Medievale

pause-for-thought-p-a-cotPoco prima che uscissi da scuola, ieri sera, scambiavo due chiacchiere con i ragazzi di terza media che frequentano un progetto pomeridiano dove svolgo funzione di tutor. Fuori diluviava e ci siamo attardati a raccontarci sciocchezze. Chiedevo ai ragazzi cosa avrebbero fatto appena la pioggia avesse permesso loro di uscire fuori. Perlopiù rientravano a casa, perché sono pur sempre ragazzini di tredici anni. A. una ragazza che di anni ne mostra parecchi di più – alta, bruna, piuttosto taciturna e seria – guardava gli altri e non partecipava alla conversazione. Per coinvolgerla le ho rifatto la stessa domanda di poco prima; la risposta quasi scontata: Vado a casa, ‘ssore’! Le ho aggiunto scherzando che magari avrebbe trovato modo di incontrare prima del rientro, il suo fidanzatino, dando per scontato che  avere il fidanzato non fosse una delle sue priorità. E lei ancora: Mi sono lasciata, mi dice. A quest’età hai già avuto il fidanzato? – e qui parlava l’anima candida della ‘ssore’ … Io non voglio, è mia madre che vuole che mi fidanzo, così sto più controllata! – testuale – E il fidanzato lo deve scegliere lei, e io perciò non voglio stare fidanzata! Il pensiero materno della genitrice di A. mi ha provocato la pelle d’oca: è mai possibile che una mamma non ha altro modo di controllare il frutto del suo seno, se non con la concezione assurda che un uomo debba avere un tale potere di coercizione sulla vita di una ragazza, che nel passaggio dalla casa del padre al mondo esterno, non possa guadagnare un simulacro di emancipazione se non quello dello scambio dall’autorità paterna all’autorità di un altro uomo, come se fosse merce preziosa da custodire e da inibire? Quale destino ha avuto questa madre da augurarsi che sua figlia abbia il peggio possibile? Pensieri e atti di una madre medievale nel 2013. Ho consigliato ad A. di studiare intensamente e di non fidanzarsi mai! Devo ammettere, sono stata fortunata ad avere avuto una madre che cresciuta in un mondo davvero arcaico e contadino, ha voluto fortemente che sua figlia studiasse e si emancipasse attraverso il lavoro, dando per scontato che sotto l’egidia di un uomo non si va da nessuna parte.

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21 thoughts on “Medievale

  1. in fondo al cuore 26 gennaio 2013 / 21:42

    ma ancora a questi livelli siamo????? poveri noi!

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:02

      pare proprio di sì, cara silvia!

  2. giusymar 26 gennaio 2013 / 21:49

    Mi sono venuti i brividi.
    Solo tredici anni e già deve guardarsi da tutti, compresa la persona che dovrebbe più di tutto “sorreggerla” lasciandola libera.
    Bello che si sia aperta con te. Ti ha ritenuto degna delle sue confidenze.
    🙂

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:06

      l’altra sera mi ha incontrata per strada e s’è fermata a baciarmi. forse le sono simpatica! 🙂

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:07

      marco un po’ di mondo, più giù, dice che non dobbiamo parlare male del medioevo! 🙂

  3. Maggie May...be 27 gennaio 2013 / 20:07

    Anche una mia amica, mia coetanea, ha vissuto una storia simile. I suoi la volevano immacolata, casa, scuola e chiesa; così lei per poter vivere la sua vita raccontava ai suoi genitori che era con me (di me ragazzina si sono sempre fidati tutti i genitori, compresi i miei). Quando “era con me” fumava, beveva e incontrava i suoi ragazzini.
    Poi ha incontrato quello che ora è suo marito, un ragazzo degno della fiducia dei suoi genitori. Il ragazzo in questione era altrettanto geloso e possessivo, per cui dopo essersi fidanzata ci siamo incontrate solo per andare a scuola o in rarissime altre occasioni perchè lui la teneva controllata. E lui, a differenza dei suoi genitori, evidentemente non si fidava nemmeno di me. Per fortuna ha studiato, si è laureata in chimica e ora ha un buon lavoro. Ma io dopo il suo matrimonio (a.d. 2006) l’ho vista solo un paio di volte; e probabilmente se non fossi stata oltre un mese in ospedale in seguito all’incidente non l’avrei vista nemmeno quel paio di volte.

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:08

      che tristezza! una deve essere consenziente con i carnefici per poter vivere? piuttosto rimanevo zitella!!!

