La Città della Scienza è morta

Siamo tanti e armati di curiosità!
Siamo tanti e armati di curiosità!
città della scienza bagnoli
Vista d’insieme di uno dei capannoni andati distrutti
dinosauri a bagnoli
Dinosauri nella Città della Scienza Bagnoli
Chi sa dirmi a che serve?
Chi sa dirmi a che serve?
il soppalco attrezzato per i bambini più piccoli
il soppalco attrezzato per i bambini più piccoli
... e i ragazzi crearono i fulmini...
… e i ragazzi crearono i fulmini…

Immagino capiti a chiunque, quando si è visitato un luogo e si è amato, nel saperlo distrutto, vandalizzato, ” abusato ” dal fuoco, si prova una sensazione forte di lutto, di mancanza. E’ come se a scomparire tra le fiamme, ci fosse il simulacro tangibile di una persona conosciuta, della quale abbiamo apprezzato la bellezza, l’originalità, l’intelligenza. Ieri sera mio figlio, sul tardi, mi ha detto: La Città della Scienza è stata incendiata – badate bene, è stata incendiata e non diversamente, convinti come siamo, entrambi, che sia stato un incendio doloso e non altro. Non mi è riuscito di dormirci su. Mi sono venute in mente le tante volte che ci sono stata, che ci siamo stati, con i ragazzi di scuola in visita di istruzione. L’ultima volta, qualche anno fa, in una Napoli assediata dall’immondizia quella della Città della Scienza appariva come un’oasi di pace e pulizia, con una mostra sui dinosauri ospitata negli immensi capannoni di quello che era stato un centro Italsider, restituito alla città, da un restauro perfetto. Fu una visita bella, un giorno sereno di conoscenza, con i ragazzi attenti agli esperimenti, agli spettacoli, alla scienza che si toccava e ti coinvolgeva – Marco Un po’ di mondo, se leggi, ecco una cronaca felice di un giorno in cui i ragazzi hanno lasciato a casa i loro problemi e noi i nostri. A. il ragazzo autistico che allora seguivo, ci volle come ” traghettatori “, me e Italiano, per aiutarlo ad attraversare uno spazio semi cupo, virato al verde come una foresta tropicale fittissima, dove gli unici suoni erano il forte stridio di un animale preistorico e il suo calpestare vibrante la terra. A. quel giorno volava e noi con lui. Quel viaggio per A. fu una specie di iniziazione, la prova del diventare grandi: un giorno senza genitori, un giorno intero con i compagni, guardato a vista da me, con la richiesta di esserci per lui solo in quel passaggio buio, perché da solo, in quell’unico luogo, non ce la poteva fare. A Bagnoli Città della Scienza i ragazzi sperimentavano da soli, provavano a cimentarsi senza l’aiuto degli adulti, una iniziazione per tutti, sicuramente, non solo per A. E tutto questo, adesso, sembra non esserci più. Si potrebbe scrivere un necrologio: La Città della Scienza è morta. Ne danno il triste annuncio: i bravissimi operatori, le guide, tutti i giovani laureati che hanno introdotto alla scienza le generazioni più giovani, i ragazzi che l’hanno visitata e tra le strutture scientifiche e le opere d’arte moderna hanno apprezzato la capacità dell’ingegno umano di partorire bellezza, i docenti che rimpiangono un luogo delle meraviglie, la cittadinanza – sono convinta – non tutta. Non fiori, ma opere di ricostruzione immediata!

particolare della gradinata interna
particolare della gradinata interna
Città della Scienza Bagnoli esterno
Città della Scienza Bagnoli esterno
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27 thoughts on “La Città della Scienza è morta

  1. liù 5 marzo 2013 / 19:56

    Provo una rabbia immensa verso chi è stato capace di dar fuoco a un simile patrimonio di Cultura! 😦

    • mizaar 11 marzo 2013 / 20:22

      liù, è una sconfitta per noi del sud!

  2. lois 5 marzo 2013 / 19:56

    Ricostruzione immediata? Utopia… spero che questo colpo possa dare la spinta giusta… ma ho miei dubbi

    • Diemme 6 marzo 2013 / 06:06

      e che non ci sia la mano della camorra negli appalti.

      • lois 6 marzo 2013 / 06:31

        ….quindi è Utopia!

      • Diemme 6 marzo 2013 / 06:31

        😥

      • mizaar 11 marzo 2013 / 20:15

        cerchiamo di essere ottimisti, lois. vedo che la parte sana della città di napoli ha reagito subito e bene. spero duri la spinta in avanti, il ” sacro furore ” di chi s’è visto scippare, per l’ennesima volta, un bene collettivo

