Mancanza

egon-schieleDopo anni ho compreso il senso di mancanza che hai provato lasciandomi andare verso qualcosa di sconosciuto ad entrambe. Alla stazione ci salutammo e, incosciente com’ero, non pensai alla solitudine che avresti sofferto. Meglio, volevo andare, il mio desiderio era quello di un confronto tra noi, ma che si svolgesse a distanza, senza interferenze, senza che ci fossero commenti di altri, senza vizi di forma e sostanziali ricatti affettivi. Volevo allora che ti accorgessi di me con il vuoto della mia assenza, questo volevo. Giovane e arrogante com’ero, ribelle senza mezze misure, tinte nette per argomentare anche con te. Ma lo stare lontane acuì il desiderio di entrambe, quando potevi venivi a trovarmi. Era una festa che non sapevo esprimere e tu nemmeno, non eravamo capaci di gesti evidenti. Solo quando eri lontana ti scrivevo biglietti d’amore, una volta ti mandai dei fiori e, telefonandoti per sapere se li avessi ricevuti, mi resi conto della nostra voce incrinata, della commozione che provavi ogni volta che la tua figlia strana ti beneficiava di un gesto d’amore. Adesso che scrivo immagino cosa avresti provato tu, in questi giorni di assenza del tuo nipote prediletto, cosa avresti vissuto nuovamente, quali sensazioni, quali emozioni. Tutto come allora di sicuro, adesso lo so, ora che quella mancanza simile a questa la vivo anch’io.

22 thoughts on “Mancanza

  1. popof1955 4 ottobre 2014 / 21:25

    Negli anni scorsi c’era una trasmissione, credo si chiamasse “Profondo sud” nella sigla
    Giuni Russo cantava:
    talè talè talè c’era nu nidu
    talè talè talè ci sunnu l’ova
    talè talè talè stannu cu:vannu
    talè talè talè cuvati sunnu
    talè talè talè stannu schiuvannu
    talè talè talè schiuvati sunnu
    talè talè talè stannu niscennu
    talè talè talè nisciuti sunnu
    talè talè talè stannu mpinnannu
    talè talè talè mpinnati sunnu
    talè talè tale stannu vulannu
    tale talè talè vulati sunnu
    Passi semplici che in do/sol7, descrivono il corso della vita dal nido al volo (talè/guarda c’è un nido, ci son le uova, stanno covando, son covate, si schiudono, escono i pulcini, metton le piume, completano la crescita imparando a volare e volano via). Chi si affaccia alla vita, si prepara ad una lunga serie di arrivi e partenze.

    • mizaar 7 ottobre 2014 / 18:16

      sì, è vero paolo, dovrei essere la persona meno abilitata a parlare, però che magone chiudere a chiave la porta di casa, di sera sul tardi, perché sai che nessun figlio rientrerà nottetempo…

      • popof1955 7 ottobre 2014 / 21:18

        però voi mamme di oggi siete hi tech: skype, whatsup e nessun figlio è troppo lontano😉

      • mizaar 8 ottobre 2014 / 19:30

        ma tu vuoi mettere la sintesi verbale via telematica e la sintesi verbale dal vero?

      • popof1955 8 ottobre 2014 / 21:20

        Si sintesi verbale del tipo £che si mangia stasera?” e il bisogno nutritivo viene soddisfatto.
        Mia mamma mi chiedeva sempre “hai mangiato?”, perchè sino quando sono stato in casa il frigor pieno per era sempre vuoto (perchè noi siamo stati la generazione della panna con tutto il resto, colesterolo compreso)🙂

      • mizaar 9 ottobre 2014 / 21:41

        ah no, io ero quella della nutella e wafer!😀😀

  2. arielisolabella 5 ottobre 2014 / 01:24

    Già spesso comprendiamo meglio dopo che durante chissà perché …

    • mizaar 7 ottobre 2014 / 18:14

      come si fa a capire quando si è giovani, cara, quando si è tutti concentrati su se stessi a vivere il più possibile? ricordo com’ero, un grumo in fermento, in lotta contro tutto e tutti, polemica alla stratosfera. sembra banale da dire, ma avevano ragione quando mi dicevano: sarai adulta e mamma e capirai. è una comprensione che risulta da una diversa posizione nei confronti della vita, da una affermazione di responsabilità che hai assunto verso te stessa mettendo al mondo dei figli. come può essere altrimenti?

