Tanto peggio tanto meglio? aggiornamento

scuola-di-eriFabio Lorenzini, autore dell’illuminante  settimo punto sulla riforma della scuola secondo il M5s, ha voluto commentare il mio precedente post dallo stesso titolo. Per ” comodità ” di accesso riscrivo qui il suo commento e la mia risposta.

Dice il Lorenzini: ” Io certo volte rimango sbigottito dall’ignoranza di chi legge. Il forum del M5S è un contenitore dove i cittadini propongono delle proposte che poi vengono commentate e votate dagli stessi iscritti. Di fatto tutte le proposte scritte soprattutto quelle nazionali non verrano prese in considerazione, perchè il forum è stato creato per le proposte locali, cioè dei comuni. Comunque la frase che ha indignato parecchie persone “la scuola produce più disabili che ricercatori” è stata scritta come indignazione del fatto che il 4% della popoalzione scolastica è stata valutata come disabile, visto che non c’era una legge e anche perchè bisognava giustificare le tante assunzioni come docenti di sostegno di bambini con medie difficoltà, cioè i DSA. Questi bambini non sono disabili anzi potrebbero essere molto creativi se la scuola fosse veramente una scuola, invece vengono emarginati e il risultato di questo trattamento si evince alle superiori che approdono senza competenze e parecchi se non hanno una buona famiglia lasciano al primo anno. Quindi tutta questa polemica creata su una proposta è tempo perso, penso che una domanda che ci dobbiamo fare come recuperare tutti questi ragazzi etichettati come disabili. SVEGLIATEVI

Avrei voluto replicare ho notato con sgomento che il mio commento è stato soppresso dal moderatore. La differenza il Mov lo fa su questo non censura nessuno. Comunque vi capisco parlare da soli aiuta. Un saluto Fabio Lorenzini “

Il mio commento:  ” Mi dispiace caro Lorenzini che tu abbia trovato un ” intoppo ” nella moderazione, ma di norma in questo blog non si censura nessuno. Il ” sistema ” molto semplicemente non ti ha riconosciuto poiché è la prima volta che visiti e commenti queste pagine. Detto questo, se tu avessi avuto meno premura di commentare e andartene nel tuo forum, avresti capito che sono realmente indignata della facilità con cui hai scritto terribili falsità sui disabili, sui d.s.a. e sugli insegnanti di sostegno. Evidentemente sei malissimo informato e da insegnante di sostegno da più di venticinque anni mi viene d’obbligo chiarire alcuni punti che ritengo fondamentali. La legge 104 che viene applicata in Italia per tutelare le persone con disabilità, ha criteri realmente severi e posso garantirti che è veramente così – specie se si tratta di minori e del loro inserimento scolastico. Nessuna commissione ammette al sostegno persone che non ne abbiano, purtroppo, la necessità. Il mio alunno attuale è una persona con sindrome di Down e dall’età mentale di otto anni – in realtà ne ha tredici. Se non avesse ” intorno ” oltre che i docenti curricolari, una insegnante di sostegno che media il suo rapporto con gli altri ragazzi, che lo ” aiuta ” nelle spiegazioni, che lo accompagna nelle scelte scolastiche, e permettimi l’immodestia, con la professionalità, la competenza e tutto l’amore di cui è capace, avresti un ragazzo emarginato e privo di interesse verso la scuola. Negli anni precedenti ho avuto l’onore di insegnare ad un ragazzo autistico e non credo proprio non avesse bisogno del mio e del nostro sostegno. Non mi dilungo chè in venticinque anni di ragazzi ce ne sono stati. La scuola NON produce disabili, fa in modo di integrarli in un micro sistema sociale come premessa per quello che sarà un sistema più allargato. La scuola NON CERTIFICA disabili e tantomeno persone con disturbi specifici dell’apprendimento. Sono gli psicologi presso i quali i genitori portano i loro figli con evidenti difficoltà scolastiche a certificarli. E per la cronaca i d.s.a. non sono considerati disabili – e quindi non fruiscono del sostegno – secondo la legge 210 dell’8/10/2010. Cito dalla premessa ” Per la peculiarità dei Disturbi Specifici di Apprendimento, la Legge apre, in via generale, un ulteriore canale di tutela del diritto allo studio, rivolto specificamente agli alunni con DSA, diverso da quello previsto dalla legge 104/1992. Infatti, il tipo di intervento per l’esercizio del diritto allo studio previsto dalla Legge si focalizza sulla didattica individualizzata e personalizzata, sugli strumenti compensativi, sulle misure dispensative e su adeguate forme di verifica e valutazione” la normativa prevede il coinvolgimento dei consigli di classe nella loro globalità e non gli insegnanti di sostegno. Come vedi la legge, le leggi, ci sono eccome e nessuno viene assunto in maniera arbitraria come sostieni tu, senza che tu abbia una corretta informazione a proposito. Anzi, se questo può servire a chiarirti le idee, quando i provveditorati a settembre, stabiliscono il monte ore necessario per il sostegno, tendono sempre al ” ribasso “. Per questa ragione ogni anno facciamo la guerra dei poveri, si tolgono le ore ai ragazzi più gravi per dare la possibilità a quelli lievi di fruire di una manciata di ore alla settimana – quattro ore e mezza, una enormità sicuramente, per i tuoi interlocutori. Ti posso garantire che nessun ragazzo viene emarginato nella mia scuola, anche quelli più refrattari alla studio trovano la loro ragione di essere e siamo una scuola di ” frontiera”. Quello che si evince alle scuole superiori è frutto dello scollamento che cattive riforme scolastiche hanno creato tra un ordine di scuola e l’altro. Per tutto quello che ci piove addosso ogni anno, siamo ancora capaci di una buona resistenza. E per cortesia, non preoccupatevi di recuperare disabili, nessuno etichetta nessuno impropriamente. Mi dispiace dirlo, ma INFORMATEVI meglio la prossima volta.

