La percezione della lucertola

Lucertola di Wagler (Podarcis wagleriana), specie endemica della Sicilia e di alcune Isole minori (G Viviano)_modificataPoche sono le cose che riescono a trasmetterci sicurezza e benessere, nell’arco della nostra esistenza. Ognuno di noi ne dà una diversa origine, diverso nome e valutazione. Chi studia il legame che tiene insieme mente e corpo, riesce a spiegare la percezione della sicurezza, del benessere, con teorie, ricerche, analisi dei casi. Da parte invece di chi il legame lo vive non ci sono studi a confutare formule, ma percezioni e sensazioni, molto spesso si tratta di qualcosa veramente aleatorio, quasi un fruscio, un dejà-vu momentaneo e non ripetuto che ti dice che è così, che ciò che percepisci sorregge l’idea della percezione, al di là di ogni possibile teoria scientifica. Stranezze della mente che si slega e rifiuta i paletti del pensiero solido. La premessa serve a supportare il racconto di come sento me stessa; spesso sono convinta – o me ne convinco, dipende da che parte state, se con la scienza o con le fumosità della mente – di aver vissuto altre vite. In un’ altra vita sono stata sicuramente una non vedente. Perché? Quando ho bisogno di sentire il mio corpo, di sapere esattamente com’è, devo chiudere gli occhi. Allora il disegno mentale è chiaro e completo, e gestisco l’acconciatura dei miei capelli o il fare la doccia come se avessi gli occhi aperti. I miei figli sono nati con una mamma che teneva gli occhi chiusi, ma che vedeva ciò che stava capitando. Percezioni, sensazioni. Chiudere gli occhi mi fa stare bene. Al sole, stamattina, mi sono vista come una lucertola verde, nuova, nuova. In quale altra vita sono stata anche lucertola?

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10 thoughts on “La percezione della lucertola

  1. Drimer 10 marzo 2013 / 15:11

    Ascolta, io non sono certo ma nell’altra vita ricordo di aver aiutato una bella signora in verde non vedente ad attraversare la strada, forse…chissà….
    Buona domenica, qui incomincia a piovere e di lucertole nuove ancora non se ne vedono, però ti lascio un sorriso 🙂
    S.

    • mizaar 11 marzo 2013 / 19:10

      grazie per il sorriso, ricambio! e chissà se le nostre strade non si siano incrociate allora…

  2. Lilla ... 10 marzo 2013 / 18:32

    Anch’io sono convinta di aver vissuto altre vite … Mi è capitato di andare in posti mai visitati prima e di ‘sapere’ cosa avrei trovato girando un angolo di strada … Sono quasi certa di essere stata uno schiavo nero … Di essere morta sotto una slavina e di essere stata un’ebrea nella II guerra mondiale … Sensazioni, percezioni, dejà-vu … 🙂
    Allora … Non vedente e lucertola … Beh, perchè no?? 🙂

    • mizaar 11 marzo 2013 / 19:05

      per me anche bambina inglese seppellita al cimitero degli inglesi di firenze… ne abbiamo da raccontare, no? 🙂

  3. Enripoppins 10 marzo 2013 / 20:03

    Bella questa immagine di te, con gli occhi chiusi, mentre ti ascolti. Sa proprio di una cosa intensa.

  4. Sergio Baldin 11 marzo 2013 / 09:46

    Da noi quelli si chiamano ramarri, ricordo che da piccolo mi impaurivano, quando mi capitava di venderne nei campi!
    Ma questo non ha nulla a che vedere col senso del tuo post, che comunque a me poco dice, perché quelle sensazioni che descrivi non mi sono note!
    Ciao carissima Virginia, buona settimana!

    • mizaar 11 marzo 2013 / 19:03

      i ramarri penso siano più grandi delle lucertole e certamente, ad occhio di bimbo, saranno sembrati dei mostri! vivo molto di percezioni, ascolto sempre il mio ” dentro “. forse dovresti provare anche tu a sintonizzarti con il tuo! 🙂

    • mizaar 13 marzo 2013 / 20:01

      ma no, hai ancora un fulgido futuro davanti! 😀

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