Genova

genova in luttoAvevo undici anni quell’estate, quando zio F. uscì di casa nel primo pomeriggio per andare al lavoro. Tornò verso sera, composto in una bara, tornò alla disperazione di una donna, la mia carissima zia A. madre sola, da allora, di sei figli. Ogni volta che sento di una tragedia sul lavoro penso a quel giorno lontano, ai pianti, all’incomprensibile destino di una persona che va a lavorare per vivere, ma muore perché è incappato, per massima disgrazia, in un accidente che lo priva della vita. Penso oggi ai sette lavoratori genovesi morti, penso alla disperazione delle donne, spose, e madri e dei figli. Il mio cuore è con loro.

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17 thoughts on “Genova

  1. Maggie May...be 8 maggio 2013 / 20:13

    Penso a Genova e al suo porto e alle emozioni che ho provato lì, così lontane da quelle che tu descrivi così bene. E mi viene un gran magone.

    • mizaar 8 maggio 2013 / 20:33

      a genova ci sono stata con ross che ci faceva da guida, in una splendida giornata di sole. un motivo in più, quelle morti di ieri, per ricordare una città splendida con malinconia…

      • paperi si nasce 12 maggio 2013 / 18:47

        Inutile dire che anche io ho pensato a quella giornata, e a quella splendida persona!

  2. cordialdo 8 maggio 2013 / 20:18

    Come non pensare ai tanti, troppi morti sul lavoro tra cui, appunto, i 7 di Genovq uno dei quali è morto perchè ha cambiato il turno con un suo collega ed amico che frequentava un corso di specializzazione serale ed oggi, intervistato, si disperava. .

    • mizaar 8 maggio 2013 / 20:31

      ce ne sono stati e ce ne saranno sempre troppi, di morti, se il senso della sicurezza non sarà nelle condizioni strettamente obbligatorie su qualsiasi cantiere, o in qualsiasi luogo di lavoro. credo davvero molto poco agli scherzi del destino…

      • cordialdo 8 maggio 2013 / 20:45

        No il destino non c’entra niente. Il problema resta quello di alcuni delinquenti che spesso allentano e violano le norme di sicurezza sul lavoro. Forse in questo caso di Genova altre saranno state le cause ma altrove, compreso nella tua regione, all’Ilva, il governo per fortuna uscito anche se il nuovo non è migliore, ha abolito di cause di morte per inquinamento perchè dove le mazzette corrono, i politici sono pronti a chiudere non un solo occhio ma tre. Il terzo sai già qual è!!! Quello decenza!!!

      • cordialdo 8 maggio 2013 / 20:45

        No il destino non c’entra niente. Il problema resta quello di alcuni delinquenti che spesso allentano e violano le norme di sicurezza sul lavoro. Forse in questo caso di Genova altre saranno state le cause ma altrove, compreso nella tua regione, all’Ilva, il governo per fortuna uscito anche se il nuovo non è migliore, ha abolito di cause di morte per inquinamento perchè dove le mazzette corrono, i politici sono pronti a chiudere non un solo occhio ma tre. Il terzo sai già qual è!!! Quello decenza!!!

  3. Diemme 8 maggio 2013 / 20:29

    Sono sconvolta, apprendo la notizia adesso da te.

    • mizaar 8 maggio 2013 / 20:35

      davvero non avevi sentito? una vicenda incredibile, davvero!

  4. in fondo al cuore 8 maggio 2013 / 20:36

    Sono incidenti inspiegabili……povera gente!

  5. fab 8 maggio 2013 / 21:10

    morire per il lavoro…assurdo nel 2013, eppure, questi drammi avvengono con cadenze giornaliere.
    e neanche la morte, dei lavoratori, conferisce lo stesso trattamento…se sei un muratore e cadi da un tetto, un operaio stritolato in una pressa, dopo la segnalazione, sparisci e la tua famiglia abbandonata…se appartieni ad un corpo dello Stato…onori e riguardi…anche se, per i congiunti, il dolore è sempre straziante, il non avere “problemi di natura materiale” dopo, aiuta..
    Stamattina ho pensato a Ross; il suo porto..quanto sarebbe stata basita!

  6. Sergio Baldin 8 maggio 2013 / 22:26

    Da come hai raccontato tu questa tragedia, di cui abbiamo sentito ampiamente stasera in tv, mi vien da pensare alla poesia del Pascoli…..tornava una rondine al tetto, l’uccisero, cadde tra spini ella aveva nel becco un insetto, la cena dei suoi rondinini.
    Mi ha sempre colpito per la sua profondità nel far pensare alla tragedia improvvisa ed al dramma di chi riceve la notizia!
    Perchè, in fin dei conti, chi muore sul lavoro, spesso lo fa anche per mantenere una famiglia, come nel caso del tuo povero zio e dei suoi numerosi figli!
    Un abbraccio carissima Virginia, buona notte… io sto seguendo la giornata di calcio.

  7. Lilla ... 9 maggio 2013 / 00:18

    IL DOLORE
    Il dolore è un postino grigio, silenzioso,
    col viso asciutto, gli occhi d’un azzurro chiaro,
    dalle sue spalle fragili pende
    la borsa, il vestito è scuro e consumato.
    Nel suo petto batte un orologio
    da pochi soldi; timidamente sguscia
    di strada in strada, si stringe
    ai muri delle case, sparisce in un portone.
    Poi bussa. Ed ha una lettera per te.
    (ATTILA JÒSZEF)

    stamattina, al Ruggito del Coniglio, hanno iniziato così … con questa poesia … con questa poesia, chiudo la mia giornata … dedicando a quel dolore il mio ultimo pensiero prima di andare a dormire … 😦

  8. paperi si nasce 12 maggio 2013 / 18:51

    Oltre a essere la vicenda che accomuna persone che non avevano altra colpa che quella di stare a fare il loro lavoro, e che peraltro non sono neanche state vittima di negligenza o imperizia nello svolgere la loro funzione, è una cosa dalle caratteristiche veramente difficili da accettare.
    Non si può mai parlare di destino e fatalità, ci saranno sicuramente comportamenti e regole che, applicati correttamente, avrebbero impedito il verificarsi di una simile tragedia, ma è in ogni caso una concatenazione di eventi e di casualità che ha dell’incredibile!

  9. unpodimondo 14 maggio 2013 / 09:51

    C’era una volta una rivista (“E-il mensile”) che dedicava in ogni numero due pagine per ricordare i morti sul lavoro nel mese precedente e altre due pagine analoghe per ricordare le donne vittime di femminicidio. Spesso erano tristemente piene e scritte a caratteri più piccoli delle altre pagine…
    Purtroppo l’anno scorso la rivista è stata chiusa… era il mensile di Emergency…

    • mizaar 18 maggio 2013 / 19:36

      la conosco bene, non so in che modo ne arrivava una copia anche a scuola. ho dato il mio 5×1000 ad emergency, speriamo riescano a ristampare la rivista!

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