Barcarola con zainetti

dialoghi di traniPer la seconda volta è approdato a I Dialoghi di Trani l’ex ministro Barca. L’anno passato aveva ricevuto una sorta di lasciapassare politico da Paolo Flores D’Arcais, che sentito l’ardore del suo dibattere con Maurizio Landini, gli aveva detto – aveva detto ad entrambi, per essere esatti – di presentarsi alle elezioni politiche prossime venture – in definitiva di buttarsi definitivamente in politica senza bypassare qualsivoglia elezione con una nomina ministeriale di tipo coatto. Detto fatto il Barca s’è presentato come epigono di una politicA unica e vergine piuttosto che di politichE molteplici e tutto sommato appena appena sputtanate. Sulla contrapposizione politicA e politichE Barca Fabrizio ha giocato molto, con l’appeal di quelli che parlano della stessa con un linguaggio forbito e alto. D’altra parte se il contraltare è un Marco Revelli, storico e professore universitario, figlio del partigiano Nuto, il minimo che tu possa fare è tenergli testa e lingua in un unicum che compiace chi parla, ma anche chi ascolta, moderati dalla giornalista del Sole 24 Ore, Cristina Battocletti. S’è parlato dell’imperfezione della democrazia, secondo Revelli, quella democrazia che ci fornisce l’impressione dell’aver scelto qualcosa o qualcuno, mentre a scegliere è solo una minoranza – quelli che votano, solitamente – che non rappresentano l’intero, ma solo le parzialità difettose di una democrazia a bassa intensità; s’è parlato del bisogno di una legge elettorale che non mortifichi nessuno e faccia emergere i meglio con una sistema di formazione che insegni la politica piuttosto che l’imbroglio – e di questi siamo profondamente convinti in molti – s’è detto di una riforma dei finanziamenti pubblici ai partiti che sia strumento di ritorno verso coloro che sono i finanziatori – i paganti le tasse – per affezionarli alla politicA. Peccato per l’orario da controra pugliese e peccato per un evento, che come gli altri dei giorni successivi, sono stati appannaggio esclusivo di pochi. Barca ha guadagnato l’uscita con un coacervo di zainetti. Lo zainetto come simbologia di una sinistra carica di alternatività piuttosto che di alternanza? Italiano, mio sodale in questa occasione, gongolava. Anche lui transuma tra casa e scuola con uno zainetto rosso – of course! 😀

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6 thoughts on “Barcarola con zainetti

  1. popof1955 10 giugno 2013 / 22:34

    Non a caso la dicitura completa della nostra democrazia è democrazia rappresentativa, mi piace “a bassa densità” è un forte stimolo d’idee. Proprio oggi pensavo a un titolo da post “Per favore non votare, ci penso io a farlo, anche per te, ma dopo non ti lamentare”. Troppo lungo dovrò sintetizzarlo.

    • mizaar 11 giugno 2013 / 18:25

      credo che dovrai sintetizzarlo davvero, quel titolo. ad ogni modo revelli parlava di intensità piuttosto che di densità. quanto al resto basta vedere quel che è successo in questi giorni. che abbia vinto la sinistra, solo perchè noi di sinistra siamo più abituati ad andare a votare comunque? ( per noi ho inteso me e quelli come me )

      • popof1955 11 giugno 2013 / 19:03

        mettimi pure nello zoccolo 😉 anche se prendo realisticamente atto, come ho scritto subito dopo il voto di Roma (http://popof1955.wordpress.com/2013/05/29/evaporazione-nel-non-voto/) che il 60% del 50% corrisponde al 30%, e prorpio a Roma al primo turno Marino ha avuto qualcosa come 250.000 voti in meno rispetto a Rutelli (e in ogni caso meglio Marino).

      • mizaar 11 giugno 2013 / 19:14

        ommioddio, va be’ la trasformazione della sinistra, ma siamo diventati pure dei cavalli?!? 😀 vengo a leggerti. comunque davvero meglio marino, altroché. il piacione aveva preso tanti voti grazie alle amicizie buone. ad ogni modo strano mondo quello romano!

      • popof1955 11 giugno 2013 / 21:43

        oltretutto mi sono accorto che le reti mediaset alla vigilia delle elezioni, quando c’era candidato Rutelli, chie fossero elezioni amministrative o politiche, mandava in onda Il Gladiatore, dove l’antagonista era un sosia di Rutelli, secondo me con questo sistema si spostava almeno un 2% di voti (mannaggia a Rutelli e a chi lo ha messo li)

      • mizaar 11 giugno 2013 / 21:44

        ma pensa tu, cosa sei andato a notare! 😀 certo, tra mascelloni ci stava! 😀

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