ULTERIORE AGGIORNAMENTO – del 7 c.m. : dice ancora Lorenzini:

Sono convinto della sua buona fede e di tanti docenti che vivono sulla loro pelle le disabilità gravi. In un articolo attinente ai dati del MIUR, sull’andamento scolastico dell’anno 2011, del quotidiano Corriere della Sera, Lorenzo Salvia scriveva così di questo problema: “Il numero dei disabili è in costante aumento quest’anno sono arrivati quasi a 200 mila, un vero e proprio boom se si pensa che 10 anni fa erano quasi la metà”. Che cosa è successo? La legge 170 sicuramente ha messo un freno alle certificazioni e dato delle nuove regole. Però da un commento di un docente di sostegno emerge qualcosa che ci ha lasciato senza parole. Lo riporto per intero con il copia-incolla: Geru2012 Riccardo • un mese fa

Scusami, ma purtroppo io so molto bene ciò di cui parlo, e ti consiglio di rileggere il mio intervento per capirlo meglio. Infatti noterai che non è questo il problema.. ti aggiorno che durante il suddetto governo è vero che hanno fatto dei tagli ma è anche vero che (informati !) hanno aumentato il numero di assunti in sostegno aumentato…che vuol dire 60 persone alle medie e zero nelle altre classi di concorso obbligando e lo sottolineo chi aveva preso il titolo di sostegno, anche solo per capirci di più e per poter aiutare in classe questi ragazzi la cui integrazione è lì che si gioca e non fuori emarginandoli ,ad accettare il sostegno mentre negli anni precedenti si poteva scegliere!!!! Non so se tu sei informato
ed in quale campo lavori io so bene quello che dico ….è la realtà che vivo tutti i giorni e che ho visto in molte scuole. Intanto l’alunno grave non ha subito tagli perchè le 20 ore ed anche più le ha sempre figurati se lasciano da solo uno grave il preside in questo ha autonomia e può formare la cattedra di sostegno come vuole e può mettere su un alunno anche più di un insegnante di sostegno come spesso succede.. non ho mai visto un grave negli ultimi anni non coperto almento per i tre quarti delle ore…. Mentre non era nemmeno giusto quello che succedeva prima e cioè che un ragazzo con medie difficoltà avesse un insegnante per tante ore perchè ti ripeto non è tanto la copertura ma che questi vengano integrati in classe perchè a scuola non ha senso fare le lezioni private perchè l’apprendimento avviene in gruppo con gli altri..
Poi devi anche sapere che dietro questa storia del sostegno ovvero delle certificazioni ai ragazzi sono certa che c’è del marcio che in futuro verrà fuori infatti non si spiega perchè in alcune regioni ci sia una sì grande facilità a certificare, allora l’iter è lungo e non è questa la sede per spiegartelo parte dalla scuola, passa per la famiglia (che spesso cede stremata dalla scuola) ed approda ai servizi di neuropsicologia che ti trovano sempre qualcosa… La questione è molto dibattuta anche all’interno tra specialisti stessi io vado a vari congressi e ricordo una volta una famosa neuropsichiatra italiana (una che scrive una marea di libri) incolpava gli insegnanti di trovare tutti alunni con difficoltà però certo chi certifica alla fine sono loro.
Non è un argomento semplice e non c’è una risposta univoca fatto stà che la cosa innesca una serie di situazioni come l’esigenza dell’insegnante di sostegno poi dietro si nasconde anche la carenza socio-familiare insomma servirebbe più un assistente sociale in tanti casi perchè sono ragazzi trascurati fino alla follia ma anche lì i servizi sociali sono carenti di personale e fanno quello che possono poi c’è la legge le lungaggini dell’italia , la chiesa, il volemose bene il fatto che tante situazioni sul territorio vengono un pò ignorate perchè l’insegnante è del luogo la paura della controdenuncia insomma siamo italiani e così invece di prevenire preferiamo curare anche dove non servirebbe….
Sono minori è un campo complesso ma ti assicuro che ci sono molte contraddizioni da un lato si cerca di aiutare, tutelare con la legge 104 con il sostegno e dall’altro spesso si scarica tutto sull’insegnante di sostegno ed allora viene meno il senso di assumere una persona così ci vogliono le P…e ed a volte non bastano neppure perchè tu non puoi imporre agli altri di lavorare o di collaborare sei un loro pari anzi se li osteggi si ritorcono sul ragazzo al quale comunque tu ti affezioni e loro no… poi dipende dalla persona come in tutte le situazioni.
Per i sindacati non rimangio quello che ho detto un conto è la teoria ed un conto è la pratica e ti assicuro che in alcune regioni sono avvenute cose gravi sotto i loro occhi e con il loro consenso ma forse io e te la vediamo diversamente io ad esempio ritengo grave che uno mi venga ad imporre con la prepotenza quello che io devo fare nella mia vita ricattandomi con il fatto che devo lavorare forse per te non è grave per me si .. ti saluto

Il Lorenzini è’ convinto della mia buona fede?!? Ma è sicuro di aver capito che sono una insegnante di sostegno? E il suo istruito e frequentatore di convegni è sicuro di essere un insegnante e non un analfabeta? Il commento è un insieme di luoghi comuni, di profonda ignoranza e di approssimazione. Se tutti gli insegnanti di sostegno fossero come lui altro che i 200 mila sbandierati da Lorenzo Salvia! Poveri ragazzi disabili, povera scuola! 

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17 thoughts on “Tanto peggio tanto meglio? aggiornamento

  1. Harielle 6 aprile 2013 / 20:48

    Ho letto anche io questo articolo che citi e sono rimasta sbigottita. Da insegnante delle superiori noto quanto siano in realtà sempre più penalizzati i ragazzi con disabilità, ai quali si riduce l’aiuto di cui hanno in realtà bisogno a tempo pieno. E tu, come docente specializzata in sostegno, lo sai ancor più di me. Vizio italiano quello di pontificare su realtà di cui non si ha reale cognizione, confondendo cause con effetti. Triste vedere come chi si considera come portatore del “nuovo” sia invece latore di idee preconcette, e pure vecchie come il cucco…

    • mizaar 6 aprile 2013 / 21:00

      è molto ” carina ” l’affermazione “Io certo volte rimango sbigottito dall’ignoranza di chi legge “. pensa a come siamo rimasti noi!

