Vecchie porcellane

Tra le cose che mi porto dietro come bagaglio culturale e di ” mestiere ” c’è l’aver acquisito, a tempo debito, un diploma di qualifica come maestro ceramista; diploma che non mi è valso a nulla in termini lavorativi, ma che mi ha permesso, in funzione della conoscenza, di avere una ” cultura ” adeguata dei manufatti in ceramica e della storia che si portano dietro. In un’epoca  ” seriale ” come la nostra anche il minimo che si discosta fa la differenza. Per noi che apprendevamo, allora, l’arte della ceramica, le manifatture di Capodimonte e di Richard Ginori erano storia e mito, esempi inossidabili di quello che si poteva ricavare da un volgare blocco di argilla. Sentire che il Tribunale di Firenze ha dichiarato il fallimento della fabbrica Richard Ginori di Sesto Fiorentino, ieri l’altro, mi ha fatto cadere le braccia. La massima solidarietà, naturalmente, verso quelle persone altamente specializzate che ci lavoravano in quella fabbrica – e credetemi non dico chiacchiere quando parlo di specializzazione ” alta “, specie quando si tratta della decorazione a mano! La cosa che più mi rattrista e mi fa rabbia è sapere che prodotti di eccellenza come le ceramiche prodotte in quella sede dal 1700 – ceramiche, peraltro, che hanno avuto ideatori illustri e capaci come l’architetto Giò Ponti, che fu il direttore artistico dello stabilimento e progettò delle serie speciali per la manifattura, chiamando a collaborare persone della statura di Fausto Melotti e tanti altri – prodotti che mettono in rilievo il genio e la creatività degli artisti italiani, debbano subire la sorte dell’essere considerati oggetti inutili e fallimentari. Altrove farebbero carte false per mantenere in vita la Storia; mentre in Italia gli unici eventuali salvataggi verso i quali i nostri ” illustri ” politici sentono di poter accordare i loro favori, per mantenere vivo lo spirito italiano così dicono, è l’ennesimo e costosissimo pensiero verso la mangiasoldi pubblici Alitalia, salvataggio che sta paventandosi nuovamente. Niente di nuovo sul fronte occidentale! 😦

giò ponti

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18 thoughts on “Vecchie porcellane

  1. in fondo al cuore 8 gennaio 2013 / 20:11

    Ho sentito ieri sera al TG……ci sono rimasta davvero molto male…..penso che sarebbe un patrimonio da mantenere, buona serata.

    • mizaar 8 gennaio 2013 / 20:34

      è vero silvia, è senz’altro qualcosa da mantenere in vita e in italia!

  2. arielisolabella 8 gennaio 2013 / 20:26

    Lo sai che ho un servizio di piatti bianchi con le viole da frutta quando Richard non era ancora sposato…ginori? Non li uso mai…tu non sai quanto mi addolora la notizia…una gran tristezza Virgy il nostro patrimonio di menti di creatività’ D’ arte che si sbriciola un po’ alla volta…

    • mizaar 8 gennaio 2013 / 20:33

      e tienitelo caro, mia cara sirenetta! il servizio di porcellana bianca che avevo lasciato a casa di mia mamma, perchè qui non avevo posto per sistemarlo è sparito chissà dove, portato via da chissà chi! 😦

      • arielisolabella 9 gennaio 2013 / 11:29

        Già…da me incombe mio fratello…farò’ una rapina!

      • mizaar 9 gennaio 2013 / 20:33

        rapina senza remore, alè! 😀

  3. fab 8 gennaio 2013 / 20:43

    niente di nuovo su nessun fronte, purtroppo!

    • mizaar 8 gennaio 2013 / 20:44

      solite vecchie storie in un solito nuovo anno! 😦

      • fab 8 gennaio 2013 / 20:47

        Domanda: ma esisterà qualcosa di nuovo?

      • mizaar 8 gennaio 2013 / 20:50

        la speranza, cara fab, è sempre l’ultima a soccombere!

  4. siignoraingiallo 8 gennaio 2013 / 20:45

    Mai avuto nulla di cosi “prezioso” ma la bellezza e la qualità la capisce anche una “alternativa” come me. Anch’io sono rimasta senza parole apprendendo la notizia dal TG, pensavo che un prodotto cosi alto fosse salvaguardato dalle miserie e dai tracolli della finanza globale.

    • mizaar 8 gennaio 2013 / 20:49

      sai emilia, anch’io pensavo fosse inutile possedere quello che da ragazza ritenevo ” borghese “. mi sono ricreduta, non per il valore economico che certi oggetti possiedono, ma per la preziosità dei gesti, del lavoro umano che c’è dietro. anche in una porcellana trovi un condensato di storia dell’arte in senso lato e di storia artistica e personale di quello che ” fisicamente ” l’ha creata

  5. micmonta 8 gennaio 2013 / 22:19

    Un’agonia che durava da anni.
    Due anni fa sono stato al museo e già c’era aria di smantellamento totale.
    Sesto è (era) uno dei tre centri ceramici della provincia fiorentina, insieme a Montelupo ed Impruneta, che si dividevano rispettivamente porcellana, maioliche e cotto.
    Ormai da decenni è una lotta per la sopravvivenza; la R.Ginori ha avuto di recente anche ingenti commesse dalla Coop, che metteva come premio alle sue raccolte punti proprio serviti dell’azienda sestese. Ma era come dare aspirina ad un malato terminale.
    Tanta tristezza.

    • mizaar 9 gennaio 2013 / 20:58

      mi rendo conto che l’opinione pubblica viene monopolizzata spesso da notizie che fanno maggior rumore, come i licenziamenti degli operai dell’alcoa o la cassa integrazione di quelli di pomigliano o dell’ilva, però mandare a casa questa gente e con questi una storia gloriosa del bello e della cultura, è la riprova che in italia quello che non riempie la pancia non interessa. tanta tristezza, è così!

  6. Sergio Baldin 9 gennaio 2013 / 08:47

    Ho sentito spesso che un certo mercato di qualità sembra patisse meno la contrazione di domanda ed acquirenti, a quanto pare qui c’è una bella smentita, ed è un peccato non si pensi a tutelare peculiarità come queste, nel loro piccolo fiori all’occhiello da sempre.
    Forse non sarà nemmeno l’Alitalia a ingurgitare finanziamenti pubblici, credo ci siano anche altri e magari noi nemmeno lo sappiamo!
    Ciao Virginia, un abbraccio e complimenti per la tua “specializzazione”

    • mizaar 9 gennaio 2013 / 20:53

      grazie per i complimenti, sergio! 😀 è veramente spiacevole sentire notizie del genere. è come se in francia mandassero a casa tutte le persone che lavorano per la manifattura di sevres, assurdo! ma in italia siamo speciali anche in questo, purtroppo! 😦

  7. duhangst 9 gennaio 2013 / 09:32

    Solo brutte e tristi notizie di questo periodo purtroppo.

    • mizaar 9 gennaio 2013 / 20:34

      è vero du’ solo pessime notizie, gente licenziata come se piovesse. che tristezza davvero! ( appena ho del tempo passo a leggerti )

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