La signorina Malizia

Il senso della memoria lo trovo compresso – a volte –  in un odore* o nell’immagine fugace che mi attraversa, rimbalzando, la vista e mi ricorda quello che è stato. L’odore dell’alcool denaturato l’accompagnava mentre muoveva l’aria al passaggio vicino ai bambini, sistemati intorno al lungo tavolo del doposcuola. La signorina Malizia doveva aver fatto qualche anno di scuola magistrale, così le mamme le affidavano piccoli mocciosi, nel pomeriggio, perché costretti com’erano al tavolaccio – seduti sulle lunghe panche dove se uno dondolava, dondolavano tutti – erano obbligati anche a suon di bacchettate sulle manine a svolgere quei compiti d’altri tempi. Oltre le costrizioni materne – e le bacchettate! –  era l’aspetto della Malizia che convinceva quelle anime ingenue a tenere a bada le intemperanze da puledri: la signorina vestiva, da severa suora, sempre di nero. Un camice liscio e lucido per l’uso, calze spesse anche in estate e una specie di cuffia, anche questa nera, che le copriva i capelli radi – a fatica li intravedevi, suo malgrado, sfuggenti come cernecchi. Sotto la cuffia esisteva qualcosa che inquietava e creava imbarazzo se il tuo sguardo bambino si posava lì, curiosamente, per cercare di capire. Calamitata dal tuo interesse innocente, l’occhiataccia di risposta della suora laica ti costringeva ad abbassare gli occhi e ti faceva diventare del colore dei peperoncini in agosto. Perché, chiesi a mia madre un giorno, la signorina Malizia ha la testa strana? Lei mi rispose che aveva una brutta malattia che le aveva fatto spuntare dei bitorzoli sulla testa. Non conosco, ad oggi, l’origine precisa di quel problema antico, ma la sua testa la ricordo bene, era deformata da una serie di irregolarità, simili a grandi bernoccoli, che facevano coppia, quanto a timore nel guardarla, con un viso arcigno e occhiali spessi. Non era certo una persona colta dalla grazia del Signore nell’aspetto e nei modi, sempre decisamente burberi. In una cosa però era aggraziata: ricamava perfettamente. In questo fu la mia maestra. In un’estate in cui mi annoiavo dei miei giochi solitari, chiesi a mamma di farmi frequentare la scuola di ricamo per sole bambine – naturalmente! Ancora oggi ricamo i punti base appresi allora e ancora oggi ricordo.

* E’ l’odore dell’alcool denaturato che la mia vicina di casa, bontà sua, usa quotidianamente per fare le pulizie a ricordarmi spesso la signorina Malizia. 

28 thoughts on “La signorina Malizia

  1. popof1955 30 settembre 2012 / 15:47

    Anch’io ho avuto una signorina Malizia come dopo scuola, l’odore era diverso però, perchè la porta della casa dava su un cortile done candivano le zucche, ovvero credo preparassero la base per quella cosa orribile che è la mostarda di Cremona (i fusti li portavano via con dei camion e penso che servissero proprio per essere esportati).

    • mizaar 30 settembre 2012 / 17:17

      ringrazio la buona stella per non aver messo sulla mia strada un fusto di mostarda di cremona!😀 però, paolo, ti rendi conto che è meglio il caramello piuttosto che il fetore dell’alcool?😀

  2. Lilla ... 30 settembre 2012 / 16:42

    la mente fa voli pindarici che, a volerli fare apposta, non ne saremmo mai capaci!!
    PS: povera signorina Malizia … in contrapposizione al suo nome, la natura l’ha ‘castigata’ con un aspetto che, di malizioso, mi pare di capire non avesse niente … oltre al danno, la beffa!😦

    • mizaar 30 settembre 2012 / 17:14

      era quello che si dice, da queste parti, una bizzoca – termine spregiativo per definire una persona molto bigotta e superstiziosa – ma aveva, evidentemente, argomenti didattici convincenti oltre che un aspetto direi repellente – oltre all’odore, sicuro!😀

  3. charlie68g 30 settembre 2012 / 17:52

    Passavo di qui e ho sentito odore di alcool🙂

    • mizaar 30 settembre 2012 / 18:03

      già. come parlare di corda in casa dell’impiccato!😀

  4. Sergio Baldin 1 ottobre 2012 / 07:27

    non ho signorine Malizia nei miei ricordi, però l’alcool mi ricorda il pronto intervento, che mi sapeva quasi di castigo, per le sbucciature, sopratutto giocando a calcio nel grande cortile di casa.
    Di una cosa mi capita spesso di meravigliarmi, ed è come tanti ricordino così vividamente particolari ora, a distanza di anni da quando sono accaduti, a me non riesce proprio, che vorrà dire?
    Un abbarccio Virginia cara, un buon inizio di settimana per te!