  2. cordialdo 6 aprile 2013 / 22:08

    A parte il linguaggio grammaticalmente e sintatticamente approssimativo usato dal tuo interlocutore che, a suo tempo, forse avrebbe avuto bisogno di sostegno sin dalle elementari, forse allora per tipi come lui c’erano ancora le classi differenziali, credo che sia una pura perdita di tempo dialogare con simili “ESPERTI” non solo quando si tratti di scuola ma di qualsiasi altro argomento. Non sopporto codesti tronfi megafoni del “pensiero unico di Grillo e del suo ‘guru’ che altro non sono che dei ventriloqui che ripetono pappagallescamente ciò che il loro “pastore” ordina al centinaio di “PECORE” che ha portato in parlamento (minuscolo volutamente perchè dequalificato con la loro presenza). Per non parlarfe dei capigruppo alla Camera, una che considera niente male il fascismo, ed al Senato uno che, pur essendo ospite in sede istituzionale, si permette la cafonata siculo-lombarda di vantarsi di aver tenuto sveglio il Presidente della Repubblica.
    Questi sono peggio dei leghisti della prima ora ed uguali per ignoranza anche se laureati non si sa come!
    Francamente con tali nazifascisti, nessun rapporto nemmeno di vicinato. Riescono ad essere degli autentici SFASCISTI, così come li ho definiti già.

    • mizaar 7 aprile 2013 / 21:09

      ti prego di leggere l’ulteriore aggiornamento, caro osvaldo, è veramente un delirio di ignoranza!

      • cordialdo 7 aprile 2013 / 21:53

        Il commento lo hai fatto già tu ed io sono perfettamente d’accordo con te sia su Lorenzini e sia sul frequentatore/trice di convegni colloquiante con neuropsichiatri, spero infantili.
        Ciao, buona serata e, soprattutto, buon lavoro.

      • mizaar 8 aprile 2013 / 21:40

        grazie osvaldo, ho ” dovuto ” ri/commentare con dovizia di particolari! ti abbraccio

  3. arielisolabella 8 aprile 2013 / 11:35

    Lascia sempre molto perplessi questo distacco tra quotidianità’ e teoria.non ho gli strumenti e l esperienza per dibattere ma rimango perplessa anch io.

    • mizaar 8 aprile 2013 / 21:36

      ho cercato in qualche modo di chiarire le idee anche al lorenzini!

  4. Sergio Baldin 8 aprile 2013 / 12:24

    Non ho alcuna competenza per commentare nel merito, l’argomento sul quale si è focalizzato il dibattito, mi fido ampiamente della tua esperienza e della serietà che hai sempre dimostrato, per non parlare di quello che son certo ci metti di tuo, che traspare con molta evidenza in tutto quello che spesso condividi con noi.
    Mi pare che il Lorenzini dicesse anche altro, secondo me folle, che non può certo essere giustificato da equivoci sull’ambito o dal fatto che ci sia chi vota simili proposte.
    E’ avvilente veder ridurre certe problematiche ad uno show, dove spesso chi meno sa, più si permette di fare il saccente!
    Ciao cara amica mia, spero tu non ti scoraggi per queste cose, hai comunque tutto il mio affettuoso sostegno, che meriti interamente!

    • mizaar 8 aprile 2013 / 21:35

      se hai un po’ di tempo, caro sergio, e vuoi saperne di più sulla questione, dal punto di vista didattico leggi ciò che ho scritto al lorenzini nei commenti. grazie per l’affetto che mi mostri costantemente! 😀

