Marocchino di merda

Certe giornate, in quell’inferno dantesco che quest’anno sembra essere diventata la scuola dove insegno, ogni trovata creativa da parte nostra, pare soddisfare una logica che a voler essere obiettivi è solo illogica possibilità di sopravvivenza. Mi spiego. Ci sono alcuni alunni che forti dell’onnipotenza di essere stati più volte bocciati, più volte sospesi, fieri di una condizione che altrimenti troverebbe terreno fertile per un ravvedimento, un pentimento tardivo, questi alunni quotidianamente vanno in giro, transumano. Molto spesso escono dalla classe mentre tentiamo di fare lezione, senza permesso per farlo, e con una specie di tam tam non detto si uniscono in branco per andare a caccia di sprovvedute compagne attirate dal fascino del bullo, oppure per deturpare, rompere qualcosa, divellere quello che ritengono ostacolo – il cazzetto disegnato da loro, sull’intonaco del pilastro a mò di dito indicatore, sembra un retaggio di altri tempi, quasi un graffito/reperto d’altra epoca e d’altri alunni. Se uno dei collaboratori tenta di opporsi all’evidenza dei fatti, ingaggiano la sfida perlopiù verbale. Cambia il discorso se a farlo è una donna: la loro mentalità non contempla il rimprovero femminile, le donne si sottomettono e all’occorrenza si intimoriscono strattonandole – è capitato l’altro giorno ad una bidella. Ieri mattina, all’ultima ora, Italiano stanco di vedere G. il bullo di prima, consumare i pavimenti del primo e secondo piano della scuola,  e forte dell’antico motto che solo dividendo si può imperare, l’ha accolto nella nostra classe. Per nostra disgrazia ciò che è peggio viene calamitato verso quelli che sono problematici – è come vedere la limatura del ferro a contatto con un magnete. G. ha preso a parlare con M. Come sempre il loro parlare non si limita ad un chiacchiericcio a due, poiché è molto più divertente allargare il raggio d’azione e prendere in giro tutti quelli che non sono limatura. Terminata la lezione A. il ragazzo magrebino nostro alunno – un ragazzo buonissimo e maturo, educato in maniera esemplare  – s’è avvicinato al collega e gli ha riferito dell’ingiuria gratuita che G. gli aveva poc’anzi, con disprezzo, lanciato: ” Marocchino di merda! ” A. stesso ha commentato con il collega, che mortificato si è scusato del comportamento di G. – ci tocca fare pure questo! –  che glielo aveva riferito solo perché ne fossimo a conoscenza, senza nessuna velleità. A. ha capito che l’estrema ignoranza, l’idiozia fatta persona conduce ad atti che possono sembrare poca cosa, piccoli fuochi, ma che in seguito possono divampare in incendi ben più estesi.  Non so come si può sanare questo stato di cose, quali provvedimenti disciplinari si possono adottare, oltre quelli che sono già stati messi in atto. A volte, agganciata dallo sguardo di sfida che il branco mi lancia quando li incontro nei corridoi, ho come la percezione che se avessero a disposizione un’arma potrebbero anche praticare un salto di qualità ed emulare qualche strage. Così, tanto per vedere l’effetto che fa. 

Annunci

13 thoughts on “Marocchino di merda

  1. in fondo al cuore 12 gennaio 2013 / 20:18

    Hai ragione….il gruppo è davvero pericoloso!

  2. Monique 12 gennaio 2013 / 20:49

    Anche in altre scuole, tipo la mia, la musica è la stessa 😦 Provvedimenti? Quelli che vorrei suggerire io forse non è legale neppure pensarli!!

    • Diemme 12 gennaio 2013 / 21:06

      Infatti, la soluzione c’è, ed è pure facile da applicare. Si chiama ruspa.

  3. Lilla ... 12 gennaio 2013 / 22:30

    Quoto Diemme!! La ruspa mi sembra un’ottima soluzione … 😦

  4. Rocco R. 14 gennaio 2013 / 08:28

    È in certi casi che andrebbe ripreso lo scudiscio.

  5. fab 14 gennaio 2013 / 09:49

    come far breccia in quelle penti perse? avranno un cuore umano o anche lì hanno solo una pompa idraulica? me lo sono chiesta spesso

  6. Baol 14 gennaio 2013 / 10:32

    Mi è salita una profonda tristezza…

  7. Sergio Baldin 14 gennaio 2013 / 12:40

    Quando sento fatti del genere, e tu ce li racconti pure con puntualità, mi vien sempre da rimpiangere i metodi di altri tempi, quelli che, se adottati oggi, sicuramente renderebbero automatica un’inchiesta ministeriale, ma pure manderebbero a nozze giornali e tv.
    Eppure simili sfrontatezze non sarebbero accadute, ma oggi, in nome di metodi educativi più moderni e rispettosi, ci alleviamo dei mostriciattoli, possibili candidati ad incrementare la popolazione carceraria del futuro, che così si assicura che le prigioni non verranno mai dismesse, come accaduto per le caserme!
    A proposito, un bel servizio militare farebbe pure altrettanto bene a certi bulli!
    Ma non voglio apparire troppo retrogrado, anche se ad essere moderni qui non è che si risolva granché!
    Un abbarccio carissima Virginia, porta pazienza, che ce ne vuole a non rifilare qualche sano manrovescio! Buona settimana!

    • Diemme 14 gennaio 2013 / 12:58

      Sergio, io non temo di apparire retrograda, e ti appoggio pienamente, ma temo che su una cosa sbagli: con “piccoli delinquenti crescono”, e diventano sempre di più, ouò succedere che si spalleggino, autoreferenzino, e che in galera ci andiamo noi!

    • mizaar 18 gennaio 2013 / 20:51

      d’altra parte, paolo, se c’è la lega a dire la stessa cosa – e sono adulti – figuriamoci i ragazzini!

  8. duhangst 17 gennaio 2013 / 10:11

    Che brutta situazione! E poi essere continuamente vessati a scuala ti far stare veramente male…

    • mizaar 18 gennaio 2013 / 20:39

      per fortuna a. è benvoluto dai compagni della sua classe e apprezzato proprio per la sua grande educazione!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...