Ei fu, siccome immobile…

napoleon-readingFossi stata a scuola, stamattina, magari compresente con Italiano, avrei cominciato a declamarla – e saremmo stati in due. E ogni volta, sempre più col passare degli anni, i pulzelli strabiliano nel sentire un’ode dedicata a Napoleone Buonaparte, recitata a memoria. Il cinque maggio? Un’ode? Napoleone? L’ultima generazione, la nostra, che ha imparato a memoria poesie, odi e canzoni. Ci vuole abilità anche in questo, oltre che per tutto quello che non siamo capaci di mostrare in termini politici e sociali. Noi fummo e adesso siccome immobili in una staticità che fa impressione. E tanto per andare di citazione in citazione

Oh, where have you been,
my blue-eyed son?
Oh, where have you been,
my darling young one?

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13 thoughts on “Ei fu, siccome immobile…

  1. liù 5 maggio 2013 / 10:09

    Il 5 maggio fu la poesia che secoli addietro portai agli esami di terza media,tutta a memoria con in più la prosa scritta!
    Hai ragione sai ? L’Italia tutta è immobilizzata come se stessimo aspettando chissà che!
    Buona domenica
    liù

  2. dal chianti 5 maggio 2013 / 21:38

    ei fu, siccome immobile, dato il mortal sospiro … pijia ‘na bicicletta e fatte ‘ n altro giro

    • mizaar 6 maggio 2013 / 19:09

      conoscevo un’altra versione della stessa: ei fu, siccome immobile, salì sull’automobile, scese dall’altra parte, quel fesso di buonaparte! 😀 benvenuto!

  3. lois 5 maggio 2013 / 21:56

    Questa splendida poesia è tra il meglio che mi resta nei ricordi delle scuole medie! Era di una sonorità speciale e racchiudeva tutto un capitolo di storia che per quanto condivisibile ha mosso le sorti d’Europa, quella moderna al passaggio tra le guerre e le rivoluzioni di modernità!

    • mizaar 6 maggio 2013 / 19:11

      caro lois, per nostra fortuna e nonostante i rimbotti di allora, abbiamo la fortuna di amare la poesia grazie proprio al fatto di aver imparato ad impararle e di averle recitate a memoria. e non è poco!

      • lois 6 maggio 2013 / 21:07

        Quanta ragione!! All’epoca ci sembrava una tortura inutile, ma vedendo i tempi dI oggi e le scuole, ringrazio molto quella mia insegnante che oggi benedico! Bei tempi…

      • mizaar 7 maggio 2013 / 13:54

        bei tempi forse perchè eravamo giovani? 😉

  4. Sergio Baldin 6 maggio 2013 / 08:40

    Pure io la ricordo molto bene, come tante altre: per questo la memoria ancora non perde colpi, come invece avviene per tante cose dell’ordinario!
    Ma i giovani, con la memoria fresca e ricettiva, credo che oggi preferiscano imparare a memoria le canzoni dei loro divi preferiti, più che le poesie che riterranno anacronistiche.
    Forse cercare di far come in altri tempi, per tanti insegnanti sarà sempre più apparsa una causa persa, sulla quale non valeva la pena di insistere!
    Un bacione a te, amica carissima ed un buffetto al patatoso!

    • mizaar 6 maggio 2013 / 19:13

      grazie per il buffetto al patatoso, provvederò domani! anch’io imparavo i testi delle canzoni, oltre che le poesie. in fondo le canzoni sono anche poesia popolare. baci baci anche a te!

  5. erika 31 maggio 2013 / 14:34

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perche’ il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

    • mizaar 31 maggio 2013 / 19:16

      ti ringrazio erica, sei molto gentile. benvenuta!

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