  5. fabio 8 aprile 2013 / 17:34

    Salve a tutti. Vorrei scusarmi con tutte le persone che stanno partecipando a questo dibattito per il mio modo disdicevole di intervenire e in particolare con Mizaar, che inizialmente ho contestato perchè pensavo che non avesse accettato il mio commento. Penso che sia importante parlare di problemi inerenti alla scuola, noi genitori la vivamo in modo personale e giudichiamo la scuola a secondo dei risultati dei nostri figli, mentre è un passaggio determinante per il loro futuro in quanto i ragazzi fanno un percorso insieme e se ci fosse la partecipazione di tutti i soggeti della scuola potrebbe portare a risultati eccezionali. La tematica che stiamo affrontando in questo dibattito è molto delicata, la disabilità. Io sono un genitore che per problemi di terzi mi ritrovo a scrivere e a parlare di scuola e infatti le mie competenze sono molto limitate e cerco di approfondire questi argomenti come autodidatta informandomi e leggendo, quindi come avete ben capito i miei commenti sono criticabili. Però penso che sia giusto che un genitore s’informi e il problema dei DSA mi ha lasciato molto perplesso per come è stato gestito dalla scuola. Avevo riportato un articolo di un quotidiano il quale commentava l’aumento della disabilità nelle scuole così: “i disabili sono in costante aumento, quest’anno sono arrivati quasi a 200 mila, un vero e proprio boom se si pensa che 10 anni fa erano la metà”. Ora lasciamo perdere l’articolo, lasciamo perdere il commento del docente di sostegno (discutibile), lei Mizaar ha 25 anni di esperienza quindi della scuola sa tutto e può sicuramente rispondere alle mie domande, ma questi 100 mila bambini segnalati dalla scuola e poi certificati dalle ASL dopo il 2003 che disabilità hanno? Perchè lei mi ha citato la legge 170 del 2010, quindi stiamo parlando di un altro periodo. Poi vorrei avere una risposta se lei si è fatta un’idea del perchè tanti bambini hanno problemi di apprendimento. Un saluto Fabio Lorenzini

