L’onorevole va in ostello

Germany flagIl fatto è questo: l’onorevole Henryk Wichmann, deputato regionale tedesco del Cdu, è una persona che compie fatti ordinari, ma che nella visione globale delle cose ciò che fa assume i caratteri dello straordinario. Cosa combina il nostro deputato? Come tutti i deputati partecipa alle sedute del Landtag, il parlamento del Brandeburgo. E fin qui niente da eccepire, fa il suo mestiere e non ci sono problemi. Però il nostro risiede a Uckermark, a 175 km da Potsdam, la sede del parlamento. Va al lavoro in macchina impegnando più di due ore del suo tempo. Un pendolare, come tanti. Ma capita sovente che le sedute finiscano tardi – sapete come vanno ‘ste cose, prima parla uno, poi l’altro e in un amen si fa notte – sicché il nostro onorevole deputato ha qualche difficoltà a tornare a casa. Potrebbe usare i mezzi pubblici è vero, ma pare che anche in Germania gli autisti di autobus dormano, di notte. Che succede allora all’intrepido onorevole?  Non gli resta che dormire fuori, dalle sei alle otto notti al mese. Alla bisogna dove si reca il nostro giovanotto, all’Hilton? Neanche per idea, lui pernotta in ostello, condividendo la stanza con una persona diversa ogni volta. Adesso viene normale chiedersi, per persone come noi abituate a ben altri onorevoli con ben altre esigenze, come mai una scelta così ” radicale “. Insomma Wichmann ” tiene famiglia ” e come nella migliore tradizione di coloro che badano alla famiglia, facendo in modo che la stessa non debba incappare in difficoltà economiche, si fa due conti in tasca. Così noi, sempre noi, abituati come siamo a ben altre famiglie di onorevoli, ci chiediamo: con tutti i soldi che il tedesco percepisce, possibile che non possa ambire ad una stanza tutta per sè? Che abbia antiche origini genovesi, il tedesco di Germania? Be’ l’onorevole deputato, vi sembrerà ” curioso ” ma percepisce  ” soli ” 4.390,20 euro lordi al mese e solo dormendo in ostello rientra nella spesa prevista per i rimborsi dei pernottamenti, contributo che si aggira sui 243 euro al mese. Tutto quello che il deputato risparmia, lo dedica all’istruzione dei suoi quattro figli e al loro benessere, visto che è l’unico a lavorare in casa. Penso agli esempi italiani, penso a tutti i figli onorevoli di onorevoli genitori, penso e ripenso. Che sia la forma mentale condizionata dai rigidi insegnamenti di Martino Lutero a determinare le scelte del tedesco? Che sia l’ abitudine a metterla ” normale ” anche quando si è al potere? Fatto sta che questo giovanotto di 36 anni mi garba molto. E visto che siamo parte della comunità europea, non sarebbe male, di tanto in tanto, rimescolare le carte per poter mandare i nostri a fare un corso d’ostello in Germania e aspettare una nuova calata di ” barbari ” tedeschi di Germania ad invadere la crassa Italia!

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10 thoughts on “L’onorevole va in ostello

  1. Silvia 28 gennaio 2014 / 09:05

    Visto che ci dobbiamo uniformare all’Europa per tante cose, ma perchè non si uniformano anche per gli stipendi ai politici???? Sempre per quello che gli conviene e a discapito della gente comune!

    • mizaar 28 gennaio 2014 / 19:01

      in effetti prendono, i nostri parlamentari, un ” poco ” di più rispetto a quelli tedeschi! 😦

  2. frz40 28 gennaio 2014 / 09:42

    Aspetta e spera….cantavano una volta. 🙂

    • mizaar 28 gennaio 2014 / 19:00

      e mi sa che la cantiamo anche adesso! 😦 😦

  3. Maggie May...be 29 gennaio 2014 / 21:15

    Coi tedeschi ci lavoro e sono gente meravigliosa, dotati di grande senso civico e inclini alla meritocrazia.

    • mizaar 21 febbraio 2014 / 21:09

      non ti far sentire da berlusconi! 😀

  4. francesco 1 marzo 2014 / 12:43

    demagogia alquanto spicciola. io non dormirei con nessuno. si può stare tranquillamente in alberghi da 70 euro e stare benissimo, senza andare all’hilton per l’appunto. mi preoccuperei molto di più dell’efficacia e del’efficienza di quel deputato così come di quella dei nostri. a furia di parlare di rimborsi e di scontrini non ci si focalizza più sulle iniziative che vanno prese

    • mizaar 3 marzo 2014 / 17:55

      sai francesco, non so se sia corretto parlare di demagogia, quanto piuttosto di onestà intellettuale e di correttezza verso gli elettori. tuttavia penso che il tedesco faccia bene, perché poi immagino che abbia lo stesso atteggiamento nelle scelte politiche. perseguire iniziative e comportamenti ” socialmente utili ” non è disdicevole. benvenuto!

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