Il sale della vita

il sale della vitaItaliano mi ha regalato un piccolo libro per Natale – anch’io gliene ho regalato uno, che aveva già letto, sicché ne ho ordinato un altro, ma arriverà post Natale… cose che capitano. Il libro che Italiano ha scelto per me, non mi era neppure noto. Probabilmente non avrebbe costituito motivo d’interesse neppure per lui se non per il fatto che Italiano è un assiduo lettore delle pagine letterarie di Liberazione e dell’Unità. Il libro era stato recensito o dall’uno o dall’altro giornale, non so, pertanto degno di attenzione – poiché quello che si recensisce colà è motivo di interesse per Italiano… questa è cattiveria, ma grosso modo è così! 😀 Insomma il libro è stato scritto da una africanista, Françoise Héritier, allieva di Lévi -Strauss – ehi, non quello dei jeans 😀  bensì l’antropologo di ” Tristi Tropici “. 

«Ci sono momenti di leggerezza e di grazia nella nostra esistenza, al di là delle occupazioni, al di là dei sentimenti forti, al di là degli impegni, piccole cose che tutti possiamo gustare: è il sale della vita… mi vengono alla mente foto di film, emozioni o rappresentazioni del passato che si rapportano a quello che ho appena visto. Le vacanze, i libri, gli amici, un pranzo in riva al mare, la maionese fatta in casa, un film con Audrey Hepburn, la tromba di Chet Baker, un caffè al sole, le dune di Dakar, una foto in bianco e nero di tanto tempo fa, una serata speciale sotto la pioggia sottile di Parigi… Si tratta di un’esperienza allo stesso tempo simile e diversa per tutti»

L’idea di scrivere questo lungo elenco di vita, nasce dall’aver ricevuto una cartolina dall’isola di Skye dal dottore che l’ha in cura. Nel saluto che l’uomo scrive parla di una “settimana rubata”.

«Questa parola,“rubata”, mi ha letteralmente bloccato il cuore. Ho cominciato a pensare come quest’uomo che ha consacrato tutta la vita alla ricerca e agli altri potesse pensare che una settimana di vacanza fosse una settimana “rubata”. Se considerate il vostro tempo come rubato da qualcuno non potete apprezzare più niente della vita. Non potete più apprezzare quelle cose che danno il sale alla vita. Allora ho cominciato a contarle. Cose come l’opera, i concerti, una gita fuori porta, un museo. E mi sono resa conto che sarei potuta andare avanti a scrivere per sempre». 

Non è detto, ne ” Il sale della vita ” – questo il titolo del libro – il perché di ciò che emoziona o incanta, ma per novanta pagine vengono elencate le piccole cose, i piacere più semplici, la vita che conosciamo, quella che tutti viviamo ogni giorno. Un libro che ognuno di noi può scrivere, senza che alcun editore abbia l’idea di pubblicarlo, di sicuro, poiché nessuno di noi è professore onorario al Collège de France, ma tant’è! Nel libro ci sono: …le risate a crepapelle, le chiacchiere al telefono, le lettere scritte a mano, i pranzi in famiglia ( non tutti ) o con gli amici, la birra alla spina, il calici di vino rosso o bianco, il caffè al sole, le pennichelle all’ombra, mangiare ostriche in riva al mare o ciliegie direttamente sull’albero, arrabbiarsi, ma non sul serio… e via così. E voi, qual è il vostro sale della vita? 

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18 thoughts on “Il sale della vita

  1. in fondo al cuore 23 dicembre 2012 / 20:09

    Mi trova d’accordo il libro…..penso che il sale della vita sia nelle piccole cose di ogni giorno…..ma il sale dobbiamo metterlo noi! 😉

    • mizaar 23 dicembre 2012 / 20:56

      sicuramente il sale è lì dove non pensiamo ci sia. a volte viviamo inconsapevolmente e sbadatamente la nostra vita, quando invece dovremmo porre accenti più significativi sui gesti e sulle parole!

      • in fondo al cuore 23 dicembre 2012 / 21:01

        vero!

  2. Diemme 23 dicembre 2012 / 20:37

    Bella domanda. Bisogna che io cominci a pensarci sul serio ma credo che, abbenché io spesso mi lamenti, sto vivendo una vita persino salatina 😉

    • mizaar 23 dicembre 2012 / 20:54

      a meno che tu non soffra di pressione alta, un po’ di sale non guasta per niente! 😀

  3. unpodimondo 24 dicembre 2012 / 08:49

    Non conosco questo libro ma sicuramente un testo di questo tipo non poteva che essere scritto da un/una francese: un popolo (soprattutto quello della Francia profonda, lontana dalle grandi città) che delle piccole gioie della vita ha fatto quasi una religione!
    Se ti è piaciuto questo genere di libri prova a leggere Philippe Delerm “La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita.” Nel 1998 in Francia fu un successo editoriale…

    • mizaar 27 dicembre 2012 / 21:39

      grazie per il suggerimento, marco, prendo nota! 😀

  4. Lilla ... 24 dicembre 2012 / 12:58

    Credo che a dover mettere un po’ di sale, spetti unicamente a noi … Ci può essere da imparare e apprezzare anche stando in fila sul GRA … e ho detto tutto!! 😉

    • mizaar 27 dicembre 2012 / 20:55

      santa lilla del gra! sei troppo forte!!!! 😀

  5. silykot 27 dicembre 2012 / 17:34

    Oggi il mio pizzico di sale l’ho avuto tentando di costruire un Lego di quelli incasinatissimi col mio Attilandro. 🙂

    • mizaar 27 dicembre 2012 / 20:23

      bei tempi! adoravo costruire i lego incasinatissimi con i figli. quasi quasi vengo a costruirli anche io con voi 😀

  6. silykot 27 dicembre 2012 / 17:37

    Mi hai fatto venire in mente che diverso tempo fa ho regalato ad un amico “Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo…. il tema era simile, la forma forse un po’ meno poetica! 🙂

    • mizaar 27 dicembre 2012 / 20:21

      prendo nota.visto che ho preso la mano… 😀

  7. paperi si nasce 31 dicembre 2012 / 20:16

    Mamma mia che domanda difficile… VErrebbe in mente un elenco lungo, e poi mi viene anche da dire che ultimamente, salvo dei bocconi gustosi, ho avuto una dieta povera di sale… Mi consolo pensando che fa bene alla pressione!

    • mizaar 8 gennaio 2013 / 18:10

      pressione alta? sgonfiati!!! 😛

  8. Sonja 2 gennaio 2013 / 15:07

    Per mia fortuna, dal momento in cui mi sono ‘alleggerita’, il mio ‘palato’ che già era fine di suo, ha decisamente ‘rotto gli argini’ facendomi riscoprire un’esplosione di gusti sapidi al punto giusto, ed ora mi basterebbe solo che la figliola stia bene in modo duraturo, per poter dire che non mi manca più nulla. È solo passando attraverso le sofferenze vere che si impara a Vivere.

    • mizaar 7 gennaio 2013 / 21:30

      quanto è vero quello che dici sonja! e il bene della piccola è il pensiero costante di tutti quelli che la conoscono… bacioni a tutt’e due! 😀

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