Mine (s)vaganti

MineVagantiAl mattino l’ascensore è territorio di conquista, basta uscire di casa un minuto dopo che intoppo quello del piano di sotto che scende per andare a scuola, la donna delle pulizie di quella del piano di sopra, se non addirittura il cinese che rientra chissà da quale astruso ristorante comprensivo di lanterne rosse. L’attesa (snervante) che il cubicolo si liberi e mi trasporti più lento di una lumaca si fa variabile e va da qualche secondo a qualche minuto, nel frattempo odo gli augelli far festa? macché, le solite, nuora e suocera, di Radio Serva che si applicano spesso e volentieri in incomprensibili conciliaboli testa a testa, fatti in uno slang di forbite espressioni dialettali e sparute parole in italiano. Stamattina- come sempre mio malgrado – origliavo questa conversazione – ve la riporto tradotta: Allora il padre di Scamarcio ha dato una cena – apperò, mi sono detta, questa conosce pure Scamarcio! – durante la cena il fratello di Scamarcio, quello… come si chiama Alessandro Preziosi – il fratello di Scamarcio è Alessandro Preziosi? Ma quando mai! – dice a tutti che è gay… Commento della suocera, tra lo sbalordito e il morboso: Iovair?!? ( è vero?!? n.d.t. ) E la nuora, con ritmo incalzante: Soin ( sì ) dovevi vedere la faccia del padre! E’ arrivato finalmente l’ascensore. Ho abbandonato, con sollievo e senza remore, Scamarcio e l’allegra brigata di Mine vaganti alle lingue di quelle due mine svagate.

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12 thoughts on “Mine (s)vaganti

  1. Rocco R. 31 maggio 2013 / 20:37

    Shock di prima mattina. Scommetto la giornata non è più stata la stessa.

    • mizaar 31 maggio 2013 / 20:40

      difatti. è stata una mattinata negativa che è continuata in crescendo 😦

      • Rocco R. 31 maggio 2013 / 21:22

        E ci credo…. 😦

      • mizaar 3 giugno 2013 / 19:46

        il resoconto del resto mattina l’ho postato poco fa…

  2. Emilia Pezzotta 31 maggio 2013 / 21:56

    L’ho visto pure io ieri sera il film, piuttosto che vedermi Sgarbi e Santoro…mi sarei rivista Ben Hur per la 10ma volta. E’ vero sai quello che han detto sulla faccia del padre, ma anche dei fratelli, della zia…della nonna (grande). Insomma, un film che si potrebbe vedere anche senza audio, senza perdere una “battuta”, solo per le espressioni degli attori. Fantastici tutti.
    Ma tu…quanti piani di scale devi fare per obbligarti ad aspettare l’ascensore tutto quel tempo?

    • mizaar 3 giugno 2013 / 19:45

      ilaria occhini è una bravissima attrice di teatro che ha saputo esprimere benissimo l’essenza di una donna costretta dalle circostanze a sposare un fratello mentre amava quell’altro. il problema dell’attesa sarebbe vanificato se io abitassi al piano di sotto rispetto a quello delle due chiacchierone! non scendo a piedi dal mio quinto piano per evitare di vederle e salutarle chè loro sono al quarto! 😦

  3. Lilla ... 2 giugno 2013 / 00:50

    hai ascoltato un ‘audio-film’ in diretta con tanto di commenti … mica è da tutti! 😉

    • mizaar 3 giugno 2013 / 19:37

      e non è solo l’audio film a sollazzare quei minuti di attesa! e non si fanno scappare neppure una giornata 😦

  4. Sergio Baldin 3 giugno 2013 / 08:10

    Solitamente non me ne rendo conto, ma ora ci hai pensato tu a farmi comprendere quanto fortunato sono ad aver, di scale da fare al mattino, solo la rampa per scendere nel seminterrato a prendere l’auto.
    Ma, tutto sommato, credo quelli siano commenti abbastanza innocui, potrebbe venir fuori ben di peggio, magari a proposito, non della serata, ma della nottata, anche se, fra donne c’è molto più riserbo a parlare di certi argomenti!
    Ciao carissima Virginia, un abbraccio forte, buon inizio di settimana!

    • mizaar 3 giugno 2013 / 19:34

      e quella ti pare che racconta alla suocera i resoconti della notte? 😀 sei davvero fortunato ad avere una casa per conto tuo! buon inizio di settimana anche a te, caro sergio!

  5. paperi si nasce 16 giugno 2013 / 22:31

    Io avrei perso di proposito un altro paio di giri di ascensore… Lovair!

    • mizaar 17 giugno 2013 / 21:37

      intenzionato al trucido, eh? pensa che nemmeno la fine della scuola le ha fermate. ieri mattina erano puntualmente sul pianerottolo a parlare – che poi, dico io, ma entrate in casa benedette donne! e sono pure imparentate, pensa se fossero state delle estranee…

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