Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…

vignetta-politici-italiani1Ho letto in questi due ultimi giorni più che i giornali quello che è stato scritto sui blog che frequento, sulle pagine di quelli che in gergo vengono definiti la ” base ” elettorale. Lo scontento, lo sgomento in alcuni casi, sono davvero evidenti per quello che è successo, per la rielezione di nonno Giorgio e per la terribile figura da inetti fatta da quelli che abbiamo prontamente eletti circa cinquanta giorni fa – solo cinquanta e non un quinquennio!  Non sono, i politici, vista la freschezza della nomina né esasperati, né stanchi, né esauriti – almeno non dovrebbero esserlo. Invece… e penso alle volte che, turandomi il naso, mi sono costretta ad andare alle urne, tutte le volte con una buona scusa a mio uso esclusivo: la volta che bisognava votare, assolutamente, per non permettere a Berlusconi di andare al potere, l’altra volta perché, per una volta tanto, c’era la possibilità di far eleggere un candidato ” gradito “, l’altra volta ancora, ma praticamente sempre, perché votare era ed è un mio diritto, accidenti! Cosa ho ricavato, da tanto? Cosa abbiamo ricavato tutti? La inutile e invereconda esibizione di un mostro a mille teste, ragionanti ( ?!? ) senza il minimo pensiero a quelli – a noi – che cinquanta giorni fa li abbiamo votati, la contraddizione evidente di parole, pensieri e opere in una ricorsa senza freni, che ci ha sfiniti e avviliti. Nella successione dei fatti e ad ogni nome proposto cresceva in me lo stupore e l’incomprensione, per arrivare alla fine ad assistere al disfacimento di ogni logica, di ogni buon senso. Con tutta l’amarezza penso al governo che il nostro vetusto presidente sarà (?) in grado di imbastire e penso alle prossime elezioni. Sarò pronta nuovamente per andare a manifestare un mio diritto? Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi che ti voti, caro politico, la prossima volta devi esibirti in effetti speciali, ché con le vecchie e stantìe promesse elettorali non riesci ad imbrogliare più nemmeno te stesso.

Per approfondire:

Il maggiordomo ha i baffi 

La fine della speranza

Un parlamento sadomasochista

Giorgio Napolitano rieletto al Colle – Inusuale bis non previsto dalla Costituzione

Ma ancora non s’è capito che vogliamo cambiare? 

Work in progress

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4 thoughts on “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…

  1. arielisolabella 22 aprile 2013 / 21:51

    Già’ come non condividere il tuo pensiero cara…sempre più’ basita..un abbraccio.

  2. Sergio Baldin 23 aprile 2013 / 08:04

    Credo che un po’ tutti abbiamo la nostra dose di motivi per dirci delusi, i miei risalivano fin dalla constatazione dei risultati elettorali, mentre adesso vedo solo un’evoluzione, per certi aspetti inevitabile, di quanto già allora emerso come realtà!
    Che ognuno si presenti agli elettori con buoni propositi, credo sia normale, ma che poi il tradurli possa diventare strada percorribile, questo dipende dall’esito complessivo, che in questo caso è stato complicato, direi pure controverso, comunque sempre da interpretare da coloro che si sono trovati delegati a ciò dall’esito elettorale!
    E’ una delle regole della democrazia rappresentativa cara Virginia, se l’ha capito, l’ha fatto un po’ in ritardo anche in buon Bersani, o vi è stato richiamato a ciò da Napolitano, per il quale io esprimo ancora una volta tutta la mia stima e gratitudine!
    Un abbraccio cara amica mia, e buona giornata!

  3. duhangst 23 aprile 2013 / 09:51

    Sono deluso e anche incavolato nero, sono stanco di essere preso in giro perchè di sinistra con i grillini che ti dicono: “Te lo avevo detto”, sono stanco di vedere una classe dirigente supponente che pensa di capire tutto lei! Che amarezza… Ma sicuramente non smetterò di andare a votare, anche se ad ogni elezione, il travaglio e l’angoscia aumentano esponenzialmente, perchè non si sa a chi dare sto benedetto voto! Io vorrei una sinistra che sia tale, anche se non governa per me va bene lo stesso, ma che assolutamente non mi faccia vergognare! Non mi sembra di chiedere troppo!

  4. Emilia Pezzotta 23 aprile 2013 / 14:56

    Condivido quasi completamente le tue parole e son felice che tu le abbia scritte anche per me. Sono proprio come mi descrivi; stanca e avvilita anche solo per poter scrivere lo sconcerto che mi prende ogni volta che qualcuno di questi signori…vecchi o giovani della politica…apre bocca e emette dei suoni.
    L’unica parte in cui non mi trovo d’accordo è l’ultima. Sento già, anche se è ancora lontano il giorno (forse non troppo) che non sarà necessario convincermi con “effetti speciali”, sono una cittadina ligia alle regole, sono un italiana che non ha perso ancora il vizio di sognare un società evoluta e civile, sono un’elettrice rispettosa di chi mi ha “consegnato” il diritto di votare. Ho già il certificato elettorale a portata di mano e sono pronta a riprovarci di nuovo

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