Romanzo di una strage

romanzo-di-una-strageLa nostra recentissima storia democratica ha molte ombre e poche luci – una considerazione davvero amara e che viene fuori dall’aver vissuto gli anni definiti col piombo delle P38 e non solo da quelle. Ri/considerare i fatti per quello che sono stati e per come si sono svolti veramente non è semplice e c’è sempre un vizio di forma che nega l’obiettività al racconto – dipende da che parte stai. Marco Tullio Giordana nel suo film Romanzo di una strage – visto ieri sera – riesce semplicemente e con efficacia a romanzare una storia altrimenti inenarrabile, proprio per quelle ombre che prima dicevo. La strage alla bomba ai danni di ignari cittadini alla Banca dell’Agricoltura a Milano in Piazza Fontana inaugura lo stragismo di stato, atti criminosi avvallati da apparati burocratici deviati. Tutto qui, semplice semplice? No davvero, la Storia non è semplice e neppure lineare, questa in particolare se e quando ci sarà data l’opportunità di leggerla e di capirla, svelerà i suoi retroscena oppure si diluirà e perderà di valenza nel fumo della dimenticanza. Allora proprio per non dimenticare nulla e perché quelli che passano nel film sono nomi e volti sentiti tante volte, vale la pena guardarlo. E conviene che abbiano uno sguardo particolare anche i più giovani, quelli che, in quel momento storico, non erano neppure un pensiero nella mente dei loro futuri genitori. Perché quelle e le altre morti che si sono affastellate negli anni, le morti di Giuseppe Pinelli e Luigi Calabresi – vittime anche loro di una Storia matrigna – abbiano un senso nel ricordo poiché non sono riuscite ad avere neppure un senso nel riscatto visto che per quelle stragi nessuno è stato dichiarato colpevole.

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5 thoughts on “Romanzo di una strage

  1. in fondo al cuore 5 giugno 2013 / 12:29

    Il fatto che sulle stragi gira e rigira non si arrivi mai alla verità già la dice lunga…….i giochi di potere in ballo sono troppo grandi e non verranno mai svelati.
    Buona giornata.

    • mizaar 5 giugno 2013 / 12:32

      proprio su questo verte il film, sull’inviolabilità dei segreti che rimarranno tali, penso. un ottimo film con ottimi attori – gifuni è riuscito a rendere un aldo moro da manuale!

  2. Sergio Baldin 5 giugno 2013 / 14:39

    Non so se esista il delitto perfetto o la strage perfetta, ma sono convinto che non sia sempre necessario far discendere a strategie di occulti poteri, guarda caso sempre facenti capo all’estremismo dell’area politica avversa, per cercare risposte a tutti i costi.
    Sono convinto che le spiegazioni di tutto non siano sempre possibili, sebbene oggi gli strumenti investigativi siano assai sofisticati, proprio perché, di pari passo, si sono aggiornati pure i metodi criminali, che ancora consentono a troppi colpevoli di sfuggire alla giusta pena. Se poi ci aggiungiamo la farraginosità del nostro sistema giudiziario, spesso diventa illusorio aspettarsi che venga fatta sempre giustizia!
    Resta il fatto che simili temi rendono, sia a livello letterario, che cinematografico, ma non sono sicuro se ciò sia sempre positivo e questo lo penso proprio perché, della trama di un thriller che avevo letto, ho poi constatato essere accaduto qualcosa che sembrava proprio avesse tratto, da quella vicenda inventata, la propria ispirazione.
    Ciao carissima Virginia, ti sei rimessa in sesto? Un bacione!

    • mizaar 5 giugno 2013 / 17:11

      stavolta non sono davvero d’accordo con te, sergio. non si tratta di andare alla ricerca necessaria di colpevoli di parte avversa, ma solo badare ai fatti così come si sono svolti, nella loro vera successione, e di trarne le conseguenze. ti riporto quello che è scritto su wikipedia – figurati! – e quindi, allo stato attuale di dominio pubblico “Le indagini e i processi (sette) si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e di destra; tuttavia alla fine tutti gli accusati saranno sempre assolti in sede giudiziaria (peraltro alcuni verranno condannati per altre stragi, e altri si gioveranno della prescrizione).
      Alcuni esponenti dei servizi segreti verranno condannati per depistaggi; l’inchiesta del giudice Salvini affacciò anche un’ipotesi di connessione col fallito golpe Borghese[14].
      In 43 anni, non è mai stata emessa una condanna definitiva per la strage, anche se Carlo Digilio, neofascista di Ordine Nuovo, ha confessato il proprio ruolo nella preparazione dell’attentato e ottenuto nel 2000 la prescrizione del reato per il prevalere delle attenuanti riconosciutegli, appunto, per il suo contributo.
      Il 3 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha assolto definitivamente gli ultimi indagati[15] (Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, militanti di Ordine Nuovo condannati in primo grado all’ergastolo) scrivendo però nella sentenza che con le nuove prove – emerse nelle inchieste successive al processo milanese nel 1972 e alla definitiva assoluzione nel 1987 – gli ordinovisti veneti Franco Freda e Giovanni Ventura sarebbero stati entrambi condannati[1]. Attualmente non vi è alcun procedimento giudiziario aperto in quanto la condanna arriva tardiva, oltre al terzo grado di giudizio.
      Dopo decine di anni, la morte di Pinelli è ancora oggetto di discussione, sebbene la Magistratura si sia pronunciata in modo univoco, nel senso della morte accidentale dell’anarchico.
      A metà degli anni novanta Carlo Digilio sostenne di aver ricevuto una confidenza in cui Delfo Zorzi gli raccontava[16] di aver piazzato personalmente la bomba nella banca. Zorzi, trasferitosi in Giappone nel 1974, divenne un imprenditore di successo. Ottenne la cittadinanza giapponese che gli garantì poi l’immunità all’estradizione.” come vedi niente che non si sappia, ma che per anni è rimasto frutto delle illazioni di alcuni e coperti dai servizi segreti di stato e magagne varie. difatti giustizia non è stata fatta e la strage di piazza fontana rimane uno dei tanti capitoli vergognosi per l’ in/giustizia e la scarsa democrazia. tanto per precisare, alla fine sono state chieste le spese processuali alle famiglie di quelli che a piazza fontana sono morti. e ti sembra finzione cinematografica?

      • Sergio Baldin 6 giugno 2013 / 07:27

        Chiaramente io parlavo in senso generale, non certo di un preciso fatto, che avrà avuto un suo svolgimento, sul quale non tutto è mistero o può essere utilizzato in chiave romanzesca.
        Più che altro mi riferivo a quel metterci sempre di mezzo oscuri poteri, quali poi non si capisce mai, quando si parla di vicende che non hanno trovato i necessari chiarimenti e ricostruzioni, per l’emissione di sentenze inequivocabili.

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