Pubblicità regresso

Dsquared2_FW14_Womenswear_Campaign_4La fotografia colpisce come un pugno nello stomaco e lascia disorientati. Su una sedia a rotelle, in una improbabile stanza d’ospedale o clinica di lusso, è seduta una donna che, a prima vista, diresti più manichino che umana. Lo sguardo è perso nel vuoto, in un lontanissimo ricordo. La sua bellezza è violentemente castrata da una grottesca pettinatura cotonata e da un abbigliamento discinto, volgare e costoso. Il lusso da mantenuta traspare dai particolari, borsa e scarpe in coccodrillo, pesanti bracciali in oro ai polsi, collare da mercato delle schiave. Alle sue spalle si intravede un uomo – infermiere? – pronto a spostarla, dopo aver composto un manichino di lusso. Cosa vuole dimostrare la foto? Una donna finalmente zittita e inebetita, resa inoffensiva dai farmaci? Una pseudo disabile, ricca e scostumata? Qualsiasi cosa voglia comunicare, l’immagine è una offesa evidente: la sedia, sulla quale la donna siede abbandonata, è il mezzo con il quale vengono trasportate le persone nei luoghi di cura – chiunque e in qualsiasi luogo – è vero, ma è anche il simbolo materiale sul quale sono crocifisse migliaia di persone al mondo, nate disabili o diventate tali. È una offesa quella sedia usata in modo improprio in una pubblicità volgare, per coloro che una sedia a rotelle sono obbligati ad usarla. È una offesa per le donne ritenute fenomeni da baraccone psichiatrico, bambole gonfiabili da farmaci, inutili involucri da seppellire dopo l’uso. Così viene commentata la “ geniale “ campagna pubblicitaria della DSquared2:

Disorientata e fragile, la protagonista è ambasciatrice di una femminilità drammatica accentuata dai tagli anni ’60 della collezione e dagli accessori, presi in prestito da un ospedale e passati attraverso un restyling completo. Così i sandali ‘correttivi’ o le collane-collare amplificano l’atmosfera dell’ospedale dello stile firmato DSquared2.

Inutile dirvi che non acquisterò mai una cosa qualsiasi “ targata “ DSquared2.

10 thoughts on “Pubblicità regresso

    • mizaar 27 settembre 2014 / 17:55

      se hai del tempo guarda anche le altre foto della campagna pubblicitaria… non c’è davvero limite al peggio!

  1. popof1955 26 settembre 2014 / 21:46

    Penso che chi ha ideato e chi ha commissionato quella pubblicità lo abbia proprio fatto apposta, è un malato da manuale psichiatrico, il guaio è che ha abbastanza soldi e potere da potersi permettere di sbeffeggiare chi vuole, c’è chi compra i suoi prodotti e magari desidera ardentemente imitarlo.

    • mizaar 27 settembre 2014 / 17:52

      penso proprio di sì, paolo, penso che ci sia una buona dose di pazzia in chi commissiona e in chi imita il peggio!

  2. lois 26 settembre 2014 / 22:07

    Cara Mizar io lavoro nel mondo della pubblicità da ventanni ed una cosa che non è mai calata – per quanto abbia ormai perso il suo effetto stupore – e quella stupida voglia dell’effetto sorpresa. E per ottenere quest’ultimo si sfiora l’indecenza. Il parlarne in passato faceva girare il nome del brand oggi passa solo come un’immagine di cattivo gusto. In passato le campagne benetton di Toscani, scioccavano e proponevano dibattito in un tempo in cui quei drammi o quelle scene erano all’ordine del giorno (ricordo il morto ammazzato di mafia!). Questa inspiegabile ed inqualificabile foto purtroppo o perfortuna passerà come una pessima foto, degna del gusto e dell’indecenza dei nostri tempi. Un’indecenza che purtroppo non provocherà alcuna reazione, semmai produrrà nuove e futili imitazioni.

    • mizaar 27 settembre 2014 / 17:51

      non mi arrendo, caro lois, di fronte alle brutture, di fronte a quanto di storpiato ci viene regolarmente fatto passare per innovativo. e se posso commento, come adesso. non si dica che, da parte nostra, ci sia connivenza con lo schifo imperante! ( le tue pubblicità saranno di sicuro bellissime! )

  3. Monique 28 settembre 2014 / 12:40

    Non c’è limite al peggio…

    • mizaar 4 ottobre 2014 / 20:30

      quel che penso anch’io, cara monique!

  4. unpodimondo 29 settembre 2014 / 12:00

    Non conoscevo nemmeno l’esistenza della DSquared2. Sarà che non leggo riviste fashioniste… Ora che, grazie al tuo blog, ho scoperto la DSquared2 ho la confema che non mi ero perso niente.

    • mizaar 4 ottobre 2014 / 20:35

      puoi fare di meglio, caro marco, resetta definitivamente l’informazione che ti ho fornito e, se dovesse capitarti di imbatterti in qualche capo così firmato, stropiccialo a dovere! vuoi mettere come sarà felice la disorientata e fragile della campagna pubblicitaria quando troverà da indossare qualcosa che la farà sembrare ancora più scarrupata di quel che è?😀

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...