      • arielisolabella 7 ottobre 2014 / 22:46

        E’ vero.me ne rendo conto guardando mia figlia …sarà sempre così una ruota che gira…un caro abbraccio Virgy🙂

      • mizaar 8 ottobre 2014 / 19:31

        un abbraccio anche a te, carissima❤

  3. Drimer 5 ottobre 2014 / 10:11

    L’immagine che ha scelto per rappresentare la solitudine del momento e del suo contenuto. Oggi è sempre il risultato finale di ieri.
    Buona domenica Mizzy

    • mizaar 7 ottobre 2014 / 18:09

      il valore delle storie che si ripetono ci insegnano molto. e sono valori importanti per le nostre piccole e personalissime storie… ciao sognatore, è sempre un piacere ritrovarti.

      • Drimer 13 ottobre 2014 / 21:47

        Piacere condiviso😉

  4. unpodimondo 6 ottobre 2014 / 13:06

    E’ una ruota che gira… solo che siamo sempre impegnati a fare altro e non ci femiamo mai a riflettere… spesso ce ne accorgiamo solo molto dopo…

    • mizaar 7 ottobre 2014 / 18:06

      purtroppo sì, marco, non riflettiamo mai sulle cose se non quando ci capitano… strana faccenda, la vita!

  5. Diemme 6 ottobre 2014 / 18:46

    Mi hai fatto piangere… 😥

    • mizaar 7 ottobre 2014 / 18:05

      sai cara, non volevo che ti facesse questo effetto. però ne fa a me, lo stesso uguale, quando penso a lei, nonostante siano passati sei anni dalla sua scomparsa…

  6. Baol 7 ottobre 2014 / 19:22

    I vostri figli non sono figli vostri.
    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
    Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
    e sebbene siano con voi non vi appartengono.
    Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
    Poiché hanno pensieri loro propri.
    Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
    giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
    che voi non potete visitare neppure in sogno.
    Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
    come voi siete.
    Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
    VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
    VIVENTI FRECCE,
    SONO SCOCCATI INNANZI.
    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
    e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
    andare veloci e lontano.
    Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
    poiché se ama il dardo sfrecciante,
    così ama l’arco che saldo rimane.

    Gibran

    Una volta me l’hanno dedicata perché io sono una freccia che, l’arciere ha voluto far tornare indietro e che non è stata capace di rimanere sul bersaglio

    • mizaar 7 ottobre 2014 / 19:54

      molto bella, domenico, non la conoscevo. sono stata, come te, una freccia ritornata all’arco, ma per scelta non per costrizione. non ho mai pensato che mio figlio fosse mio solo perché l’ho messo al mondo, ma quando si riconosce l’allontanamento lo stomaco si annoda e, per quanto tuo figlio sia già grande e in grado di badare a se stesso, diviene difficile essere razionali e tranquilli. come diceva filumena marturano, i figli so’ piezz’e core!

  7. Drimer 29 dicembre 2014 / 14:25

    Ho scelto questo post per lasciarti i miei auguri di Buon Anno, spero che la new entry porti qualcosa di meglio rispetto a questo, peggio non può andare ma noi siamo bravi…anche in questo, purtroppo.
    Ciao Rosy, un sorriso😉 almeno questo non ce lo può togliere nessuno e…neppure tassare.

    • mizaar 31 dicembre 2014 / 18:25

      caro sognatore, pensi che un giorno possa sancire un passaggio effettivo, da un anno negativo a quello che verrà positivo? l’unica cosa che possiamo fare è augurare a noi stessi e alle persone a cui vogliamo bene, ma anche a tutti gli altri che ci siano dei cambiamenti in meglio. in fondo sperare è ancora a buon mercato. un abbraccio

      • Drimer 31 dicembre 2014 / 18:45

        Proviamoci ☺

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