Il nemico invisibile

bambolaUna bambola bionda è un oggetto innocuo. Una bambola bionda nelle mani di una persona anziana è un oggetto che dapprima disorienta, poi ti fa pensare. Guardavo poco fa, dalla parrucchiera, una signora che è stata donna e madre, ha vissuto una vita piena di eventi, ricorrenze, storie; perse tutte, fuggite via dalla sua mente regredita ad una infanzia tardiva, resa manifesta proprio attraverso quella bambola bionda che lei stringeva tra le braccia, accarezzandola. La donna che l’accompagnava usava nei suoi confronti le stesse espressioni che si utilizzano con i bimbi, un misto di dolcezza e di ferma determinazione, per farle togliere il cappotto e farla rimanere seduta allo stesso posto per il tempo che sono state lì. Di tanto in tanto le ricordava che il maglione che aveva indosso era di lana e di colore bordò, che erano lì perché la parrucchiera potesse renderla bella. Qualcosa di infinitamente triste da guardare, di infinitamente triste da vivere. Di fronte alla morte prematura di una persona cara, al cospetto dell’espressione di una vita morta mi chiedo sempre perché. Perché la natura oppure la chimica, il destino, la trimurti, quello che volete, si accaniscono in questa maniera assurda e cattiva? Perché si è condannati a vivere una vita estranea fatta di una nebulosa al posto del cervello? Perché? Troppo razionale per capire l’irrazionalità della vita? Non si può morire quando si ha ancora una vita davanti, me neppure vivere con una vita davanti fatta di vuoto assoluto! Mi viene da pensare se la vita stessa non sia un nemico invisibile celato nelle fattezze di una bambola, tenuta in mani improprie.

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5 thoughts on “Il nemico invisibile

  1. karina890 12 dicembre 2013 / 21:33

    Faccio volontariato una volta a settimana in un Pensionato e conosco bene l’immagine che hai descritto, l’ho vista più volte. Ho sempre pensato che fosse l’unica cosa che rimane a un anziano; forse l’illusione di essere ancora giovane, di occuparsi di una vita, magari solo di non vedere la realtà. Oppure è la malattia e basta, non ne ho idea. Però è straziante…

  2. cordialdo 12 dicembre 2013 / 21:44

    E’ l’inaccettabile “Provvida sventura” di Manzoni di cui parla la Chiesa Cattolica. Spero che Francesco educhi prima di tutti certo preti parrucconi che tanto male fanno alla loro religione non solo con la pedofilia! Ciao. Buona serata.

  3. arielisolabella 13 dicembre 2013 / 06:50

    Mura zia dice a sempre che ciò che temeva di più non era la morte ma non eseer più presenti a se stessi…condivido in pieno speriamo! Un abbraccio

  4. Diemme 13 dicembre 2013 / 08:49

    Io sto iniziando a pensare che preferirei non arrivarci… diceva una signora anziana alla sua badante: “Ma non sarà una punizione questa vecchiaia?”.

  5. Monique 13 dicembre 2013 / 18:40

    Difficilissimo da accettare, ma a volte mi chiedo…e se la pienezza di vita non avesse nulla a che fare con una mente razionale?

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