chi non ha nulla da nascondere, che sediamo al buio di quella prima sera. Nell’ombra distante altri ragazzi, con altre storie, probabilmente simili a questa che sta per diventare nostra, che si avvia ad essere un ricordo nel momento stesso in cui la stiamo vivendo. Il buio aiuta gli audaci e coloro che sanno applicare le regole del vissuto, invece l’oscurità mi rende come di sale e muta. Con garbo mi cerchi le mani, te le affido come se fossero qualcosa che non mi appartiene.

In questa lontananza fatta di anni e di altre storie penso alla fatica che avrai fatto, penso a quali saranno stati i tuoi pensieri al cospetto di quella folle. Come avrai avuto il coraggio di baciarmi, poi? Di sicuro con la stessa stolida determinazione che ti ha portato ad uscire in una prima sera con una giovane, giovanissima, ragazza. Fu un bacio sottratto all’inesperienza, se avessi avuto più coraggio ti avrei detto : Baciami adesso se vuoi, perché volevo che tu mi baciassi, a fior di labbra, in una sera del mio lontanissimo ricordo.

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