Del leggere

Stamattina il piccolo tiranno – l’alunno Down che seguo dallo scorso anno –  mi ha chiesto di poter uscire dall’aula per svolgere qualche attività da soli. D. ha esordito rinnovando la promessa amorosa già pronunciata l’anno passato: Ti amo, mi vuoi sposare? 😀 Dopo poco, così come stavano facendo i compagni in classe, ha preso l’antologia dallo zaino e ha chiesto di poter leggere un brano di Benigni e Cerami – abbiamo un libro ” importante “, noi, curato da Carlo Lucarelli e altri; perlomeno non ci sono i soliti stralci da opere famose lette e rilette! 😀 D. è piuttosto cocciuto e ha voluto iniziare per primo, senza ascoltare e seguire una mia prima lettura. La sua sintesi sillabica viene elaborata attraverso la pronuncia sottovoce, per poter essere esplicitata ad alta voce dopo qualche secondo. Se le parole sono brevi e non ci sono troppe ” erre ” di mezzo, va bene, ma la cosa diventa difficile se quello che si legge contiene termini sconosciuti o impronunciabili per lui, a causa della sua iperglossìa. Dopo un po’, scoraggiato, mi ha chiesto di leggere per prima e quello che lui ha pronunciato, dopo, gli ha dato la sensazione di aver fatto meglio, un bel risultato di consapevolezza per un ragazzo ritenuto generalmente ” diverso “. Consideravo allora come leggere sia una pratica alla quale tutti, ora come ora, abbiamo accesso. Impariamo a farlo a scuola, chi bene e chi meno bene, ma tanto da poter decifrare fonemi, da poter sintetizzare sillabe per comporne parole. Un bene prezioso, il saper leggere, ancora di più il saper comprendere ciò che si legge. Con tristezza penso a quanti alunni stiamo licenziando dalla scuola secondaria di primo grado, capaci di leggere è vero, ma incapaci di comprendere quello che hanno sotto gli occhi. Non mostrano segni di scoraggiamento, come ha fatto D. stamani, e spesso pensano che quanto appreso sia sufficiente nella vita di ogni giorno. Quanto sbagliano! Penso ai miei nonni analfabeti e al loro vedere le cose, al loro vivere da ” ciechi ” pur essendo vedenti. Provarono a frequentare una scuola serale per adulti, ma era troppo tardi per loro, non riuscirono mai ad apprendere la lettura. Le occasioni che ci vengono offerte a tempo debito non si ripetono per sempre. La mia di occasione l’ho colta imparando a leggere prestissimo e non ho mai smesso, unico e solo vizio da una vita! 

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24 thoughts on “Del leggere

  1. in fondo al cuore 23 ottobre 2012 / 20:46

    Un vizio che ho anch’io!!!!! Buona serata un abbraccio!

    • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:18

      ne ero certa! buona serata anche a te, silvia cara! 😀

  2. Rocco R. 23 ottobre 2012 / 20:47

    Stamattina in treno ho incontrato diversi bambini stranieri in compagnia delle loro madri. Era l’orario a cui dovrebbe suonare la campanella di scuola e pensavo che stavano perdendo una grande occasione. Come potranno fare ed essere in questo paese senza imparare a leggere e a scrivere? Senza considerare l’abitudine di stare al meglio nell’ambito sociale che la scuola dovrebbe darti. Mha… peccato.

    • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:26

      sul meglio dell’ambito sociale, potremmo aprire un dibattito… 😀 scherzi a parte, la valenza dell’essere istruiti – bene prezioso che solo parzialmente la scuola ti offre – è fuori di discussione. la scuola ha perso, negli anni, il valore di bene da conquistare con la frequenza e lo studio, di mezzo per l’emancipazione dalla povertà e dall’ignoranza indotta. gli stranieri considerano ancora la scuola una possibilità, così come facevamo noi negli anni precedenti l’economia selvaggia. ma evidentemente non è un discorso comune. ( sicchè stamani hai preso il treno, eh? senza nasconderti… 😀 )

      • Rocco R. 24 ottobre 2012 / 19:59

        E no, ogni mattina e ogni sera prendo il treno. 😀

      • mizaar 24 ottobre 2012 / 20:06

        non ti invidio per niente!

    • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:28

      visto che si tratta di droga legalizzata, approfittiamone! 😀

  3. popof1955 23 ottobre 2012 / 22:46

    Sai mia nonna imparò a leggere da sola seguendo in TV “non è mai troppo tardi” e me che dovevo imparare. Ricordo ancora le facce di chi stava intorno al tavolo in cucina la volta che prese in mano un giornale e lo lesse, fu la sua più grande conquista: poter entrare in comunicazione con chi non era li a parlare.

    • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:29

      deve essere stato un bel momento per lei e per chi le stava intorno! il maestro manzi, e chi se lo scorda? 😀

  4. Sergio Baldin 24 ottobre 2012 / 08:01

    Credo che come drogata della lettura, tu sia in buona compagnia, mi associo pure io!
    Nei giorni scorsi ho dovuto ricorrere ad una visita oculistica urgente per un problema, che poi non è proprio risolto, ma ho pensato che posso rinunciare a tante cose, ma mai alla possibilità di leggere.
    Ricordo sempre mio suocero, che non c’è più ormai da anni, che sembrava un’anima in pena, che non sapeva come far trascorrere il tempo, come lo saranno tanti altri anziani che, se non hanno la compagnia rimbambente della tv, si trovano un vuoto da riempire di sola attesa.
    Ed allora ben venga la droga della lettura, ognuno per i propri gusti, anche per spiccioli di tempo ricavati fra altre cose da fare, però un’abitudine alla quale non rinunciare mai!
    Perchè poi, dalla lettura, nasce anche la capacità di comunicare, anche perchè alla lunga si possono aver sempre più conoscenze ed argomenti per farlo meglio!
    Buon lavoro col tuo piccolo innamorato, carissima Virginia, col suo permesso di mando un abbraccio per augurarti una serena giornata!

    • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:33

      guarda che il mio piccolo innamorato è geloso come un otello! 😀 penso sempre anch’io, sergio, che se dovessi avere problemi con la vista, se dovessi perdere il bene prezioso del vedere preferirei non esserci più. che vita sarebbe? anche se ci sono modernissime tecnologie che aiutano i disabili nella lettura, è una cosa bruttissima non poter essere presenti con gli occhi sul mondo! buona serata a te, caro amico!

  5. charlie68g 24 ottobre 2012 / 14:03

    leggere, mangiare, bere, fumare

    mi sa che io i vizi migliori li ho quasi tutti 🙂

    • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:34

      per fortuna sei un ragazzo casto e un altro vizio te lo sei lasciato alle spalle! 😀

      • charlie68g 24 ottobre 2012 / 19:52

        castissimo 🙂

      • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:54

        che bello annoverare un asceta tra le mie amicizie virtuali! va be’ però dillo che il luogo fa pure la persona, con duemila coinquilini come fai ad essere distratto? 😀

  6. frz40 24 ottobre 2012 / 15:40

    Ho ripreso a leggere con assiduità da poco tempo, da quando problemi di salute mi limitano la mobilità. E’ una grande medicina. Di quel che leggo ne do conto sul mio blog, sperando di invogliare qualcuno alla lettura.

    • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:37

      leggo volentieri le tue recensioni! 😀 mi auguro che oltre il leggere, tu possa riprendere anche a muoverti liberamente!

  7. Don(n)a 24 ottobre 2012 / 18:37

    proprio oggi mentre mia figlia faceva i compiti di fronte a un “blocco” le ho spiegato che se non si impegna studiando, leggendo e considerando che i compiti, lo studio, la scuola sono una cosa FONDAMENTALE si troverà adulta incapace di scegliere, di comprendere quel che le accade intorno.

    • mizaar 24 ottobre 2012 / 19:40

      grazie per il commento, cara donna, e benvenuta! 😀
      i ragazzi, in genere, trovano superfluo impegnarsi tanto nello studio attratti come sono da mille altre cose, mille altre idee o progetti. c’è tempo per ogni cosa, evidentemente, la maturità arriva più tardi per tutti, anche per loro. se ne renderanno conto solo in seguito, di aver perso qualcosa, ma poichè sono convinta che, volendo, tutto è recuperabile -magari anche a novant’anni – per tua figlia arriverà il tempo del recupero. però tu insisti perchè non abbia brutte sorprese a scuola! 😀

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