    • mizaar 3 ottobre 2012 / 13:40

      non so precisamente su quali criteri di selezione opera il cervello per la memoria a lungo termine. spesso, del passato, ho solo frammenti di ricordo, sensazioni, colori, odori – come in questo caso. le cose più lontane nel tempo, che ho ancora impresse nella testa, risalgono a quando avevo quattro anni, circa. tu magari dovresti fare una seduta di ipnosi regressiva e chissà se non ne viene fuori qualcosa!😀
      buona settimana anche a te, anche se siamo già a metà!!

      • Sergio Baldin 3 ottobre 2012 / 14:24

        ipnosi regressiva?
        Che mi vorresti far fare?
        Io credo che se le cose serve ricordarsele, il “sistema operativo” del nostro cervello le archivia in un posto dove non rimangono del tutto sepolte.
        Quindi, se non ricordo, credo che non mi serva farlo, almeno questa è la mia semplice logica.
        Ciao bella, buon proseguimento anche a te, smackkkk!

      • mizaar 3 ottobre 2012 / 18:43

        e no, dai. noi vogliamo sapere!!!😀

      • silykot 3 ottobre 2012 / 14:35

        La memoria olfattiva è la più ancestrale, la più arcaica che il nostro cervello conserva. E’ la parte che abbiamo in comune con molti animali, per intenderci. Evoluzionisticamente si parla addirittura di un cervello olfattivo.
        Se ci fai caso, a volte capita di sentire un odore che conosciamo, che ricordiamo, anche se non riusciamo ad associarlo ad un ricordo preciso o “localizzato”, ma sappiamo che è qualcosa che ci appartiene…
        Questa volta l’odore dell’alcool ha permesso a noi di conoscere la tua signorina Malizia… bello, no?🙂
        P.S. Curioso che esista (c’è ancora??) un deodorante che si chiama proprio Malizia (quello di “Malizia, profumo di intesa”….)

      • mizaar 3 ottobre 2012 / 18:42

        grazie per la consulenza professionale, mia cara!!! la mia testa è allora un olfatto unico! tutti gli odori noti mi riportano alla memoria un qualcosa, dico inevitabilmente, poiché la prima volta che li ho annusati li ho associati a quel momento particolare e così sono rimasti attaccati alla mia memoria…

  5. Baol 2 ottobre 2012 / 17:53

    Come le madeleine di Proust…solo che quelle, mi sa, non puzzavano di alcool denaturato
    😀

    • mizaar 3 ottobre 2012 / 13:41

      spero di no, caro domenico!😀

      • Baol 4 ottobre 2012 / 11:46

        Al massimo doveva avere quell’odore particolare di Cremontartaro…

    • mizaar 3 ottobre 2012 / 13:42

      be’, va be’, mò stiamo a esagera’!!😀

      • mizaar 8 ottobre 2012 / 20:40

        io ho scritto una cosuccia, tu mi fai le citazioni dotte!😛

  6. strangethelost 3 ottobre 2012 / 22:13

    Io ho scritto pure una poesia il cui titolo era ” Gli odori sono ricordi”
    Odio profondamente l’odore dell’alcool ,mi fa venire dei mal di testa tremendi! Le bacchettate da certe suore le ho ricevute pure io!
    Sai cosa erano quei bitorzoli che aveva in testa ? Cisti benigne piene di grasso,lo so perchè mio marito le ha ereditate da mia suocera ,solo che adesso basta un taglietto svuotano la ciste e tutto torna come prima ,anche i miei figli poverini hanno subito queste mini operazioni in anestesia locale!
    Buona notte Virgy 😀

    • mizaar 8 ottobre 2012 / 20:41

      meno male che la scienza ha fatto passi da gigante!😀 la tipa, però, le strofinava con l’alcool, che schifezza!

  7. unpodimondo 5 ottobre 2012 / 12:00

    Anche mia suocera è una fan dell’alcool denaturato e tutti i giorni passa la sua casa con cencio e spirito… nonostante abbia un cane allergico che comincia a starnutire appena lei usa l’alcool… La povera bestia ha imparato a riconoscere la bottiglia e a scappare in giardino appena mia suocera la prende…

  8. Lilla ... 6 ottobre 2012 / 20:49

    lasciarti un premio ‘frivolo’ su un post ‘serio’, mi sembrava brutto … quindi te lo dico qui … ‘tu, mi ispiri’ … quando puoi, quando ti va, passa da me … (e poi, lo sapevi che ti sarebbe toccato!!) …😉

    • mizaar 8 ottobre 2012 / 20:45

      e come no? non ho avuto il tempo materiale di commentare i vostri post ” ispirati ” e di incassare la vincita. avessi avuto, chessò, 100 euro alla volta, per quanti post mi avete fatto produrre ispirati dai premi!😀 grazie comunque, tesoro, a te e a fab è sempre un piacere essere nei vostri pensieri!😀

      • Lilla ... 8 ottobre 2012 / 20:55

        🙂 il premio è meritatissimo … (100 € a post??? saresti milionaria!!!)😉

      • mizaar 8 ottobre 2012 / 21:15

        già, mi sa che ho perso una occasione!😀

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