Ventiquattro ore

Il ventilato annuncio – da parte del governo –  di un aumento delle ore di insegnamento da diciotto a ventiquattro ore alla settimana è stato l’argomento più gettonato in sala docenti, questa settimana. Ho letto qualcosa in questi giorni, alcuni post interessanti di colleghe che mettono in evidenza come quelle ventiquattro ore non andrebbero nella direzione di un incremento dell’offerta formativa rivolta ai ragazzi, bensì dovrebbero risolvere, una volta per tutte, l’annosa questione delle ore di sostituzione dei docenti assenti. Negli stessi post molti commenti sono, come sempre, malevoli nei confronti di chi scrive, supportati da un sentimento diffuso e generalizzato che vede gli insegnanti come una categoria di nullafacenti. Sono dell’idea, invece, che quell’aumento di ore farà comodo per un rimaneggiamento generale delle cattedre che sarebbero composte da ore suddivise – ponendo a mo’ d’esempio l’educazione artistica nella scuola media – invece che su nove classi – due ore alla settimana per classe – le colleghe dovrebbero girandolare su 12 classi, vale a dire 4 corsi. E su una media di 11 corsi per scuola – la nostra è una scuola ” ricca ” di corsi – sarebbero sufficienti due sole insegnanti e 3 quarti per un istituto che conta circa 750 alunni. Considerando che le docenti di mia conoscenza hanno ancora dieci anni buoni di insegnamento da svolgere, per poter ambire alla pensione, viene da domandarsi: ma quei poveri cristi che parteciperanno al concorso lotteria che il ministro Profumo ha indetto – bontà sua – con criteri di esclusione e ammissione allo stesso che fanno pensare ad un capriccio di un bimbo in preda all’isteria, quei poveracci quando mai entreranno nella scuola? Penso, ancora, ad una delle nostre giornate tipiche in quello che sembra essere diventato un serraglio – l’ala nord del secondo piano, dov’ è la mia classe – con ragazzi che vanno e vengono, gente che urla, porte che sbattono, ci penso e penso alle ventiquattro ore… In un raro momento di quiete ieri mattina, uno dei ragazzi ha  chiesto di andare in bagno e ha aperto la porta: c’è stata una folata di rumore impressionante. Mi sono vista come l’omino della pubblicità che, uscito di casa tranquillo, fuori trova la guerra. Ci siamo guardati in faccia con il collega e abbiamo riso: ci siamo perdendo qualcosa?

18 risposte a "Ventiquattro ore"

  1. popof1955 20 ottobre 2012 / 22:40

    Sai Miz, mi sta venendo voglia di fare il vigile urbano, al primo bando faccio domanda di concorso, voglio vedere se mi scartano perchè ho 57 anni, faccio su un casino che non si immaginano nemmeno.
    E tenete duro per le 18 ore, cercando di far capire alla gente che le 18 ore sono di cattedra, viene escluso il tempo per le correzioni dei compiti, gli aggiornamenti, i colloqui e la formazione permanente.

    • cordialdo 21 ottobre 2012 / 08:24

      Sai, Paolo. Questa da sempre è stata la questione di fondo quella di non considerare tutto ciò, ed è tanto, che è oltre l’orario di cattedra.
      Quanto alla tua idea di partecipare al concorso per “vigile urgano”, non fanno più nemmeno quelli, come nella scuola. Di solito passano direttamente dai Carabinieri a vigile senza concorso.

      • popof1955 21 ottobre 2012 / 08:48

        Allora quasi quasi faccio il concorso per Carabiniere 🙂
        Per esperienza lavorativa io dico che ci sono tre tipi di lavoro, il “lavoro a tempo pieno”, quello a “tempo parziale” e “over time” ovvero a “tempo aperto”. Alcune figure come gli insegnanti o i giudici, non cessano l’attività lavorativa all’uscita dell’edificio, il lavoro lo portano anche a casa e non solo i compiti ma anche l’aggiornamento continuo. Se io fossi un insegnante ad esempio, non riuscirei ad affrontare la lezione del giorno dopo senza un ripasso o un’aggiornamento delle informazioni in mio possesso, un po come gli attori prima di affrontare un palco. E penso che la maggior parte degli insegnanti lo faccia.

      • mizaar 22 ottobre 2012 / 19:07

        sul passaggio automatico da carabiniere a vigile non ci giurerei. con quello che sono diventati i concorsi pubblici è un miracolo se riesci a ” conquistare ” il posto al sole. consideriamo miracolati per quello che abbiamo. come è evidente ” di doman non v’è certezza “!

  2. Lilla ... 20 ottobre 2012 / 23:12

    Tranquilla … Prima o poi arriveranno a chiedere le ventiquattro ore al giorno … L’unica cosa rincuorante è che, oltre, non potranno andare …(anche se, riducendo le ore da 60 a 45 minuti … qualcosa se la potrebbero inventare … non suggeriamoglielo) …

    • mizaar 22 ottobre 2012 / 19:13

      see, riduzioni di orario!! sabato mattina abbiamo avuto una riunione con gli rsu della scuola per risolvere la questione delle sostituzioni dei colleghi assenti – fare o non fare supplenze, questo è il dilemma! un collega proponeva la riduzione dell’ora di lezione a 57 minuti. s’è scatenato il finimondo! alcune balenghe sostenevano l’impraticabilità del fatto perchè ridurre l’orario è fuorilegge, poichè devi garantire all’utenza un’ora intera di lezione – come se tre minuti fanno la differenza. alla fine non abbiamo concluso niente e se qualcuno viene a chiedermi di fare supplenza lo mando a spasso scalzo!