  3. paperi si nasce 5 marzo 2013 / 19:59

    Negli anni in cui studiavo a Napoli l’Italsider era ancora in funzione. Era un mostro enorme di metallo, ruggine e vapore che bruciava non soltanto carbone, gas e metallo, ma anche un fiume ininterrotto di danaro pubblico, per compensare la sua improduttività. In quegli anni mi capitava talvolta di andare sulla collina di Posillipo, dal lato che affacciava su bagnoli, al capolinea dell’autobus, e provare ogni volta una stranissima emozione quando mi affacciavo al belvedere e invece di vedere mare e natura lussureggiante (come ci si sarebbe aspettato in quella zona) vedevo quel mare di lamiere e ne sentivo i rumori.
    Poi il mostro fu spento, e per lunghissimi anni si parlò di come bonificare e recuperare l’area. Si parlò di turismo, di porti turistici, di villaggi… DOveva esserci la base per la Coppa America…
    Alla fine non si fece molto, ma la Città della Scienza, sul modello della Villette a Parigi, fu una realizzazione mirabile, una cattedrale in quel deserto di iniziative che è nuovamente diventata la mia Napoli.
    Ci sono anche stato, alla CIttà della Scienza, insieme alle mie flglie quando erano bambine e fu una bellissima gita. Era un posto molto ben fatto e molto ben tenuto.
    Quando ieri ho letto la notizia, mi sono avvilito, e ho provato una rabbia infinita.
    Non riesco a capire (se la pista del dolo sarà confermata) chi e per quale motivo possa aver avuto interesse a fare un gesto del genere. In ogni caso si tratta di un gesto di infinito disprezzo.
    Spero che la ricostruiscano.
    (Scusa per il lungo sfogo)

    • mizaar 11 marzo 2013 / 20:21

      hai fatto benissimo a scrivere e sono contenta che anche tu ne abbia un ricordo bello. il dolo è accertato così come gli interessi per costruire in quella che si avvia ad essere una zona di uffici d’alto bordo – varie lottizzazioni aspettano solo l’approvazione – se ci sarà – così che la camorra possa fare i suoi bravi bisniss. è una storia che sappiamo a memoria, o no?

      • paperi si nasce 11 marzo 2013 / 21:58

        La sappiamo bene, purtroppo.
        Gli sviluppi di queste ore ci fanno ben sperare, dicono che la ricostruiranno subito. C’è sempre la paura che siano soltanto le solite parole pronunciate nell’imminenza del disastro, ma mi fa sperare l’enorme entusiasmo di Vittorio Silvestrini, che fu ideatore e fondatore della Città della Scienza (e ho scoperto essere ancora presidente dell’ente).
        Silvestrini me lo ricordo appassionatissimo professore di Fisica 2 quando ero all’Università. Una bellissima testa con un’energia illimitata, che vedo non ha perso per niente!

  4. in fondo al cuore 5 marzo 2013 / 20:01

    Davvero una vergogna!

  5. duhangst 5 marzo 2013 / 21:18

    Si speriamo che la ricostruiscano al più presto. E’ una notizia assolutamente triste.

    • mizaar 11 marzo 2013 / 20:17

      ce ne vorrà, per ricostruirla, ma spero anch’io lo facciano al più presto.

  6. popof1955 5 marzo 2013 / 22:14

    E’ barbarie umana. Val la pena mettere a disposizione di chi non vuol capire, beni e risorse? Prima i boschi, le strade imbrattate di spry colorati. ora si attaccano centri d’arte e cultura. Fa male leggere alcune notizie, i talebani si stanno impossessando del mondo?

    • Diemme 6 marzo 2013 / 06:08

      No, non i talebani. Forse la follia umana, o forse solo vecchi poteri che vogliono riconfermarci di esserci.

  7. Sergio Baldin 6 marzo 2013 / 08:10

    Sembra quasi un tanto peggio, tanto meglio, come se, per qualcuno, quando le cose vanno male è meglio farle andare ancora peggio, magari con la consapevolezza che sarà difficile rimediare a tanta barbarie, perché anch’io propendo per la dolosità.
    Che dire, per chi l’ha vista e la ricorda, come ora Virginia con nostalgico affetto, un fatto del genere fa tutt’altro effetto, rispetto a chi, come me, l’ammetto, prima d’ora non sapeva nemmeno che esistesse!
    Un abbraccio amica cara, indigniamoci, ma andiamo comunque avanti!

    • mizaar 11 marzo 2013 / 20:11

      l’andare avanti, per me e per tenti, è che la ricostruiscano al più presto!

  8. kalissa2010 6 marzo 2013 / 11:21

    Non ci sono mai stata, così al senso di lutto che condivido, provo anche il rimpianto. Quando muore un pezzo di cultura, mi sento sempre un po’ più povera. Quando capisco che è stata ammazzata, mi convinco, ancora di più, che siamo nei guai.

    • mizaar 11 marzo 2013 / 20:09

      hai detto bene, kali, siamo davvero nei guai, in tutti i sensi. tempi barbari!

  9. siignoraingialloleone60 6 marzo 2013 / 11:31

    Si è aperta una raccolta di fondi intestato alla Fondazione Idis Città della Scienza. Non è la soluzione dei problemi certamente, ma una risposta concreta di solidarietà e vicinanza alla parte sana della città

    • mizaar 11 marzo 2013 / 20:09

      ce ne sono diverse, per fortuna. speriamo che la città della scienza risorga al più presto!

  10. Baol 6 marzo 2013 / 18:54

    E’ morta anche un sacco di altra roba con quell’incendio…

    • mizaar 11 marzo 2013 / 20:08

      sicuramente sì, caro domenico.

  11. unpodimondo 7 marzo 2013 / 10:30

    Bella e toccante la tua testimonianza, soprattutto riguardo al tuo allievo A. Io non ci sono mai stato alla Città della Scienza ma credo che la sua perdita sia, nella nostra cultura, pari alla perdita di un quadro di Leonardo o una scultura di Michelangelo.

    • mizaar 11 marzo 2013 / 19:32

      è così, marco. era una delle cose belle e funzionanti del nostro meridione. mi auguro proprio che si riesca a ricostruirla!

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