    • mizaar 8 aprile 2013 / 21:30

      il problema di persone come voi, caro lorenzini, è quello della discutibilità del metodo che state usando per divulgare il ” pensiero unico ” che avete accettato senza nessuna discussione. scrivere un post, come hai fatto tu all’inizio, significa ingenerare nelle persone che leggono una serie di false convinzioni che non fanno bene a nessuno di noi. viviamo in un clima di forti contrasti sociali per tutta quella serie di ragioni che non staremo qui a discutere, visto che non è di questo che vogliamo parlare. scrivere in maniera indiscriminata di cose di cui non si conosce bene la sostanza non fa che inasprire i toni. questo non è un rimprovero, ma una ” constatazione amichevole ” dei fatti. se non conosco non ne parlo, è la mia regola e immagino dovrebbe essere quella di persone dotate di buon senso. per quello che concerne le persone disabili il loro inserimento nella scuola pubblica è frutto di un percorso graduale che è iniziato con la promulgazione della legge 517 del 1977, la prima che assicurava il loro diritto ad un insegnamento individualizzato all’interno di una classe comune. prima i nostri ragazzi erano relegati nelle scuole speciali – e ti lascio immaginare cosa poteva essere – oppure, nei casi più gravi, rimanevano a casa. nel 1994 la legge quadro 104 – che già ti ho citato – rende ” visibili ” tutti i disabili, anche gli adulti, e li tutela sotto ogni punto di vista. tieni presente che questa legge è in europa una tra le migliori – in austria, tanto per farti un esempio, esistono ancora le classi speciali. per essere certificato disabile dal punto di vista psichico un ragazzo, dopo essere stato sottoposto a prove oggettive e dopo che gli sono stati somministrati test di vario genere, non deve superare un quoziente intellettivo superiore a 70 – oltre i 70 è considerato borderline dunque non può fruire del sostegno. a questo si associano quasi sempre altre problematiche di tipo psicologico, immaturità affettiva, tratti psicotici a volte, autismo e altro che non starò qui a dirti. a questo spesso si aggiungono problemi di tipo fisico – tetraplegia, difficoltà nella deambulazione, cecità, sordità, sindrome di down… sono questi, dunque, i ragazzi che noi seguiamo a scuola, per i quali ci adoperiamo ogni giorno affinché abbiano la migliore scuola e integrazione possibili. ci sono ragazzi, a volte, che non possono frequentare la scuola perchè pluriminorati anche a loro è garantito il sostegno. secondo te non dovrebbero averlo? il boom di cui parla il giornalista va esaminato con attenzione. a cosa si riferisce di preciso? ai disabili che ho testé descritto solamente, e di quale ordine di scuola, poi? bisogna vedere se nel calderone non abbia aggiunto anche i d.s.a che, come ho già detto, non sono disabili ma persone con disturbi specifici dell’apprendimento, per i quali sono previste altre strategie e nessun sostegno. perché sono ” aumentati ” è una domanda che non trova risposte se non nel chiarimento del principio dal quale il giornalista è partito. non credere che prima non ci fossero i disabili e che non ci fossero i dislessici, c’erano e ci saranno, ma se per i primi c’è stato il sostegno a risolvere alcune situazioni, per i secondi di fronte alle loro difficoltà, ci siamo rimboccati le maniche, come docenti in genere, per dare la possibilità anche a loro di affrontare le difficoltà scolastiche con i mezzi che avevamo a disposizione. con la legge che ti ho citato l’altra volta si dà la possibilità anche ai d.s.a. di non subire