Lo strano caso di Raffaele Fitto

carcioforomano01-620x350Conosco bene le curiose dinamiche che conducono al voto, dalle mie parti. Se nel paese c’è qualcuno salito agli onori della cronaca politica, anche se afflitto da un passato chiacchierato, da qualche denuncia che come si sa nessuno riesce ad esserne esente per quel curioso assioma politico = ladro – non tutti (?) per carità, ma qualcuno l’ha proprio come vizio congenito – insomma dicevo salito alla ribalta della nazione, il politico locale diventa una faccenda personale di ogni suo elettore e non. La logica è quella spiccia della comare di Maglie: il nipote sta disoccupato? Allora bisogna andare da donna Concetta, che a sua volta andrà da donna Gesuina, che andrà dal parroco, che andrà dal candidato a chiedere lumi e grazie per il disoccupato – è vero il parroco potrebbe rivolgersi direttamente al boss che sta nei cieli, ma quello tiene altro per la testa che occuparsi di chincaglieria, come il nipote disoccupato della comare di Maglie. Il candidato, candido, promette. E aumenta il consenso. E per un fatto di campanile il consenso lievita soprattutto quando c’è da mostrare al mondo intero, come farebbe la comare di Maglie, il servizio di piatti buono, eredità di famiglia. Non si sa mai, nella vita, un politico che va al parlamento europeo può sempre tornare utile per il paese e per i nipoti disoccupati delle comari. Piuttosto che votare quello che è arrivato dal nord, come l’ultima volta, quando è venuto a prendersi i voti del paese e poi chi l’ha visto, l’ha visto, allora votiamo il candidato nostro, politico figlio di politico, almeno la faccia qua la deve lasciare, non se la può portare a Brussel. E si va a votare, come in un plebiscito. Alla faccia di quello scelto al nord, che proprio pare un carciofo istruito a dovere. Almeno votiamo il carciofo locale, visto mai? Così si verifica un vero strano caso nazionale, un solo carciofo a raccogliere consensi che neppure tutto il mazzo dei carciofi ha raccolto. Dinamiche curiose è vero, ma che andrebbero tenute in conto dal ” prigioniero “, capo dei carciofi. Per fortuna Maglie è lontana da qui e io i carciofi li mangio. Sarò comunista?😀

8 thoughts on “Lo strano caso di Raffaele Fitto

  1. cordialdo 27 maggio 2014 / 20:36

    Mi piace pensare che tu sia comunista ma anche che i carciofi ti piacciano molto come piacciono a me! Ciao, R.un abbraccio insieme all’augurio per una buona serata. Osv.

    • mizaar 28 maggio 2014 / 18:53

      i carciofi ortaggio li mangio e li digerisco, anzi il mio fegato perlopiù ringrazia, gli altri sono decisamente coriacei e indigesti; per il resto, fedele alla linea, caro osvaldo.

  2. unpodimondo 28 maggio 2014 / 14:04

    Qui da me è pieno di comari di Maglie, donne Concette e donne Gesuine provenienti da tutta Italia… Non lo so perchè: una volta venivano i turisti da tutto il mondo per vedere il David di Michelangelo mentre ora pare che vengan tutti per salire su un certo carro, …nemmeno fossimo a Viareggio per il Carnevale!

    • mizaar 28 maggio 2014 / 18:51

      ognuno tiene la sua pena, marco, noi carciofi, voi pupazzi di carnevale!😀

  3. fab 28 maggio 2014 / 16:40

    Virginia, ci sono carciofi e non mi chiami???? sacrilegissimo!

    • mizaar 28 maggio 2014 / 18:49

      non credo che quello scarcioffo cimato ti possa piacere granché!😀

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