  4. siignoraingiallo 28 gennaio 2013 / 10:21

    Oltre ai brividi mi hai fatto venire un paio di lacrime. Io il primo fidanzato l’ho portato a casa che avevo 13 anni e quante cose per “amore” ho lasciato che condizionassero le mie scelte!? Certo a quell’età non si ha la forza necessaria per far valere i propri desideri e non sempre le condizioni familiari possono sostenerti al meglio.

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:13

      mia cara, mi rattrista l’idea che tu abbia vissuto male i tuoi tredici anni, davvero. a quell’età bisogna vivere da bambine, quali si è. fare esperienze troppo precoci ti fa poi pensare di esserti persa qualcosa per strada. ti abbraccio 🙂

  5. liù 28 gennaio 2013 / 12:02

    Sono ESTERREFATTA dalla risposta della povera ragazzina !! Ma la signora madre ha notato che il calendario segna 2013 e non 1013 ?? 😯
    Non so cosa dire,se non che è meglio che la ragazza si impegni ,studi e scappi via da questa famiglia il prima possibile.

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:17

      hanno nello sguardo a volte, cara liù, la quieta accettazione delle vacche portate al macello – e non vuole essere un paragone offensivo, questo. passivamente accettano situazioni che sono senz’altro a loro svantaggio e che potrebbero trasformarsi in meglio se solo volessero. ma chi vuole lottare per il proprio benessere? come si pensa a tredici anni, oggi? con la voglia di emancipazione che avevamo noi e la consapevolezza che solo studiando saremmo arrivate a tanto?

  6. Sergio Baldin 29 gennaio 2013 / 07:47

    Immagino anche a come sarà stato a sua volta per quella donna, perchè se pensa così per la figlia, molto probabilmente a lei sarà accaduto altrettanto, quindi è una mentalità non solo sua. O forse avrà fretta di diventare nonna, vista l’affidabilità dei ragazzetti d’oggi che solitamente hanno tutt’altra idea che far da educatori per le ragazzine!
    Ciao cara Virginia, buon martedì!

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:18

      quella donna sarà e vivrà esattamente come le sue parole, da castrata!

  7. unpodimondo 29 gennaio 2013 / 15:36

    Senza voler scomodare il medioevo, che conoscendolo è molto meno buio e oscurantista di quanto negli ultimi due o tre secoli ci hanno fatto credere, qui si tratta della visione di una donna non indipendente ma sottomessa al controllo di un uomo, sia che egli sia il padre o il fidanzatino imposto dalla madre. Un’idea così “antica” che fa perfettamente il paio con quella “modernissima” delle giovani virgulte spinte dalle mamme nei salotti televisivi e del bunga bunga… Due idee contrapposte ma che vedono le ragazzine sempre sottoposte al maschio potente!
    Com’è che in Italia le donne normali, libere ed indipendenti proprio non possiamo permettercele? E poi, con un retroterra culturale così, ci meravigliamo dei cosiddetti “femminicidi”?
    A volte penso che quando noi occidentali ci scandalizziamo pensando alle ragazze che portano il velo, forse dovremmo guardare di più in casa nostra, che in quanto a “medioevi” non siamo secondi a nessuno…
    Alla tua ragazzina auguro tanto studio e anche un pizzico di sana ribellione!

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:21

      è l’augurio che le ho fatto anch’io, caro marco! le mentalità di certi genitori, hanno dei punti di convergenza, sono d’accordo con te. quanto alle donne normali, qui, vivaddio, ce n’è a bizzeffe!! 😀

  8. Acidella 31 gennaio 2013 / 13:25

    Purtroppo esistono ancora mamme così! :/

    • mizaar 4 febbraio 2013 / 18:22

      sì, dalle nostre parti sono come l’erba cattiva! 😦

  9. paperi si nasce 21 febbraio 2013 / 22:33

    Ogni giorno che passa mi rendo conto sempre di più che il nostro Paese non è evoluto. C’è una tale ignoranza, una tale arretratezza culturale, che cadono veramente le braccia.
    La televisione, che ha aiutato a sconfiggere (?) l’analfabetismo, si è fermata lì, e ora ci propone modelli squallidi.
    Le grandi istituzioni, la chiesa, la scuola, non danno quasi mai (e mai in maniera sistematica) un contributo alla maturazione della società.
    Non c’è speranza. Mi dispiace.

    • mizaar 22 febbraio 2013 / 21:33

      il nostro è un paese dove oramai convivono due anime speculari dalla diversa connotazione. da una parte ci sono anime pervertite che danno in pasto le proprie figlie ad un qualsiasi priapo nano, dall’altra genitori che vorrebbero volentieri mettere al frutto dei loro lombi la cintura di castità. una cosa equilibrata, no.

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