ansie di nessun genere quando sono a scuola. con questa legge devono o possono usare il computer a scuola per svolgere i compiti, usano le calcolatrici, hanno tempi più lunghi per svolgere le prove scritte, non sostengono esami scritti nelle lingue straniere. è una legge che sta aiutando i ragazzi e i loro genitori. una ulteriore direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 definisce come persone con Bisogni Educativi Speciali oltre che le persone disabili psicofisiche e sensoriali, i d.s.a., gli svantaggiati socioeconomici e culturali e le persone che non conoscono ancora la lingua italiana. nella direttiva vengono stabiliti i principi e i criteri di attuazione per fare in modo che tutti abbiano uguali possibilità scolastiche e sociali- poiché anche gli enti locali, le associazioni e le famiglie sono coinvolte nel progetto educativo. la scuola deve promuovere gruppi di lavoro allargati nei quali tutti i soggetti concorrono alla progettualità e alla realizzazione di progetti di vita individualizzati. la nostra/mia scuola ha adottato da anni una politica di coinvolgimento delle parti soprattutto per i ragazzi disabili per i quali non si programma la sola didattica, ma si considera l’alunno come una persona e dunque per lui viene stilato un documento che lo accompagnerà nel corso della sua vita scolastica, un vero progetto di vita, soggetto a variazioni e verifiche costanti. in ultimo rispondo alla tua domanda, sul perché ci sono tanti problemi di apprendimento. in parte ho risposto l’altra volta dicendoti dello scollamento tra un ordine di scuola e l’altro, a causa delle riforme che si sono succedute senza che ci si rendesse realmente conto delle situazioni specifiche. è difficile dire: è questo. in generale si tratta di una cattiva gestione politica della scuola, relegata da sempre a ruolo di secondo piano quando si tratta di finanziamenti – la cultura in italia, si sa, è un elemento superfluo. se solo ci fosse, ad esempio, la possibilità di fare una scuola a tempo pieno dappertutto è probabile che non avremmo così tanti ragazzi in difficoltà. nessuno crede più nella scuola come strumento di promozione sociale – per tutte le ragioni che sappiamo – meno che mai nella scuola dell’obbligo. molti genitori sono convinti che comunque vada, un titolo di studio i loro figli debbano prenderlo in qualche modo – senza considerare, poi, i notevoli sforzi che facciamo per educare questi ragazzi che sembrano non avere nessun tipo di regole e di remore. se gli adulti non hanno rispetto delle istituzioni, come possono averlo i ragazzi? questo per quello che concerne il discorso politico. per quello che è la didattica, i programmi ministeriali si sono spinti verso un aggiornamento dei saperi che sono ormai una moltitudine e che spesso contrastano con abilità fondamentali quali il saper leggere e il saper scrivere, ad esempio, che vengono giudicate assimilate già alla scuola media, ma che in realtà stentano a trovare una loro ragione d’essere anche tra gli adulti – e quel sedicente mio collega, il cui commento ho riportato nel post per solo amor di cronaca, mi sembra una esempio ” interessante “. potrei scriverne mille altre di cause, senza che se ne possa venirne a capo in tempi brevi. va radicalmente cambiato il pensiero di tante persone, con questo convengo con te, ma per piacere senza nessuna citazione storica da new deal, senza formazioni coatte di cittadini a cinque stelle. questo parlare non fa bene a voi e non fa bene a nessuno. ti saluto e spero di esserti stata di aiuto.

