Passion week

vandaliCome da copione i transumanti hanno dedicato la settimana che, ringraziando Gesù bambino sta per finire, ad opere di beneficenza. I destinatari della loro munifica e mirabolante grazia sono stati i sodali e di rimando anche noi prof. Cosa hanno mai fatto di così bello da permettermi di sperticarmi in lodi e odi? Ebbene, il limitato salire e scendere le scale per cinque ore, il fumare sulle scale di emergenza, il vandalizzare le pareti con graffiti degni dell’antica Pompei, l’intimorire i ragazzi più piccoli e perbene, lo stuzzicare le ragazzine più avvenenti, l’entrare in un’aula a caso in dieci, così per fare visita, il picchiare violentemente sulle porte delle prima citate aule, porre un suggello amichevole sul volto di una collega e sulla testa dell’altro, tutto questo non è più bastato loro, troppo banale e normale, alla portata di chiunque voglia cimentarsi nelle nobili arti della transumanza e della scostumanza. E allora? Grazie alla connotazione architettonica comparabile al Colosseo della scuola, sono entrati più volte durante l’ultima settimana, nottetempo – tanto la scuola è come casa loro, ne conoscono a menadito ogni anfratto e ogni peculiarità. Pensate che abbiano dedicato la loro attenzione ai registri di classe, depositari di ogni loro eroica impresa mattutina? Ma quando mai, le loro mire sono state molto più ambiziose ed estese: ieri l’altro hanno schiumizzato con gli estintori solo un’ala e un piano dell’edificio, rendendo inagibile una parte della scuola. In quel caso solo alcune classi hanno potuto bearsi del fare lezione in palestra, invece che nella propria aula. Poi devono aver pensato che non fosse giusto e corretto privare anche il resto della scuola di un tale diversivo e la notte passata hanno completato l’opera, disseminando polveri sottili su tutti e due i piani superiori, con il risultato che nessuno di loro è entrato, per quanto come è abitudine degli assassini a tornare sul luogo del delitto, uno è stato beccato dal poliziotto, che stamani stazionava a scuola, a forzare uno dei pertugi abituali per potersi introdurre ad ammirare l’opera compiuta e semmai a raccogliere le reazioni degli adulti. Come saranno stati felici, posso solo immaginarlo. Avere la possibilità di realizzare cioè che più ti appassiona non è da tutti, loro ci sono riusciti. Noi, come le stelle di Cronin, siamo stati a guardare? E’ capitato, poiché come anime candide abbiamo pensato che la legge ci tutelasse, che l’entità superiore – il D.S. – dovesse impegnarsi maggiormente a tutelarci. Invece  ci siamo resi conto che le nostre passioni, il nostro impegno, non sono minimamente compatibili con quelle nobili e altruiste dei transumanti. Noi, pensate un po’, vorremmo svolgere il compito per cui siamo pagati, insegnare, e loro, pensate un po’, vogliono annullarci. Ci siamo riuniti in una assemblea spontanea e abbiamo scritto all’entità superiore, al Sindaco, alla Pretura – per quanto quelli sono sempre in tutt’altre faccende affaccendati, specie adesso che indagano sui tossici di Siena! – alla Benemerita e alla Polizia. Qualcuno dovrà pur risponderci!

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12 thoughts on “Passion week

  1. Ifigenia 2 febbraio 2013 / 06:54

    E infatti il problema è dell’impunità (a meno che non parcheggi sulle strisce). Questa gente uscirà dalla scuola ed entrerà nel mondo del lavoro, magari arriverà pure in qualche stanza dei bottoni, grazie a chissà quale appoggio (trota docet). Questi educheranno i loro figli.

    E per noi non ci sarà scampo.

    Rimprovero solo una cosa a qualche insegnante: che a volte questi ragazzi sono stati promossi per toglierseli da i piedi. Sono cose che si pagano.

    Ci devono morire in quella scuola. Visto che a loro piace così tanto di venirla a visitare anche di notte, che a forza di bocciature ci passino pure dieci anni della loro vita, pure venti: noi non abbiamo fretta.

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 17:26

      mia cara, quello che tu proponi come punizione per loro, diventa una seria punizione per noi. è difficilissimo tenere a scuola chiunque, senza che ne abbia voglia. tanto per dire c’è uno dei ragazzi ripetenti nella mia classe. è la seconda volta che frequenta la seconda. tu pensi che questo provvedimento abbia sortito in lui un qualche pentimento? passa il suo tempo a ritagliare carte – letteralmente – e, con la bottiglietta dell’acqua fa esperimenti di colorazione della stessa acqua, tuffandoci dentro di tutto, dalla carta velina all’inchiostro della penna. lancia palline di carta in tutta l’aula e contemporaneamente chiacchiera, distrae tutti e crea davvero confusione – senza parlare degli altri tre ancora più idioti, ancora più confusionari. e per il bene della classe ti tieni questi cataplasmi? tenerli a scuola in isolamento a crogiolarsi nel loro brodo primordiale, quella sì sarebbe una soluzione! un paio di personaggi che solitamente transumano vengono da realtà difficili – comunità e altro… – il tribunale dei minori li manda tra i pari per ” redimerli “, ma avviene esattamente il contrario. quale giudice è disposto a farsi carico di una gestione diversa di questi ragazzi? si rendono conto di quanto sono avanti in negativo, rispetto ai coetanei? tempi duri!

  2. www.facebook.com 3 febbraio 2013 / 11:03

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  3. Sergio Baldin 4 febbraio 2013 / 10:47

    Io ho vaghi ricordi di punizioni esemplari al riguardo.
    Però, rivolgersi alle sole autorità, sebbene passaggio assai corretto, oggi può essere un pò poco, perchè smuovono e attivano molto di più la rilevanza che ne possono fare i mezzi di comunicazione, come un bel servizio in tv!
    E’ necessaria la fermezza e che qualcuno finisca col metter mano al portafoglio, poi forse il divertimento non sarà più tale! Non sono più transumanti, ma criminali!
    Ciao cara Virginia, un abbraccio e comunque buon inizio di settimana!

  4. liù 5 febbraio 2013 / 19:21

    Allora oltre che una generazione di somari stiamo allevando anche dei futuri delinquenti!

      • liù 5 febbraio 2013 / 19:22

        Patentati?!

      • mizaar 5 febbraio 2013 / 19:24

        con e senza. non se ne può più!

  5. kalissa2010 15 febbraio 2013 / 01:09

    Dunque un alberghiero? Quindi una secondaria superiore, magari anche con sbocchi professionali…Che tristezza! Altro che vocazione! Per fare l’insegnante ci vuole l’assicurazione sulla vita!

    • mizaar 15 febbraio 2013 / 20:03

      ora come ora, decisamente sì. sottoscrivere un’assicurazione è una cosa saggia!

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