La Cina è vicina

cinesiniQuest’anno, per la prima volta nella storia della mia scuola dopo maghrebini, albanesi, andriesi e coratini – 😀 – ecco apparire i cinesi. Hanno cominciato con iscriverne due a fine agosto; poi sono arrivati altri due. Adesso sono una decina. Ignorano mirabilmente l’italiano e pure l’inglese. La solita Matematica ha detto, stamani: Ne avevo in classe, quando insegnavo a Milano. Sono bravissimi in matematica! Epperò che geniale deduzione, i numeri vivono un codice universale che non ha bisogno di mediazione linguistica! Mi chiedevo qual è la logica che governa l’iscrizione dei cinesini in una classe invece che in un’altra, quali le indicazioni dell’Ufficio Scolastico Regionale. Perché, vi assicuro, fa specie vedere scendere, assieme all’assembramento delle pecorelle di prima media – undici anni – un ca@@oncello cinese di sedici anni con capello sparato e cellulare in mano. Però mi ha sorriso e immagino sarà una delle forme privilegiate di comunicazione interpersonale, nel corso degli anni a venire. Arrivano i cinesi, arrivano nuotando, dice Ruggero Orlando domani sono qui… 😀

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19 thoughts on “La Cina è vicina

    • mizaar 13 settembre 2013 / 21:15

      sono in ogni luogo, davvero! 😀
      ( marcello?!? )

      • meo..... laura 13 settembre 2013 / 21:17

        si si……..credimi……..

        marcello

      • mizaar 13 settembre 2013 / 21:18

        perdinci! 😀

      • meo..... laura 13 settembre 2013 / 21:24

        mia figlia è a scuola a prato e li sembra di essere in cina ahahahahh………..

      • mizaar 14 settembre 2013 / 19:16

        è vero, a prato è tantissimo tempo che vi si sono stabiliti!

      • meo..... laura 14 settembre 2013 / 19:33

        È si…….
        Buona serata mizaar….
        Marcello

      • mizaar 14 settembre 2013 / 19:54

        ciao marcello, buona serata anche a te e buon fine settimana! 😀

  1. cordialdo 13 settembre 2013 / 21:32

    La cosa ti sorprenderà ma quest’anno nel “Garnì” vicinissimo all’appartamento da me affittato sono arrivate le prime famiglie danarose dalla Cina. Giovanissime coppie con due piccoli bambini al seguito. Anche il loro modo di comunicare era sorridere a tutti quelli che incontravano per le strade di Malles. Simpatici, facevano proprio tenerezza I bambini, invece,sembrava avessero paura, si nascondevano dietro i genitori. Hanno saccheggiato, pagando, i negozi di biancheria e di confezioni. Non si fermavano per molti giorni perchè, evidentemente, preferivano spostarsi da un luogo ad un altro.
    Ci abitueremo a vederli. del resto si dice che la Cina detiene 1/3 del debito estero dell’Italia. Quindi sono un po’ a casa loro.

    P.S.: le foto sono arrivate?

    • mizaar 14 settembre 2013 / 19:16

      abbiamo una colonia sulla testa – piano di sopra – e un negozio di abbigliamento – stracci – di oggetti casalinghi, un ristorante nel raggio di 50 metri. però non li ho mai visti al supermercato a fare la spesa, si fanno arrivare tutto dalla madrepatria, nottetempo! le foto sono arrivate, grazie!!!!! ❤

      • cordialdo 14 settembre 2013 / 20:08

        Ma i tuoi sono residenti. Io ho parlato di turisti danarosi! La Cina è vicina ma a me non dispiace. Continuo a sentirmi cittadino del mondo.

      • mizaar 14 settembre 2013 / 20:10

        ma sì, anche se si sta un po’ stretti su questo mondo, c’è spazio per tutti!

  2. silykot 15 settembre 2013 / 10:44

    Io credo che la cosa positiva è che questi ragazzi, 16enni o 11enni che siano, sono a scuola.
    Incuriosisce anche me il criterio di inserimento nelle classi…. ma sono contenta che, qualunque sia la loro provenienza, frequentino la scuola.

    • mizaar 17 settembre 2013 / 18:44

      sul discorso frequenza non ci piove, ma l’inserimento mi pare un pochino coatto!

  3. unpodimondo 16 settembre 2013 / 11:27

    Ho una certa esperienza perchè nelle classi frequentate da mia figlia ci sono sempre stati dei cinesi e una sua amica è fidanzata con uno di questi ragazzi. I coetanei di mia figlia ormai sono italiani a tutti gli effetti, cioè sono nati e cresciuti in Italia e si comportano come i nostri ragazzi: alcuni hanno addirittura frequentato il corso base di cinese con mia figlia perchè conoscono solo l’italiano (comprese le espressioni vernacolari fiorentine).
    A volte vengono inseriti a scuola in ritardo oppure sono bocciati ma in genere sono studiosi e ci tengono a far bella figura e ad integrarsi con i compagni italiani.
    Fra questa generazione e le precedenti sta avvenendo un salto molto importante. Mentre i genitori vivevano (e vivono) in un ambiente chiuso di soli cinesi e dedito esclusivamente al lavoro, i ragazzi cominciano a rifiutare questo modello…

    • mizaar 17 settembre 2013 / 18:37

      anche m.w. del piano di sopra ha frequentato scuole italiane da sempre e sta con i ragazzi italiani. però dacché ha terminato la scuola superiore e lavora nel negozio del ” boss ” papà, la vedo sempre più interessata agli interessi piuttosto che altro. mi auguro davvero che le giovani generazioni abbiano voglia di essere diversi. la loro specificità culturale non può che essere un arricchimento per noi.

  4. paperi si nasce 27 settembre 2013 / 23:09

    Cinese era la prima “straniera” con cui mia figlia ha avuto a che fare a scuola. Per la precisione all’asilo.
    All’inizio sapeva dire solo “pipì” (e menomale…) ma poi rapidamente si è messa in pari.
    Certo, all’asilo è più facile…

    • mizaar 4 ottobre 2013 / 21:23

      all’asilo è più facile, davvero. ma stamattina ho visto che la cinesina ” parlava ” con le compagne. in quale esperanto non lo so, ma comunicavano! 😀

  5. silvia 14 ottobre 2013 / 14:51

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