    • mizaar 8 aprile 2013 / 21:33

      in ultimo, e poi non dico più nulla, se ti interessa sotto il tag ” scuola e dintorni ” puoi leggere qualche cronaca scolastica di una ordinaria insegnate di sostegno! 🙂

  6. fabio 9 aprile 2013 / 15:22

    Grazie Mizaar la sua analisi è completa e convincente e mi dispiace di essere stato frainteso sulla legittimità del sostegno per i bambini disabili. Però la vita di ognuno di noi è fatta anche di esperienze personali e tutto quel programma sull’integrazione a scuola dei bambini DSA non lo ho riscontrato, anche perchè è una tematica nuova e forse non tutti sono preparati a affrontarla (docenti- genitori). Nel mio percorso all’interno della scuola ho offerto diverse proposte, che potevano tranquillamente rientrare nel POF, per l’integrazione ma puntualmente venivano rifiutate. La mia impressione che la didattica sopprima la formazione. Io comunque un’idea la ho sul perchè dei tanti casi di DSA e un pò si avvicina alla sua. La pedagogia storica per 2500 anni, tramite i scritti di famosi filosofi aveva lasciato dei criteri per l’ingresso dei bambini a scuola, cioè 6-7 anni e carichi didattici leggeri (lingua originale e far di conto). Nel 1985 in Italia succede qualcosa di anomalo, cioè nascite 0 quindi il governo Craxi aveva pensato a un taglio di docenti per proporzionarlo alla richiesta. Ci fu una diatriba politco-sindacale che portò a un compromesso cioè tre docenti ogni due classi e l’aumento dei carichi didattici con l’inserimento di storia, geo e scienze (primo ciclo di primaria). Quel periodo ci fu il primo strappo ai criteri della pedagogia storica e la strappo finale ci fu con la riforma Moratti che abbassò l’ingresso a 5 anni e 4 mesi e l’inserimento dell’informatica e l’inglese portando le materie didattiche a 10. Infatti le segnalazioni da parte della scuola per problemi di apprendimento cominciano a crescere dopo il 2003. Scusa forse la sto annoiando e sicuramente sono fatti che conosce. Comunque grazie dello spazio e piacere di averla conisciuta. Un saluto Fabio Lorenzini

  7. duhangst 11 aprile 2013 / 10:11

    Non ho gli strumenti per valutare quanto è stato scritto, ma anche se non ti conosco di persona mi fido ampiamente del tuo giudizio, chi meglio di una persona che ci lavora tutti giorni può giudicare?

  8. fabio 11 aprile 2013 / 17:54

    Sicuramente è difficile valutare. La scuola è il più grande contenitore sociale: ci sono 8 milioni di studenti un milione tra docenti e personale ATA se a questi ci aggiungessimo due genitori, un nonno e altro arriveremmo a quasi 40 milioni d’individui, cioè gran parte della popolazione, anche per questo la scuola è importante per una società. Mizaar è tanti anni che svolge la sua professione all’interno della scuola e le sue parole hanno un peso, mentre io sono Fabio Lorenzini, il signor nessuno del M5S, poiché non ho nessun incarico politico né nazionale né territoriale, che si è trovato catapultato in diversi blog per un post scritto nel forum del mov, Penso che non sono io la persona da colpire se si volesse affondare il M5S. Comunque ho scritto delle cose e penso che sia giusto essere criticati. Se dovessi tornare indietro, il diploma a 5 stelle non lo proporrei anche perché la scuola è di tutti ed etichettarla con il nome di un movimento non è conveniente. Però il problema c’è, quando andavo ai consigli di classe delle medie c’erano 10 professori per 11 discipline e la situazione non migliora all’istituto tecnico commerciale di mio figlio 13 materie con 12 professori. Penso che il corpo docente dovrebbe essere distribuito in maniera diversa e forse la mia idea di riaprire la scuola alle persone che non hanno avuto la costanza o la possibilità di ottenere il diploma, potrebbe essere una soluzione. Sull’indottrinamento tanto chiacchierato penso sia importante spendere due parole. La decrescita felice forse è una delle poche soluzioni proposte per sopportare questa crisi, quindi andrebbe insegnata. Un esempio banale di decrescita felice l’ho affrontato con dei ragazzi che seguo da diverso tempo. Sono ragazzi di 16-17 anni che già fumano e parecchio e gli spiegavo che se avessero smesso di fumare in un ventennio avrebbero risparmiato quasi 40000,00 euro, Forse mi sto prolungando troppo e rischio di annoiarvi. Un saluto Fabio Lorenzini

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