A ferro e fuoco

altan_violenza_bulli-510x580In qualsiasi situazione sociale, tendenzialmente, cerchiamo di ricreare il microcosmo al quale, per indole e pensiero, siamo estremamente attaccati. E’ così anche quando siamo nel chiuso di un salotto al cospetto di un gruppo sociale ristretto dove a prevalere è il pensiero comune – o se il pensiero di solo uno fosse divergente faremmo di tutto per contrastarlo. Ugualmente capita quando il gruppo è notevolmente più numeroso e, in quel momento, scatta l’estasi verbale dell’assembramento, quando tutte le voci gridano allo stesso modo e non esiste pensiero divergente se non nelle intenzioni – e magari neanche in quelle. Nel pomeriggio di ieri c’è stata un’assemblea dei genitori, a scuola, alla quale era stato invitato il sindaco. Niente che non vi abbia già detto: il tema di discussione era quello della sicurezza e della maleducazione di alcuni alunni. Nel corso degli ultimi mesi si sono infittiti i comportamenti problema dei soliti noti ai quali si sono aggiunti ” elementi ” di una vitalità esuberante che non hanno trovato di meglio che imitare i più grandi. Sicchè adesso, a scuola, sembra stare davvero in uno zoo, dove si urla, si corre, si batte contro muri e porte, si staziona nei bagni dove si estrinsecano comportamenti leciti e funzionali e magari anche ” illeciti “, ma su questi non ci giurerei; insomma una scuola a ferro e fuoco senza che si riesca a venirne a capo.  L’efficacia dei provvedimenti adottati dal dirigente scolastico hanno avuto come feedback quello che vi ho appena detto e dunque si è tenuta la riunione di ieri, cercata da diversi genitori e promossa dal capo – che tutto sembra, agli alunni, meno che uno con l’attitudine al comando. La cosa che mi ha fatto riflettere, e che mi sta dando la possibilità di scriverne, è stato l’atteggiamento comune di tutti i genitori intervenuti – tantissimi davvero – che hanno esposto il loro punto di vista a volte anche troppo vivacemente – i figli che abbiamo come alunni non sono venuti su dal caso, no? Pretendevano protestare e contemporaneamente chiedevano delle soluzioni dalle istituzioni – scuola, comune – senza che mai a nessuno fosse venuto in mente – in mancanza di meglio o per tamponare per qualche giorno – di auto proporsi per il controllo ” del territorio “, di presenziare a turno i corridoi e le parti comuni della scuola, aspettando che fosse la scuola – con i risicati mezzi a disposizione e con il risicatissimo capo – ad attivare soluzioni alla bisogna. Aspettiamo sempre che le cose, qualsiasi cosa, ci piova dall’alto, senza volerci sporcare le mani. Il sistema sociale e politico collettivo prevede che ci siano delle persone capaci di operare delle scelte e non demandare ad altri la propria vita. Se come persone, come genitori, non riusciamo ad impegnarci per piccole cose, in fondo, quando mai saremo pronti ad impegnarci nelle ” piccole ” cose della politica e della società?

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6 thoughts on “A ferro e fuoco

    • mizaar 20 maggio 2013 / 21:36

      ora non ne ho il tempo materiale, per vederlo, ma appena posso lo faccio. e ti faccio sapere! 🙂 grazie per il link

  1. Lilla ... 19 maggio 2013 / 00:02

    è facile parlare, addossare colpe e lavarsene le mani … sono capaci tutti!
    ps: ma i genitori dei turbolenti non c’erano???

    • mizaar 20 maggio 2013 / 21:35

      non c’erano, figurati! 😦

  2. Sergio Baldin 20 maggio 2013 / 10:13

    Denunciare, lamentare, ma anche proporre, però soluzioni che siano impegnative per altri, è un esercizio piuttosto comune, lo vediamo piuttosto clamorosamente pure in politica, ma non solo per i problemi di grande portata.
    Secondo me riunioni assembleari, in mancanza di idee chiare, di linee comportamentali, non solo da proporre, ma da indicare come impegni precisi da prendere, con destinatari precisi e non vaghi, credo siano destinate all’inconcludenza!
    tanto più se c’è chi, come primo responsabile, ha poco attitudine a svolgere quello che talvolta è il difficile compito del comandare, dell’imporsi senza diluire in ipotesi poco focalizzate, soprattutto senza ben precisi incaricati, possibili linee d’azione.
    Che altro dirti, il comune non verrà certo ad intervenire all’interno della scuola, sebbene in un ambito più generale debba assumersi la propria parte.
    Un abbraccione carissima Virginia, ciao!

    • mizaar 20 maggio 2013 / 21:24

      il comune in parte ha fatto la sua parte – scusa il bisticcio di parole – ma sono altri gli impegni, soprattutto quelli che ognuno di noi deve assumere con i propri figli in ambito famigliare. è sempre la solita storia, ahimè!

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