  3. fabio cuzzola 20 ottobre 2012 / 23:15

    il problema vero è nella dicitua : a parità di retribuzione…..cioè lavorare gratis. Inammissibile, mobilitiamoci!

    • mizaar 22 ottobre 2012 / 19:14

      lavorare gratis? ma se ci danno due settimane in più di vacanze estive! mobilitiamoci, ma davvero!

  4. cordialdo 21 ottobre 2012 / 08:31

    Ho visto che hai pubblicato questo post alle 2 di notte. Si può sapere quando dormi?
    Guarda che il ministro potrebbe decidere veramente, come qualcuno ha già commentato, di farvi lavorare 24 ore al giorno, A PARITA’ DI RETRIBUZIONE.
    Quanto alle “mobilitazioni” è meglio stendere un velo pietoso su ciò che è sempre successo nella scuola: pochi scioperano, percentuali da prefisso telefonico, e ci rimettono lo stipendio e tutti, se ci sono, godono i frutti.

    • mizaar 22 ottobre 2012 / 19:21

      no, no, alle due di notte DORMO! 😀 devo controllare come sono combinate le impostazioni dell’orario, adesso vado a vedere! il problema della partecipazione agli scioperi è sempre quello, specie nella scuola media: siamo tutte, per la maggior parte donne, e siamo perlopiù il secondo stipendio in famiglia. quindi non c’è, generalmente, l’assillo del monoreddito per ” campare ” la famiglia. e piuttosto che “regalare” allo stato 50 euro circa, si preferisce non scioperare e lamentarsi. tanto, quel poco che si percepisce basta, alla quasi totalità, per le esigenze personali.

  5. paperi si nasce 21 ottobre 2012 / 13:28

    Ho già commentato su Diemme sull’argomento. Io penso che il nodo di fondo sia che la classe insegnante è considerata come un gruppo di falliti (perché non sono riusciti a fare un lavoro che renda di più) e parassiti, buoni al massimo per fare da baby sitter. Neanche lontanamente ci sfiora il pensiero che a loro affidiamo la formazione dei nostri figli, e da loro dipende molto di quello che saranno domani.
    Che Paese triste…

    • mizaar 22 ottobre 2012 / 19:23

      scusa papero, ma devo dissentire: la formazione dei figli la fanno nell’ordine: la televisione, maria de filippi e x factor! 😀 convengo però sul paese triste. lo è sempre di più…

  6. fab 21 ottobre 2012 / 13:59

    mi è venuto su un pensiero molto molesto: ma se i risultati che abbiamo avuto, la leadership che “vantiamo” sono il risultato della scuola, della famiglia e della società italiana…forse è meglio che ci commissariano.

    • mizaar 22 ottobre 2012 / 19:26

      hai tutta la mia condivisione, che venga “culona” merkel a sistemarci! hai visto mai che riesca a far funzionare le cose sulla base delle nostre maggiori risorse? – beni ambientali e artistici, prima di ogni altra cosa…

  7. arielisolabella 21 ottobre 2012 / 22:48

    se qualcuno mi critica perche’ faccio tante vacanze lo spalmo a terra con la borsa fino alla pensione!!! 😀

    • mizaar 22 ottobre 2012 / 19:27

      sì, fai tante vacanze… ahi, che fai, mi meni? 😀

  8. Sergio Baldin 22 ottobre 2012 / 08:30

    Una grande dose di qualunquismo, che di volta in volta, al posto di guardare a stessi, può trovare obiettivi sui quali concentrare la propria facile e sopratutto incompetente critica, non mancherà mai, ed è facile allettare le loro aspettative con provvedimenti che incontrano il “favore popolare”.
    Basta andare a dare un’occhio alle “ulteriori misure per la crescita” per constatare che il “giramento”, pienamente giustificabile, non è solo quello degli insegnanti, sopratutto, non si coglie il senso della crescita, se non, per l’appunto, quella della velocità delle pale che girano!
    Ma diamine, mica siamo tutti professori per cogliere simili sottigliezze!
    Ciao cara Virginia, consolati, che non penso che saranno misure che passeranno indenni!
    Un abbraccio e buona settimana!

    • mizaar 22 ottobre 2012 / 19:31

      vuoi che te lo dica con sincerità, caro sergio? queste misure passeranno, eccome, senza che il ” mondo ” più allargato batta ciglio. agli altri non porteranno scompensi – apparentemente – ma per noi sarà un’ennesima batosta. e d’altra parte perchè dobbiamo lamentarci? abbiamo un lavoro e c’è gente che non l’ha più, questo pensano le persone in genere. sarà un pensiero consolante, ma non si può far finta sempre che “chi si accontenta gode”!

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